Piano energia e clima 2030, l’Italia verso la decarbonizzazione

Il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima 2030 sarà uno strumento fondamentale per la politica energetica e ambientale del nostro Paese. Obiettivo: la decarbonizzazione completa

Il Ministero dell’Ambiente e quello dello Sviluppo Economico hanno presentato il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima 2030 ed il relativo portale; il piano concretizza l’importante cambiamento nella politiche italiane in materia di energia ed ambiente.

Il nuovo Piano italiano, ancora in consultazione, attua le disposizioni del “Regolamento europeo sulla governance dell’unione dell’energia e dell’azione per il clima”, che costituisce lo strumento con il quale ogni Stato stabilisce i propri contributi agli obiettivi europei al 2030 sull’efficienza energetica e sulle fonti rinnovabili e quali sono i propri obiettivi in tema di sicurezza energetica, mercato unico dell’energia e competitività.

Obiettivi europei 2030

Ricordiamo che il pacchetto europeo Energia e Clima 2030 prende le mosse dalle decisioni del Consiglio dei Capi di Stato e di Governo dell’ottobre 2014, che ha approvato il quadro comunitario per le politiche dell’energia e del clima al 2030 e ha stabilito l’obiettivo di istituire un’ “Unione dell’energia” articolata sulle seguenti cinque “dimensioni dell’energia”:

  1. decarbonizzazione (incluse le fonti rinnovabili)
  2. efficienza energetica
  3. sicurezza energetica
  4. mercato interno dell’energia
  5. ricerca, innovazione e competitività

Per l’attuazione di queste decisioni, partendo dalle proposte formulate dalla CE nel mese di novembre 2016 sono stati già emanati:

  • la nuova direttiva ETS (Emission Trading Scheme) sul commercio dei diritti di emissione della CO2 in alcuni settori
  • il nuovo regolamento “Effort sharing” sugli obiettivi nazionali obbligatori di riduzione delle emissioni di gas serra nei settori non coperti da ETS (pdf) vale a dire: trasporti, civile, industria manifatturiera non ETS (<20MWt), agricoltura e rifiuti
  • il regolamento LULUCF relativo all’inclusione delle emissioni e degli assorbimenti di gas ad effetto serra risultanti dall’uso del suolo, dal cambiamento di uso del suolo e dalla silvicoltura
  • la nuova direttiva sull’efficienza energetica degli edifici
  • la nuova direttiva sull’efficienza energetica
  • la nuova direttiva sulle fonti rinnovabili.

Sono in fase più o meno avanzata una serie di altri provvedimenti in materia, ad esempio, di mercato dell’energia elettrica ed emissioni di CO2 di nuovi autovetture, furgoni e camion.

Il Piano nazionale 2030

Il Piano nazionale per l’Energia e il Clima si deve conformare ai suddetti piani europei nonché alla strategia comunitaria per il rispetto dell’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici, che stabilisce un obiettivo a lungo termine in linea con il proposito di mantenere l’aumento della temperatura mondiale media ben al di sotto di 2 °C rispetto ai livelli preindustriali e di continuare ad adoperarsi per limitare tale aumento della temperatura a 1,5 °C rispetto ai livelli preindustriali.

Il piano intende dare attuazione ad una visione di ampia trasformazione dell’economia, nella quale la decarbonizzazione, l’economia circolare, l’efficienza e l’uso razionale ed equo delle risorse naturali rappresentano insieme obiettivi e strumenti per una economia più rispettosa delle persone e dell’ambiente.

Gli obiettivi generali perseguiti dall’Italia sono sostanzialmente:

  1. accelerare il percorso di decarbonizzazione, considerando il 2030 come una tappa intermedia verso una decarbonizzazione profonda del settore energetico entro il 2050
  2. mettere il cittadino e le imprese al centro, in modo che siano protagonisti e beneficiari della trasformazione energetica e non solo soggetti finanziatori delle politiche attive; ciò significa promozione dell’autoconsumo e delle comunità dell’energia rinnovabile
  3. favorire l’evoluzione del sistema energetico, in particolare nel settore elettrico, da un assetto centralizzato ad uno distribuito basato prevalentemente sulle fonti rinnovabili
  4.  continuare a garantire adeguati approvvigionamenti delle fonti convenzionali, perseguendo la sicurezza e la continuità della fornitura, con la consapevolezza del progressivo calo di fabbisogno di tali fonti convenzionali
  5. promuovere l’efficienza energetica in tutti i settori, come strumento per la tutela dell’ambiente, il miglioramento della sicurezza energetica e la riduzione della spesa energetica per famiglie e imprese
  6. promuovere l’elettrificazione dei consumi, in particolare nel settore civile e nei trasporti, come strumento per migliorare anche la qualità dell’aria e dell’ambiente
  7. accompagnare l’evoluzione del sistema energetico con attività di ricerca e innovazione che, in coerenza con gli orientamenti europei e con le necessità della decarbonizzazione profonda, sviluppino soluzioni idonee a promuovere la sostenibilità, la sicurezza, la continuità e l’economicità delle forniture
  8. adottare obiettivi e misure che riducano i potenziali impatti negativi della trasformazione energetica su altri obiettivi parimenti rilevanti, quali la qualità dell’aria e dei corpi idrici, il contenimento del consumo di suolo e la tutela del paesaggio
  9.  continuare il processo di integrazione del sistema energetico nazionale in quello dell’Unione.

Il perseguimento di questi obiettivi generali suggerisce l’adozione di politiche e misure orizzontali:

  • un’attenta governance del Piano che ne consenta l’attuazione coordinata e che garantisca unitarietà di azione. In considerazione della trasversalità del Piano, che investe i compiti di molte amministrazioni dello Stato, e dell’assetto delle competenze fissato dalla Costituzione italiana, questa governance comprenderà diversi Ministeri, coinvolgendo, nel rispetto dei relativi ruoli, le Regioni, i Comuni, l’Autorità di regolazione, con la possibilità di integrazione con rappresentanti del mondo della ricerca, delle associazioni delle imprese e dei lavoratori
  • la valutazione delle azioni necessarie per un’effettiva semplificazione dei procedimenti per la realizzazione degli interventi nei tempi previsti. Questo, unitamente alla stabilità del quadro normativo e regolatorio, compatibilmente con le esigenze di aggiornamento conseguenti all’evoluzione tecnologica e al monitoraggio di costi e benefici delle misure, contribuirà alla regolare progressione verso gli obiettivi
  • l’aggiornamento dei compiti dei diversi organismi pubblici operanti sui temi energetici e ambientali, in modo che i rispettivi ruoli e attività siano tra loro coordinati e funzionali agli obiettivi del piano e, più in generale, agli obiettivi di decarbonizzazione profonda per il 2050
  • la promozione di attività di ricerca, anche coinvolgendo i gestori delle reti, sulle modalità per sviluppare l’integrazione dei sistemi (elettrico, gas, idrico), esplorando, ad esempio, la possibilità di utilizzare infrastrutture esistenti per l’accumulo dell’energia rinnovabile, anche di lungo periodo, con soluzioni efficaci sotto il profilo costi/benefici economici e ambientali
  • l’integrazione di nuove tecnologie nel sistema energetico, a partire da quelle dell’informazione, per agevolare la generazione distribuita, la sicurezza, la resilienza, l’efficienza energetica, nonché la partecipazione attiva dei consumatori ai mercati energetici
  • la disponibilità a valutare strumenti aggiuntivi, se necessari, quali ad esempio la revisione della fiscalità energetica, diversificata sulla base delle emissioni climalteranti e inquinanti, con attenzione alle fasce deboli della popolazione e ai settori produttivi che ancora non disponessero di opzioni alternative ai combustibili e carburanti tradizionali
  • la possibilità di utilizzo dei meccanismi di flessibilità della legislazione europea settoriale.

 

Clicca qui per scaricare il Piano nazionale Energia e Clima

 

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