Piano Casa: tutte le novità regione per regione

La regione Toscana è l’unica ad avere approvato (lo scorso 5 maggio) una legge regionale sul "Piano Casa" (in vigore fino al 31 dicembre 2010). Qual è la situazione nelle altre regioni?

La regione Toscana è l’unica ad avere approvato (lo scorso 5 maggio) una legge regionale sul “Piano Casa” (in vigore fino al 31 dicembre 2010).

Qual è la situazione nelle altre regioni?

LOMBARDIA
La Giunta regionale ha varato il 3 giugno il progetto di legge “Azioni straordinarie per lo sviluppo e la qualificazione del patrimonio edilizio ed urbanistico della Lombardia”.
Il disegno di legge individua quattro tipi di intervento:

  1. il recupero e riutilizzo di volumetrie abbandonate o sottoutilizzate;
  2. l’ampliamento fino al 20% (e comunque per non più di 300 metri cubi) del volume complessivo di edifici mono e bifamiliari, ovvero di edifici almeno trifamiliari con volumetria non superiore a 1.000 metri cubi;
  3. la demolizione e ricostruzione di edifici residenziali e produttivi, con bonus volumetrico sino al 30% del volume preesistente, aumentabile al 35% in presenza di adeguate dotazioni di verde, cioè una dotazione arborea che copra almeno il 25% del lotto;
  4. la riqualificazione di quartieri di edilizia residenziale pubblica.

La legge ha carattere di straordinarietà (la sua applicazione avrà durata di 18 mesi) e contiene idee guida e disposizioni mirate alla sicurezza dei cittadini e del territorio, della qualità degli insediamenti e dell’ambiente.

PIEMONTE
La Giunta regionale ha adottato il 25 maggio scorso il disegno di legge “Snellimento delle procedure in materia edilizia ed urbanistica”.
Tra le misure più importanti, la possibilità di realizzare interventi edilizi anche in deroga agli strumenti urbanistici vigenti, a condizione che si utilizzino tecnologie volte al risparmio energetico (da quantificare tramite la riduzione del 40% del fabbisogno di energia dell’unità edilizia per il solo ampliamento o per la demolizione e ricostruzione, attraverso la progettazione e l’utilizzo di tecnologie volte a conseguire un significativo miglioramento della pratica corrente in riferimento a qualità ambientale ed energetica dell’edificio), al miglioramento della qualità architettonica, della sicurezza delle strutture e dell’accessibilità degli edifici.
Attenendosi a questi criteri, sono consentiti interventi di ampliamento, nel limite massimo del 20% della volumetria esistente, o di demolizione e ricostruzione, con un incremento massimo del 35% della volumetria esistente, anche in deroga agli strumenti urbanistici, per le unità edilizie uni e bi-familiari o comunque di volumetria complessiva non superiore ai 1000 m3.
Gli interventi non potranno in ogni caso essere realizzati su edifici o ambiti individuati dai piani regolatori come centri storici o aree esterne d’interesse storico e paesaggistico ad essi collegati, singoli edifici, civili o di architettura rurale, di valore storico-artistico, ambientale o documentario e in aree di inedificabilità assoluta; per le aree in cui la norma è applicabile sono in ogni caso stati fissati limiti inderogabili, quali l’altezza massima, l’indice di permeabilità del suolo e le distanze dai confini, dalle strade e dagli edifici.

CAMPANIA
La Giunta regionale della CAMPANIA ha approvato (alla fine del mese di maggio) un disegno di legge che prevede:

  • l’aumento del 20% delle volumetrie (per villette mono e bifamiliari sotto i 1000 m3)
  • l’aumento del 35% per gli edifici abbattuti e ricostruiti secondo le norme più avanzate.

Gli interventi sono subordinati all’effettuazione di verifiche sismiche secondo le N.T.C. 2008 e alla dotazione del fascicolo del fabbricato.

VENETO
Il testo è stato approvato dalla giunta il 21 aprile scorso.
Tra gli interventi previsti in deroga ai Piani Regolatori:

  • l’ampliamento degli edifici esistenti nei limiti del 20% del volume
  • la demolizione e la ricostruzione, anche in area diversa se a ciò destinata dagli strumenti urbanistici e territoriali, degli edifici realizzati anteriormente al 1989 con aumento della cubatura fino al 30% del volume esistente o del 35% in caso di utilizzo delle tecniche costruttive della bioedilizia o delle fonti di energia rinnovabile.

Il contributo di costruzione, ove dovuto, è commisurato al solo ampliamento ridotto del 20%, mentre la riduzione è pari al 60% nell’ipotesi di edificio o unità immobiliare destinati a prima abitazione del proprietario o dell’avente titolo.

SICILIA
Due i ddl presentati: ambedue prevedono la possibilità di aumentare la cubatura degli edifici tra il 20 e il 30%, anche in deroga ai regolamenti comunali, di demolire e di ricostruire edifici vecchi rispettando gli standard di sicurezza.

VALLE D’AOSTA
Dopo aver varato il ddl regionale che prevede la possibilità di ampliare fino al 40 per cento la superficie di alberghi e di alcune categorie di ristoranti anche in deroga ai piani regolatori generali dei Comuni, la Giunta ha all’esame una bozza di ddl anche sull’edilizia abitativa.

Altri provvedimenti sono attesi prima dell’estate (Emilia Romagna , Friuli Venezia Giulia ,Lazio,Marche,Liguria, Puglia e Umbria); mentre le Regioni più in ritardo sembrano essere Basilicata, Calabria, Molise e Sardegna.

Clicca qui per scaricare il D.D.L. approvato dalla Giunta Regionale della Campania sul Piano Casa

 

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