Prestazioni CTU e relative parcelle: chiarimenti e consigli da Inarsind

Da Inarsind arrivano una serie di chiarimenti e consigli sulle prestazioni del CTU e relative parcelle in caso di eccezionale importanza, complessità e difficoltà delle prestazioni

L’Inarsind (Associazioni di intesa sindacale degli architetti e ingegneri liberi professionisti italiani) ha pubblicato un comunicato in cui fa il punto della situazione sulle prestazioni professionali dei CTU rese per Tribunali e Procure. Nello specifico risponde ai quesiti posti al Consiglio Nazionale dall’Associazione Provinciale di Brescia, fornendo una serie di consigli e chiarimenti utili a tutti i CTU.

Prestazioni CTU (Consulente Tecnico d’Ufficio)

Ricordiamo innanzitutto che il CTU è un tecnico ausiliario del Giudice per conto del quale effettua una serie di operazioni che si concludono generalmente con il deposito di una relazione tecnica.

Le operazioni effettuate dal CTU sono:

  • disamina e studio preliminare dei fascicoli di causa
  • indagini
  • sopralluoghi
  • studi
  • redazione della perizia

Al CTU è quindi richiesta una conoscenza delle norme giuridiche, che condizionano in maniera sostanziale lo svolgimento dell’incarico conferito e l’esito finale del lavoro di perizia, il quale deve essere svolto con diligenza ed imparzialità.

Pertanto risulta evidente, in riferimento all’attività svolta e alle responsabilità del CTU, che il lavoro svolto vada adeguatamente compensato così come stabilito dai principi cardine della nostra Costituzione di cui all’art. 36 comma 1, nonché secondo quanto previsto dall’art. 2 della legge n. 319/1980.

Prestazioni CTU: i quesiti posti dall’Inarsind di Brescia

Tariffe professionali

..Normativa sulle tariffe è vecchia, incompleta di difficile interpretazione…. Inadeguata… tariffa per estimo bloccata a 516.456,9 euro…

Inarsind precisa che il quadro normativo di riferimento è  fermo al 2002, decreto 30 maggio 2002 “Adeguamento dei compensi spettanti ai periti, consulenti tecnici, interpreti e traduttori per le operazioni eseguite su disposizione dell’autorità giudiziaria in materia civile e penale”.

Gli importi di stima riportati nelle tabelle si fermano ad euro 516.456,90, mentre l’importo stimato può risultare di gran lunga superiore.

Secondo Inarsind, il CTU viene penalizzato economicamente nel compenso anche in riferimento ad un confronto con Consulente Tecnico di Parte che per la medesima stima può essere compensato con un onorario di gran lunga superiore.

In attesa che vi sia l’adeguamento ministeriale, viene suggerito al CTU, nel momento di invio della richiesta dei compensi al Giudice per la liquidazione, faccia presente che sul punto la Suprema Corte ha precisato che i lavori superiori allo scaglione massimo, non utilizzabili come base di calcolo a percentuale, possono essere sicuramente valutati dal Giudice come indice rivelatore dell’eccezionale importanza, complessità e difficoltà delle prestazioni richieste al perito.

Mancato pagamento delle parti

Essendo il decreto di liquidazione (se non impugnato) un titolo esecutivo, le parti sono tenute in solido al pagamento delle spese del CTU anche se il Giudice ha posto il pagamento ad una sola della parti; questo punto è stato ribadito di recente anche dalla Suprema Corte di Cassazione, per cui il CTU procede all’ingiunzione ed al pignoramento anche sui conti bancari delle parti.

Calcolo delle parcelle

…calcolo delle parcelle per i consulenti tecnici d’ufficio (nel caso di Esecuzione Immobiliare) che lega il compenso del CTU (in questo caso definito esperto stimatore) al valore di vendita del bene pignorato e vieta di liquidare ai professionisti acconti superiori al 50% del compenso calcolato sulla stima del bene (o dei beni)…

Il problema è stato ripreso anche nella Circolare 45/2017 del Consiglio Nazionale Ingegneri, il quale ha segnalato l’Ordinanza 849/2016 del Tribunale di Vicenza (TAR) nella quale viene sollevata la questione di legittimità costituzionale dell’articolo 161.

La liquidazione finale avviene solo al momento della vendita (evento futuro non stimabile in ordine di tempo e certo in merito alla vendita del bene) e consente, prima della vendita, la liquidazione all’esperto di acconti non superiori al 50%.

Di fatto non viene rispettato il diritto del lavoratore a ricevere una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro.

Nell’attesa che si pronunci la Corte Costituzionale, Inarsind fornisce alcuni suggerimenti ai periti estimatori nella compilazione degli onorari per la liquidazione da sottoporre al Giudice dell’Esecuzione.

La norma fa espressamente riferimento al “valore di stima” all’art. 13 del DM 30 maggio 2002 (elementi indicati nella motivazione del G.E.) per cui si applica la decurtazione del 50%, mentre per il resto della prestazione fornita la decurtazione non può essere applicata ed in particolare per le seguenti attività:

  • giuramento di accettazione CTU, presenza alle udienze, sopralluoghi, verifica della completezza della documentazione ex art.567 567 cpc, Redazione schede preliminari, etc.: tutte queste attività del perito stimatore rientrano come onorari a vacazioni ai sensi dell’art.4 sopra richiamato
  • redazioni di planimetrie da parte del perito estimatore indispensabili per assolvere l’incarico conferito: questa attività rientra nella previsione dell’art.12 del Dm 30 maggio 2002

Altre spese

Viene consigliato, inoltre, di farsi autorizzare dal Giudice all’utilizzo del mezzo proprio (o di utilizzo di altro mezzo di trasporto, treno aereo etc.), a servirsi di un collaboratore di fiducia, ecc., per altri tipi di spesa non previste che si dovessero presentare durante lo svolgimento delle operazioni peritali.

 

Clicca qui per scaricare il comunicato dell’Inarsind

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