Piano invasi: in arrivo 250 milioni di euro per 30 opere nel settore idraulico

Approvati in sede di conferenza unificata finanziamenti per 250 milioni di euro per 30 opere strategiche nel settore idraulico, a breve il decreto ministeriale

Intesa raggiunta all’unanimità in sede di conferenza unificata sul “piano invasi”; in tal modo il Governo può sbloccare circa 250 milioni di euro per finanziare 30 opere nel settore idrico.

Gli enti territoriali/locali, con un atto di responsabilità, hanno così deciso di avviare una serie di iniziative per la risoluzione dei problemi legati alle siccità ed alle inondazioni, “facce diverse di una stessa medaglia“, chiariscono.

Dei 30 interventi finanziati dal Piano:

  • 19 opere sono dotate di progettazione esecutiva
  • 11 sono dotate di progettazione definitiva

Il piano invasi verrà adottato con apposito decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti di concerto con il Ministro delle Politiche Agricole Alimentari, Forestali. Non appena sarà firmato il decreto, il Mit procederà alla stipula delle convenzioni con i soggetti attuatori, con priorità per quelli che hanno a disposizione interventi già cantierabili.

Tra questi ultimi, ricordiamo:

  • Parma, cassa di espansione Baganza, cofinanziata per 6 milioni di euro su 61 di costo totale, che proteggerà la città di Parma dalle inondazioni dell’omonimo torrente
  • Molise, una nuova diga, destinata a contenere le piene, è prevista in Molise, e finanziata con 30 milioni di euro
  • Sicilia, diga di Lentini,  vengono finanziati con 1,8 milioni di euro i lavori di sistemazione del paramento di valle che contribuiscono alla sicurezza complessiva, anche dall’erosione delle piogge

Altri interventi hanno, invece, la funzione di alimentare territori importanti dal punto di vista agricolo o densamente abitati e, quindi, con un rilevante fabbisogno in termini di acqua potabile.

Nella prima fattispecie ricadono:

  • la traversante di Mirafiori nel piacentino, dell’importo di 8,7 milioni di euro
  • il sistema idrico derivante dalla diga di Pianfei in Piemonte, finanziata per 7,3 milioni di euro

All’uso potabile sono destinati sia l’intervento di adeguamento del sistema idrico nell’area Flegreo-Domiziana in Campania (finanziata con 31,5 milioni di euro), sia il completamento della galleria di derivazione dall’invaso di Castagnara che permetterà di ottimizzare l’uso plurimo dell’acqua del fiume Metramo in Calabria (26,5 milioni di finanziamento).

Con funzione irrigua sono, inoltre, previsti gli interventi per la messa in sicurezza del canale LEB nel Veneto, finanziato per 20 milioni, e per l’ottimizzazione delle condotte dell’impianto di Tavo-Saline in Abruzzo, per altri 20 milioni di euro.

Sono poi state finanziate circa una ventina di opere di costo più contenuto, spesso non superiore a 5 milioni di euro, ma non per questo con funzione meno rilevante ai fini sia del contenimento della dispersione idrica sia dell’incremento della capacità di invaso tra queste opere si citano:

  • il canale essiccatore principale nell’Alberese (1 milione) in Toscana
  • la derivazione dalla diga di Montedoglio (1,1 milioni di euro) in Toscana
  • il collettore padano (2,5 milioni) in Veneto
  • l’interconnessione tra i bacini di Olai e Gavossai (0,8 milioni) in Sardegna, finalizzata a incrementare la capacità complessiva dell’intero sistema attraverso il collegamento di bacini contermini

Particolare attenzione è stata, inoltre, riservata alle derivazioni principali e alle interconnessioni tra adduttori. Svolgono un ruolo di indubbia valenza nel trasporto della risorsa idrica l’adduttore alimentato dalla diga del Liscia in Sardegna (19,5 milioni di finanziamento), le opere di impermeabilizzazione del Canale Villoresi in Lombardia (20 milioni) o l’ammodernamento delle tratte ammalorate degli adduttori primari, finanziate dal Piano straordinario al Consorzio di bonifica della Capitanata in Puglia per complessivi 10,5 milioni di euro.

In allegato la tabella con le opere (progetti esecutivi e progetti definitivi) ed i relativi finanziamenti.

 

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