Porta di caposcala: per aprirla basta una CILA

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Secondo il Tar Campania per aprire una porta di caposcala non occorre il permesso di costruire ma basta una CILA

Con la sentenza n. 3667/2020 del Tar Campania si riconferma il diritto di una più comoda fruizione di una unità immobiliare situata in un contesto condominiale, da parte del suo proprietario, e come quest’ultimo possa utilizzare i muri comuni, nelle parti corrispondenti alla propria proprietà, a patto che non si verifichino compromissioni dell’immobile di ordine estetico e strutturale.

Il caso

Il proprietario di una unità immobiliare, sita al terzo piano di un fabbricato condominiale, eseguiva alcuni lavori di ristrutturazione con modifica della disposizione interna degli spazi, attraverso la presentazione di una CILA.

La modificazione interna comportava lo spostamento dell’ingresso dell’unità immobiliare predetta con l’apertura di una nuova porta di caposcala, intervento pur contemplato nella CILA.

Successivamente il Comune ordinava il ripristino dello stato dei luoghi, lamentando che il titolo edilizio (CILA) non fosse appropriato all’apertura di un nuovo ingresso e che occorresse un permesso di costruire per quel tipo di intervento.

Il proprietario dell’immobile faceva, quindi, ricorso al Tar lamentando la cattiva applicazione, da parte del Comune, degli artt. 31 (Interventi eseguiti in assenza di permesso di costruire, in totale difformità o con variazioni essenziali) e 10 (Interventi subordinati a permesso di costruire) del dpr 380/2001.

La sentenza del Tar Campania

Per i Giudici va fatta una distinzione sostanziale tra l’apertura di vani porta o finestre che modificano la facciata di un edificio e l’apertura di un vano porta interno:

L’apertura di una porta interna infatti, anche se effettuata sul pianerottolo, non necessita di permesso di costruire, in quanto non costituisce un intervento di trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio né incide sulla volumetria o sui prospetti

I Giudici aggiungono che l’apertura di varchi e l’installazione di porte o cancelli in un muro ricadente fra le parti comuni dell’edificio condominiale, eseguite da uno o più condomini per la creazione di un nuovo ingresso che agevoli l’accesso all’unità immobiliare di proprietà esclusiva, non costituisce abuso lesivo dei diritti degli altri condomini:

Negli edifici in condominio, i proprietari esclusivi delle singole unità immobiliari possono utilizzare i muri comuni, nelle parti ad esse corrispondenti

I togati concludono che l’apertura di una porta che metta in comunicazione l’unità immobiliare di esclusiva proprietà con una parte comune del vano scala, al fine di migliorarne l’uso, non necessita dell’approvazione all’unanimità dei condomini, né determina alcuna costituzione di servitù.

 

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Clicca qui per scaricare la sentenza del Tar Campania

 

praticus-ta

 

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