Prestazioni professionali ed equo compenso in Abruzzo: fine lavori solo con il pagamento della parcella

La nuova legge della Regione Abruzzo stabilisce che al momento della ricezione della dichiarazione di fine lavori deve essere attestato il pagamento delle spettanze professionali

La Regione Abruzzo ha emanato la legge n.15/2019, pubblicata nel BURA n.118/2019 del 10 luglio, dal titolo:

Disposizioni in materia di tutela delle prestazioni professionali e di equo compenso

Con questa norma l’Abruzzo si inserisce nell’elenco delle Regioni che hanno legiferato in merito all’equo compenso ed alle spettanze professionali:

  • Calabria – L.R. n. 25/2018 con oggetto la “tutela delle prestazioni professionali
  • Basilicata – L.R. con oggetto: “Norme in materia di tutela delle prestazioni professionali e di contrasto all’evasione fiscale”
  • Campania – L.R. n. 59/2018  –  “Norme in materia di tutela delle prestazioni professionali per attività espletate per conto dei committenti privati e di contrasto all’evasione fiscale
  • Piemonte – L.R. n. 19/2018
  • Lazio – Delibere della giunta regionale n. 12 e n. 19/2019
  • Sicilia –  L. R. Sicilia n.1/2019 “Spettanze dovute ai professionisti per il rilascio di titoli abilitativi o autorizzativi”
  • PugliaL.R. n. 32/2019Norme in materia di equo compenso nell’esercizio delle professioni regolamentate”.

La legge n. 15/2019 dell’Abruzzo

La norma, ha come obiettivi, così come stabilito all’art.1:

  • la tutela delle prestazioni dei liberi professionisti rese sulla base di istanze presentate alla pubblica amministrazione per conto dei privati o delle imprese o rese su incarico affidato dall’amministrazione regionale, da un ente dipendente o da una società controllata dalla Regione
  • contribuire alla riduzione dell’evasione fiscale.

Viene in particolare stabilito che alla presentazione di un:

  • istanza autorizzativa
  • istanza di intervento diretto
  • istanza di deposito

prevista dalle norme e dai regolamenti regionali, provinciali e comunali, oltre che da tutti gli elaborati previsti dalla normativa vigente, vi sia anche la lettera di affidamento dell’incarico sottoscritta dal committente.

Documento di sintesi di affidamento degli incarichi

Alla lettera di incarico è allegato un “Documento di sintesi di affidamento degli incarichi” sottoscritto dal committente che indica tutti i professionisti concorrenti alla definizione della pratica, le loro mansioni ed i rispettivi compensi pattuiti.

Eventuali variazioni di accordo economico in corso d’opera sono integrate e sottoscritte tra le parti e comunicate all’ente attraverso il documento di sintesi di affidamento degli incarichi. Ogni qual volta subentri in corso d’opera un professionista non presente nel documento di sintesi di affidamento degli incarichi, il documento è integrato con l’indicazione dei dati del professionista, del compenso e delle mansioni.

La Giunta regionale approverà, in accordo con gli Ordini, per ciascuna tipologia di procedimento, il modello di “Documento di sintesi di affidamento degli incarichi”.

Pagamenti per la prestazione professionale effettuata

L’amministrazione, al momento della ricezione della documentazione attestante la fine lavori o comunque alla conclusione dell’iter oggetto di precedenti atti autorizzativi rilasciati o di istanze ad intervento diretto precedentemente pervenute, acquisisce la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà del professionista o dei professionisti incaricati, o sottoscrittori degli elaborati progettuali, redatta nelle forme di cui al d.p.r. 445/2000 secondo il modello definito dalla Giunta regionale, attestante il pagamento delle correlate spettanze da parte del committente.

La mancata presentazione della suddetta documentazione costituisce motivo ostativo per il completamento dell’iter amministrativo fino all’avvenuta integrazione.

Equo compenso e clausole vessatorie

La Regione, gli enti dipendenti e le società controllate garantiscono, nell’affidamento e nell’esecuzione degli incarichi conferiti ai professionisti, il diritto all’equo compenso e contrastano l’inserimento delle clausole vessatorie, nel rispetto della legislazione statale vigente in materia ed, in particolare, dell’articolo 24, comma 8 del Codice dei contratti pubblici.

 


Clicca qui per scaricare la legge della Regione Abruzzo

 

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