Prevenzione del rischio sismico: contributi per gli interventi di miglioramento degli edifici

L’art. 11 del D.L. 39/2009, convertito con L. 77/2009, ha istituito un "Fondo per la prevenzione del rischio sismico". Con l’Ordinanza 3907 del Presidente del Consiglio dei Ministri, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 281 del 1° dicembre 2020 (Suppl. Ord. n. 262), è stata definita la destinazione dei fondi stanziati per l’anno 2010 (42 milioni di euro).

L’art. 11 del D.L. 39/2009, convertito con L. 77/2009, ha istituito un “Fondo per la prevenzione del rischio sismico”. Con l’Ordinanza 3907 del Presidente del Consiglio dei Ministri, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 281 del 1° dicembre 2020 (Suppl. Ord. n. 262), è stata definita la destinazione dei fondi stanziati per l’anno 2010 (42 milioni di euro).

I fondi sono utilizzabili per quattro tipologie di interventi:

  1. indagini di microzonazione sismica (4 milioni di euro);
  2. interventi strutturali di rafforzamento locale o di miglioramento sismico, o, eventualmente, di demolizione e ricostruzione, degli edifici di interesse strategico e delle opere infrastrutturali strategiche, ad esclusione degli edifici scolastici;
  3. interventi strutturali di rafforzamento locale o di miglioramento sismico, o, eventualmente, di demolizione e ricostruzione di edifici privati (34 milioni di euro per b) e c));
  4. altri interventi urgenti e indifferibili per la mitigazione del rischio sismico (4 milioni di euro).

I contributi sono riservati a interventi nei Comuni nei quali l´accelerazione massima al suolo “ag” è superiore a 0,125g (elencati dall’allegato 7).

I fondi destinati alle indagini di microzonazione sismica (4 milioni di euro) sono concessi alle Regioni e agli Enti Locali a condizione che provvedano a cofinanziare la spesa (per almeno il 50%); il documento di riferimento per la realizzazione degli studi è “Indirizzi e criteri per la microzonazione sismica”.
Per gli interventi del secondo tipo [ b)] la selezione è affidata alla Regioni; i contributi non sono concessi per edifici situati in aree a rischio idrogeologico classificate R4 dal piano per l’assetto idrogeologico, né per ruderi o edifici abbandonati, né per edifici realizzati o adeguati dopo il 1984, a meno che la classificazione sismica non sia stata successivamente variata in senso sfavorevole.

Per gli interventi del terzo tipo [c)] il contributo per il singolo edificio, destinato unicamente agli interventi sulle parti strutturali, è stabilito nella seguente misura massima:

  • rafforzamento locale: 100 euro per ogni metro quadrato di superficie lorda coperta complessiva di edificio soggetta ad interventi, con il limite di 20.000 euro massimo per ogni unità abitativa e 10.000 euro per altre unità immobiliari;
  • miglioramento sismico: 150 euro per ogni metro quadrato di superficie lorda coperta complessiva di edificio soggetta ad interventi, con il limite di 30.000 euro massimo per ogni unità abitativa e 15.000 euro per altre unità immobiliari;
  • demolizione e ricostruzione: 200 euro per ogni metro quadrato di superficie lorda coperta complessiva di edificio soggetta ad interventi, con il limite di 40.000 euro massimo per ogni unità abitativa e 20.000 euro per altre unità immobiliari.

Gli interventi di demolizione e ricostruzione devono restituire edifici conformi alle norme tecniche e caratterizzati dagli stessi parametri edilizi dell´edificio preesistente, a meno che le norme urbanistiche consentano interventi di sostituzione edilizia.

La ripartizione dei contributi fra le Regioni si effettua con i criteri definiti dall’Allegato 2. Le Regioni, d’intesa con i Comuni, individuano i territori comunali su cui attivare i contributi e i Comuni predispongono i bandi e poi trasmettono le richieste di contributo alle Regioni che stilano una apposita graduatoria, secondo la procedura definita dall’articolo 14.

Clicca qui per scaricare il testo dell’Ordinanza 3907
Clicca qui per scaricare il testo “Indirizzi e criteri per la microzonazione sismica”

 

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