Più semplice ottenere l’Autorizzazione Paesaggistica

Il D.Lgs 42/2004 (Codice dei Beni Culturali) prevede (art. 146) che i proprietari di immobili o aree di notevole interesse pubblico sottoposti a tutela, hanno l’obbligo di fare richiesta preventiva di autorizzazione paesaggistica.

Il D.Lgs 42/2004 (Codice dei Beni Culturali) prevede (art. 146) che i proprietari, possessori o detentori a qualsiasi titolo di immobili o aree di notevole interesse pubblico sottoposti a tutela, hanno l’obbligo di sottoporre all’ente competente (Regione o ente subdelegato) i progetti delle opere che intendano eseguire, corredati della documentazione prevista, ai fini di ottenere preventiva autorizzazione. Senza di essa i lavori non possono essere iniziati.
L’autorizzazione paesaggistica è un provvedimento necessario al rilascio del titolo abilitativo.

Il Consiglio dei Ministri del 10 giugno 2010 ha approvato un regolamento che semplifica le procedure previste per il rilascio dell’autorizzazione paesaggistica per gli interventi di “lieve entità” che non comportano alterazione dei luoghi o dell’aspetto esteriore degli edifici.

Il nuovo regolamento, emanato ai sensi dell’articolo 146, comma 9, del D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 e s.m.i, è stato messo a punto da un gruppo di lavoro presso il Ministero per i Beni e le Attività Culturali in collaborazione con Regioni ed Enti Locali.

Il provvedimento prevede una significativa riduzione dei tempi procedurali per il rilascio dell’autorizzazione paesaggistica (60 giorni invece di 105) e degli oneri documentali: l’istanza di richiesta, infatti, dovrà essere corredata solo da una relazione paesaggistica semplificata redatta da un tecnico abilitato che potrà essere inviata anche per via telematica.

Attualmente il rilascio dell’autorizzazione paesaggistica spetta agli organi territoriali, ma, la competenza è della Soprintendenza che esprime un parere obbligatorio, preventivo e vincolante su tutte le istruttorie.

Il regolamento approvato prevede una fase di verifica preliminare da parte dell’amministrazione locale dell’applicabilità o meno della procedura semplificata, nonché della conformità dell’intervento progettato alla disciplina urbanistica ed edilizia.

Quando la valutazione è positiva, l’amministrazione locale invia la pratica al soprintendente che procede alla valutazione di compatibilità paesaggistica; in caso di parere favorevole, l’amministrazione rilascia immediatamente l’autorizzazione, altrimenti la rigetta.

L’elenco degli interventi “di lieve entità”, contenuto nell’allegato al Decreto comprende:

  • l’incremento dei volumi degli edifici, che non dovrà essere però superiore al 10 per cento della volumetria originaria e comunque non superiore ai 100 mc (e non si applica alle zone omogenee “A” del Dm n. 1444 del 1968)
  • gli interventi di demolizione e ricostruzione con il rispetto di volumetria e sagoma preesistenti,
  • gli interventi su coperture come finiture esterne, porte, canne fumarie e comignoli e quelli necessari per l’adeguamento alle normative antisismiche o al contenimento dei consumi energetici degli edifici
  • le barriere architettoniche
  • la collocazione di tende da sole sulle facciate degli edifici per locali destinati ad attività commerciali
  • interventi come adeguamento della viabilità esistente (rotatorie, riconfigurazione incroci stradali, banchine e marciapiedi)
  • interventi di allaccio alle infrastrutture a rete se comportano opere soprasuolo, linee elettriche e telefoniche su palo (non superiori rispettivamente a 10 e 6,30 metri).
  • installazione di impianti tecnologici esterni per uso domestico autonomo come condizionatori, caldaie, antenne o parabole (la norma però non si applica agli immobili soggetti a tutela dall’articolo 136 comma 1 lettere a), b), c) del Codice
  • installazione di pannelli solari, termici e fotovoltaici fino a una superficie di 25 mq (anche qui la semplificazione non si applica alle zone territoriali omogenee “A” e alle aree vincolate previste nel Codice).

Clicca qui per scaricare la bozza del Provvedimento approvato

 

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