Per la documentazione a base di gara dovuti solo i costi di riproduzione. L’Autorità: illegittimo il bando con pretese diverse

L’Autorità di Vigilanza, con il parere n. 21 del 31 gennaio 2008, ha affermato che non può essere imposto al concorrente l’acquisto della documentazione di gara inerente l’appalto, ad un costo diverso dal semplice costo di riproduzione.

L’Autorità di Vigilanza, con il parere n. 21 del 31 gennaio 2008, ha affermato che non può essere imposto al concorrente l’acquisto della documentazione di gara inerente l’appalto, ad un costo diverso dal semplice costo di riproduzione.
Una stazione appaltante, sostenendo che la documentazione progettuale a base dell’affidamento fosse particolarmente complessa, ha imposto ai partecipanti (a pena di esclusione) il pagamento di una somma forfetaria di importo piuttosto rilevante ai fini del ritiro di detti documenti.
Un’impresa, sollevando dubbi in merito alla legittimità di tale atto, ha presentato ricorso all’Autorità di Vigilanza.
Di qui il parere dell’Autorità che, ribadendo un principio già espresso in due precedenti deliberazioni (n. 21 del 5 aprile 2000 e 20 del 30 luglio 2002), ha affermato l’illegittimità di tale clausola.
Essa, infatti, non è stata ritenuta conforme alla normativa in materia di accesso agli atti della pubblica amministrazione.
L’art. 25 della Legge 241/1990, in particolare, dispone che per il rilascio delle copie di atti o documenti possa essere richiesto soltanto il rimborso dei costi di riproduzione.
L’Autorità afferma inoltre che “stabilire forfetariamente un rimborso spese a carico del concorrente,…, costituisce un ostacolo alla libera partecipazione agli appalti da parte degli operatori economici”.

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Parere n. 21 del 31 gennaio 200881 KbPDF
 
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