Phishing, attenzione alla false e-mail dell’Agenzia delle Entrate

Phishing, false e-mail a nome dell’Agenzia delle Entrate inviate ai contribuenti con richiesta di liquidazione debitoria

In questi giorni sono state mandate false e-mail, per conto dell’Agenzia dell’Entrate, a migliaia di contribuenti toscani comunicando un presunto indebitamento e la richiesta di liquidazione immediata.

L’Agenzia delle Entrate ha prontamente comunicato di essere estranea alla vicenda.

Phishing, il falso messaggio a nome dell’agenzia delle entrate

Il contenuto delle e-mail era una comunicazione di indebitamento con richiesta di liquidazione entro 7 giorni. In caso di mancata estinzione del debito si sarebbe provveduto alla riscossione dei fondi tramite ufficiale giudiziario.

In allegato al messaggio c’era il modulo per completare la truffa dove inserire gli estremi per il pagamento.

L’Agenzia delle Entrate informa di essere totalmente estranea a tali comunicazioni e raccomanda di non dare seguito al loro contenuto e di non scaricare gli allegati della mail potenzialmente dannosi per il proprio pc.

Ecco il testo completo del falso messaggio:

Egregio contribuente,

Ci affrettiamo a comunicare che per il 3° trimestre 2015 Lei ha indebitamento con dipartimento finanziario.

In caso di mancata liquidazione di debito entro una settimana dopo il ricevimento di avviso saremo costretti a rinviare la causa all’ufficiale giudiziario e compilare la causa di riscossione dei fondi dal Suo conto corrente.

Il numero del Suo atto № IT69119495 allegato nella comunicazione.

Si tratta dunque di un nuovo tentativo di phishing ai danni dei cittadini.

Phishing, cos’è?

Il phishing è un tipo di truffa effettuata su internet attraverso la quale si cerca di ingannare la vittima convincendola a fornire informazioni personali, dati finanziari o codici di accesso.

Si tratta di una attività illecita, che sfrutta una tecnica di ingegneria sociale: il malintenzionato invia e-mail dall’aspetto e dal contenuto identico a quelle inviate da noti fornitori di servizi: banche, assicurazioni, siti internet di compravendita online, etc. Tali messaggi fraudolenti richiedono di fornire informazioni riservate come, ad esempio, il numero della carta di credito o la password per accedere ad un determinato servizio.

 

Clicca qui per scaricare l’allegato

 

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