Strutture temporanee e manufatti leggeri, quando occorre il permesso di costruire?

Strutture temporanee e manufatti leggeri, quando occorre il permesso di costruire?

Permesso di costruire per strutture temporanee, la Corte Costituzionale chiarisce quali sono i criteri per determinare se è necessario il permesso di costruire

Con la Sentenza 189/2015, la Corte Costituzionale ha bocciato le previsioni previste dal decreto del fare (DL 69/2013) in merito al rilascio del permesso di costruire per strutture temporanee e manufatti leggeri (roulottes, campers, case mobili, imbarcazioni).

Le previsioni del decreto del fare

Il decreto del fare, all’art. 41 comma 4, dispone quanto segue: “All’articolo 3, comma 1, lettera e.5), del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, dopo le parole “esigenze meramente temporanee”, sono aggiunte le seguenti ” ancorché siano installati, con temporaneo ancoraggio al suolo, all’interno di strutture ricettive all’aperto, in conformità alla normativa regionale di settore, per la sosta ed il soggiorno di turisti.”

In pratica, viene previsto che l’installazione di manufatti leggeri, anche prefabbricati, e di strutture di qualsiasi genere, quali

  • roulottes
  • campers
  • case mobili
  • imbarcazioni

che siano utilizzati come abitazioni, ambienti di lavoro, depositi, magazzini e simili, anche se con temporaneo ancoraggio al suolo in strutture ricettive, siano equiparati a interventi di nuova costruzione, per i quali è necessario il permesso di costruire

La Sentenza della Corte Costituzionale

La Corte Costituzionale è intervenuta, su ricorso promosso dalla Regione Veneto, per dichiarare l’illegittimità della norma che considerava quali “interventi di nuova costruzione” l’installazione di “manufatti leggeri, anche prefabbricati, e di strutture di qualsiasi genere” che non fossero diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee “ancorché siano installati, con temporaneo ancoraggio al suolo, all’interno di strutture ricettive all’aperto”.

La norma illegittima è appunto l’art. 41, comma 4, del DL 69/2013 che aveva modificato l’art. 3, comma 1, lettera e.5), del TU Edilizia: tale previsione è rimasta in vigore per circa otto mesi (dal 21 agosto 2013 al 27 maggio 2014), dato che il  DL 47/2014 (decreto casa) ha sostituito la parola “ancorché” con le parole “e salvo che”.

Secondo la Corte Costituzionale, la disposizione invade la competenza legislativa delle Regioni in materia di governo del territorio.

In definitiva, i giudici hanno spiegato che per evitare il permesso di costruire sono necessari due requisiti:

  • precarietà  dell’intervento, in base alle tipologie dei materiali utilizzati
  • precarietà funzionale, caratterizzata dalla temporaneità del manufatto da realizzare o installare

Clicca qui per scaricare la Sentenza 189/2015 della Corte Costituzionale

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4 commenti
  1. alessandroni
    alessandroni dice:

    Dipende dalla zona…. se il territorio è sottoposto a vincolo paesaggistico. ..occorre inoltrare la richiesta di nulla osta al comune, se delegato al vincolo.uranisticamente se si tratta di struttura mobkle basta una cila altrimenti se opera fissa… si va con scia.

    Rispondi
  2. raffa
    raffa dice:

    consiglio…

    Ho un giardino di circa 80mq, 15×5 metri circa, fra il mio palazzo e quello di fronte (distanza credo 5 metri, cioè il giardino del vicino) e vorrei comprare e montare una casetta in legno di dimensioni 3×4 metri.
    Ho bisogno di uno “studio” in pratica, un piccolo spazio dove riporre alcuni oggetti, un tavolo da lavoro e poco altro. Purtroppo l’appartamento è piccolo…
    Al comune mi hanno liquidato con un “oltre 1,5×1,5 non si tratta più di ripostiglio attrezzi e serve un permesso per costruire, che non verrà mai concesso, rinuncia”.

    La mia è un’esigenza reale, non ho problemi a mettere a budget 5 o 10 mila euro, tanto che ho valutato se vendere casa per una più grande con una stanza in più… ma i costi qui a Roma sono elevatissimi chiaramente.

    Vorrei capire se esiste una strada che mi consenta di
    1 – coinvolgere un geometra per stilare progetto (scia, dia, o cosa?) e presentarlo con buone probabilità di ottenere assenso
    2 – costruire la casetta, rischiare denuncia e pagare eventuale ammenda per sanare… tenendo però la casetta
    3 – comprare una “casetta su ruote” e depositarla nel giardino, perché magari il fatto che ci siano delle ruote cambia radicalmente le cose

    Oppure se non fosse sanabile, oltre a doverla smantellare c’è il rischio CONCRETO di cosa? Solo economico? e si può stimare un range di costo?

    Rispondi
    • Nicola Furcolo
      Nicola Furcolo dice:

      Ciao Raffa, il consiglio che posso darti è rivolgerti ad un tecnico che conosca bene le questioni urbanistiche della tua zona. Insieme a lui riuscirai senz’altro a trovare la migliore soluzione.

      Rispondi

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