Certificati di valutazione tecnica (CVT) dei materiali per uso strutturale, ecco come ottenerli

Dal CSLP le procedure per la richiesta e il rilascio dei Certificati di Valutazione Tecnica (CVT) di materiali e prodotti per uso strutturale e di sistemi di rinforzo

Sono varie le situazioni per le quali le vigenti NTC 2018 prevedono l’impiego di materiali e prodotti a fini strutturali solo dopo il rilascio del CVT.

In particolare, il Capitolo 11 delle nuove norme indica i 3 casi per quanto riguarda l’identificazione e la qualificazione dei materiali e prodotti per uso strutturale:

  • A – materiali e prodotti per l’uso strutturale previsto per i quali sia disponibile,una norma europea armonizzata il cui riferimento sia pubblicato su GUUE. Al termine del periodo di coesistenza il loro impiego nelle opere è possibile soltanto se corredati della “Dichiarazione di Prestazione” e della Marcatura CE, prevista al Capo II del Regolamento UE 305/2011
  • B – materiali e prodotti per uso strutturale per i quali non sia disponibile una norma europea armonizzata oppure la stessa ricada nel periodo di coesistenza, per i quali sia invece prevista la qualificazione con le modalità e le procedure indicate nelle presenti norme. E’ fatto salvo il caso in cui, nel periodo di coesistenza della specifica norma armonizzata, il fabbricante abbia volontariamente optato per la Marcatura CE
  • C – materiali e prodotti per uso strutturale non ricadenti in una delle precedenti tipologie (A o B); in tal caso, il fabbricante dovrà pervenire alla Marcatura CE sulla base della pertinente “Valutazione Tecnica Europea” (ETA), oppure dovrà ottenere un “Certificato di Valutazione Tecnica” rilasciato dal Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, previa istruttoria del Servizio Tecnico Centrale

La Divisione Tecnica 2 del Servizio Tecnico Centrale del CSLLPP (Consiglio superiore dei lavori pubblici) ha pubblicato al riguardo le:

Procedure seguite per la richiesta ed il rilascio di Certificati di Valutazione Tecnica (CVT) per sistemi o kit ricadenti nell’applicazione del Cap. 11, punto 11.1 caso C) del DM 17 gennaio 2018, Norme Tecniche per le Costruzioni.

Contenuti

Il documento, rivolto ai titolari di CVT e a tutti gli interessati, contiene le indicazioni circa le modalità di presentazione delle istanze, integrazioni e rinnovi degli stessi; nonché ulteriori informazioni in merito alle prove da effettuare sui prodotti, sia ai fini della qualificazione che ai fini dei controlli annuali.

Nel documento, inoltre, una serie di chiarimenti di ordine tecnico per quanto attiene la presentazione dell’istanza di rilascio del CVT dei sistemi di rinforzo.

L’obiettivo è di contribuire significativamente ad un più rapido ed efficace svolgimento dell’iter procedurale.

Il procedimento adottato dalla Divisione

Di seguito il procedimento adottato dalla Divisione:

  • la società che intende commercializzare un prodotto, sistema o kit (nel seguito detto “fabbricante”) ed ottenere la certificazione deve presentare al STC (Divisione 2^), via PEC o in forma cartacea, un’apposita istanza, con la chiara indicazione dei prodotti (FRP o altri sistemi) che intende qualificare, con allegato il bonifico di 250 euro
  • il fabbricante deve indicare il laboratorio al quale intende affidare le prove sui prodotti da qualificare, indicando quali prove si intende effettuare
  • la Divisione verifica le caratteristiche del laboratorio proposto, anche effettuando presso il laboratorio una visita ispettiva, e rilascia, salvo impedimenti significativi, il
    proprio nulla-osta, con l’intesa che il Fabbricante o il laboratorio comunichino per tempo alla Divisione il programma delle prove, per dare la possibilità di assistere eventualmente a qualche giornata di prove
  • ultimate le prove, il Fabbricante trasmette al STC (Divisione 2) i certificati rilasciati dal laboratorio incaricato contenenti determinate indicazioni
  • dopo aver eseguito la verifica dei risultati delle prove, laddove non si riscontrino particolari criticità nei risultati delle prove stesse, la Divisione richiede al Fabbricante l’invio della restante documentazione completa; la documentazione, accompagnata da una lettera di trasmissione, è inviata (o consegnata) al STC Divisione 2^ preferibilmente in formato digitale, almeno in 5 copie, su altrettante pennette USB
  • la Divisione effettua una visita ispettiva (Audit) presso lo stabilimento del Fabbricante, ed eventualmente presso lo stabilimento di produzione (tessuti, lamine, resine, etc) delle società fornitrici esterne (Produttori); al termine della visita iniziale in fabbrica, il Servizio predispone un verbale di ispezione contenente le risultanze della visita, l’esplicitazione delle eventuali non conformità rilevate e il termine temporale entro cui le stesse dovranno essere corrette dal Fabbricante o dal Produttore
  • esaminata la documentazione con esito favorevole (eventualmente richiedendo le necessarie integrazioni), la Divisione redige la Relazione istruttoria, tenendo conto dell’esito degli Audit effettuati
  • la Divisione trasmette quindi alla Presidenza del Consiglio Superiore l’istanza e la documentazione, accompagnata dalla Relazione istruttoria, per l’esame e parere della competente Sezione
  • qualora, nel corso dell’esame dell’istanza, la Sezione richieda al STC eventuale documentazione integrativa, la Divisione provvede a richiedere la stessa alla ditta
  • acquisito il voto della competente Sezione del Consiglio Superiore, si procede nel modo indicato nel documento, a seconda che il parere sia negativo o positivo
  • acquisita la ricevuta del bonifico del pagamento della somma di cui sopra, nonché la conferma della volontà di completare la procedura, la Divisione redige il CVT definitivo,
    sottoponendolo alla firma del Presidente del Consiglio Superiore
  • la Divisione trasmette il CVT al Fabbricante e lo inserisce, nel più breve tempo possibile, sul sito di Sicurnet 2

Caratteristiche del CTV e successivi adempimenti per il rinnovo

Di seguito, ulteriori indicazioni circa le caratteristiche del CTV.

In particolare, viene chiarito che il CTV ha validità di 5 anni dalla data di rilascio e può essere rinnovato; la validità è subordinata al permanere delle caratteristiche del sistema, delle condizioni di produzione in fabbrica, dell’organizzazione del controllo interno.

A tal fine il fabbricante, nel corso di validità dei 5 anni previsti, con cadenza annuale (sostanzialmente entro i due mesi successivi alla scadenza di ogni anno dalla data del rilascio) è tenuto ad inviare al STC:

  • una dichiarazione attestante la permanenza delle condizioni iniziali di idoneità del processo produttivo e dell’organizzazione del controllo interno di produzione in fabbrica
  • eventuale certificato aggiornato del sistema di qualità, qualora quello precedente sia scaduto
  • breve Relazione riportante l’attività svolta nell’anno precedente, con l’indicazione delle principali applicazioni del sistema (principali lavori o opere nelle quali sia stato impiegato il sistema), dell’assenza di problematiche o criticità emerse nelle predette applicazioni, eventuali azioni correttive intraprese
  • esito delle prove di controllo annuale effettuate, secondo il tipo e la quantità di prove che sono generalmente previste nelle Linee guida di riferimento, oppure nel CVT oppure esplicitamente indicate dal Servizio Tecnico Centrale che ha rilasciato il CVT

Sistemi di rinforzo in FRP

Infine, una serie di chiarimenti di ordine tecnico per quanto attiene la presentazione dell’istanza di rilascio del CVT dei sistemi di rinforzo e la successiva istruttoria da parte della Divisione II del STC che, in linea generale, vale quanto riportato nella procedura sopra descritta.

I sistemi di rinforzo FRP, realizzati mediante l’impiego di fibre lunghe e continue di vetro, carbonio o arammide, ed immerse in una matrice polimerica termoindurente, oggetto delle specifiche Linee guida per la progettazione, l’esecuzione ed il collaudo di interventi di rinforzo di strutture di c.a., c.a.p. e murarie mediante FRP, sono di due tipi:

  • sistemi preformati, costituiti principalmente da elementi a forma di lastre sottili (lamine o nastri) preparati in stabilimento mediante pultrusione, o altri processi produttivi di comprovata validità tecnologica e successivamente incollati in cantiere alla membratura da rinforzare con collanti forniti dallo stesso Produttore; sono escluse le barre e gli elementi di altre sezioni, differenti da quella rettangolare sottile
  • sistemi impregnati in situ, costituiti da fogli o tessuti di fibre uni o multi-direzionali, impregnati direttamente in cantiere con resina polimerica, che può fungere anche da adesivo al substrato interessato dall’intervento di rinforzo

 

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