Ponteggio e furto in appartamento. Di chi è la responsabilità?

Una recente sentenza della Cassazione stabilisce la responsabilità dell’imprenditore che non adotta misure opportune atte a impedirne l’uso anomalo da parte di terzi. Ma la giurisprudenza offre anche altre interpretazione della norma.

Un’impresa edile, nei primi due gradi di giudizio, è stata ritenuta responsabile del furto ad opera di ignoti nei confronti degli abitanti di un appartamento adiacente ad un cantiere edile allestito dall’impresa stessa.
Le considerazioni dei Giudici si basano sul fatto che i ladri si erano serviti di un’impalcatura del cantiere attiguo all’edificio per entrare nell’appartamento derubato.
L’impresa decide di ricorrere alla Cassazione Civile che rigetta il ricorso affermando, ex art. 2043 del Codice Civile, che è l’imprenditore che risponde del furto in appartamento da parte di ignoti che usano il ponteggio installato per lavori di manutenzione, se egli abbia omesso di adottare misure opportune atte a impedirne l’uso anomalo da parte di terzi, creando, così un agevole accesso ai ladri.
Quindi l’impresa costruttrice deve risarcire tutti i danni.

Sembrerebbe, quindi, che in casi analoghi la responsabilità risulti sempre dell’imprenditore che installa il ponteggio; ma non è così!
Analizzando la giurisprudenza, esistono precedenti contrari, come la Sentenza 18 ottobre 2005, n. 20133, in cui la stessa Cassazione Civile stabiliva che, nel caso in cui una persona subisca un furto nel proprio appartamento ad opera di ladri che vi si sono introdotti attraverso impalcature lasciate incustodite, il proprietario delle impalcature non può essere ritenuto civilmente corresponsabile del furto.
In particolare, la Corte Suprema affermava che l’imprenditore non può essere ritenuto responsabile

  • né per esercizio di attività pericolosa ex art. 2050 C.C., poiché tali attività danno luogo a responsabilità solo se il danno si sia prodotto durante il loro espletamento;
  • né per cose in custodia ex art. 2051 C.C.,poiché le cose in custodia non danno luogo a responsabilità quando i danni siano cagionati dall’attività illecita di terzi;
  • né per omissione di cautele ex art. 2043 C.C., poiché tale responsabilità sorge solo se si sia contravvenuto ad uno specifico obbligo di fare.

Clicca qui per scaricare la Sentenza della Cassazione

 

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