Principio di rotazione: ecco le regole che una stazione appaltante deve rispettare in fase di procedura di gara

Principio di rotazione degli affidamenti nelle gare d’appalto: il CdS chiarisce che per gli appalti sottosoglia la stazione appaltante non può invitare il gestore uscente

In un contratto di servizi e forniture di importo inferiore alla soglia comunitaria la stazione appaltante non può invitare il gestore uscente o, in alternativa, deve motivare attentamente le ragioni per le quali si riteneva di non poter prescindere dall’invito.

Questo il principio con cui si è espresso il Consiglio di Stato in merito ad una controversia nata dopo che una scuola aveva nuovamente affidato alla stessa ditta la gestione dei distributori automatici di bevande e alimenti.

Alla gara erano stati invitati a partecipare 7 concorrenti, ma solo 3 presentavano l’offerta. L’azienda, classificatasi al secondo posto della graduatoria, impugnava l’atto di aggiudicazione, lamentando la violazione dell’art. 36 del dlgs. n. 50 del 2016 e delle linee guida n. 4 dell’ANAC, in relazione al principio di rotazione.

Il Tar Toscana accoglieva il ricorso, concernente la violazione del principio di rotazione, essendo l’aggiudicataria la precedente concessionaria del servizio.

Contro quest’ultima sentenza la stazione appaltante e la ditta, che si era aggiudicata la gara, presentavano ricorso al Consiglio di Stato.

Nuovo Codice appalti – contratti sottosoglia

Il nuovo Codice dei contratti pubblici (dlgs n. 50/2016) all’art. 36 prevede che l’affidamento e l’esecuzione di lavori, servizi e forniture di importo inferiore alle soglie comunitarie avvengano nel rispetto del principio di rotazione degli inviti e degli affidamenti in modo da assicurare l’effettiva possibilità di partecipazione delle microimprese, piccole e medie imprese.

Le stazioni appaltanti procedono all’affidamento di lavori, servizi e forniture di importo inferiore alle soglie comunitarie, secondo le seguenti modalità:

per affidamenti di importo pari o superiore a 40.000 euro e inferiore a 150.000 euro per i lavori o inferiore (come nel nostro caso) alle soglie comunitarie, per le forniture e i servizi, mediante procedura negoziata previa consultazione, ove esistenti, di almeno 10 operatori economici per i lavori, e, per i servizi e le forniture di almeno 5 operatori economici individuati sulla base di indagini di mercato o tramite elenchi di operatori economici, nel rispetto di un criterio di rotazione degli inviti

La sentenza del Consiglio di Stato

Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 4125/2017, si esprime sul ricorso presentato dalla stazione appaltante.

Ricordiamo che il citato principio di rotazione, per espressa previsione normativa deve orientare le stazioni appaltanti nella fase di consultazione degli operatori economici da consultare e da invitare a presentare le offerte e trova fondamento nell’esigenza di evitare il consolidamento di rendite di posizione in capo al gestore uscente.

Nel rispetto del principio citato, la stazione appaltante ha la seguente alternativa:

  1. non invitare il gestore uscente
  2. oppure motivare attentamente le ragioni per le quale si riteneva di non poter prescindere dall’invito

Nel caso in esame l’invito ad un numero di operatori economici, maggiore (sette) di quello minimo (cinque) previsto dall’art. 36, 2 comma, lettera b), del d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50, esclude che possa essere ravvisata, nella fattispecie, l’ipotesi della presenza di un numero ridotto di operatori sul mercato.

Il principio di rotazione fa divieto di invitare il gestore uscente salvo motivate eccezioni, ma in questo caso non ci sono motivate ragioni, quali ad esempio la scarsità di soggetti sul mercato, per cui il principio non debba essere applicato.

Pertanto il Consiglio di Stato rigetta il ricorso, ordinando alla stazione appaltante di disporre l’aggiudicazione in favore della ditta seconda classificata.

 

Clicca qui per scaricare la sentenza del Consiglio di Stato n. 4125/2017

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