Per eseguire opere sotterranee in aree sottoposte a vincolo non è necessaria l’autorizzazione paesistica

Le opere nel sottosuolo non necessitano di autorizzazione paesaggistica ai sensi dell`art. 151 del D.Lgs. 490/1999 (ora ai sensi dell`art. 146 e 159 del D.Lgs. 42/2004, Codice dei beni culturali e del paesaggio).

Le opere nel sottosuolo non necessitano di autorizzazione paesaggistica ai sensi dell`art. 151 del D.Lgs. 490/1999 (ora ai sensi dell`art. 146 e 159 del D.Lgs. 42/2004, Codice dei beni culturali e del paesaggio).
Questa è la posizione espressa dal TAR Puglia nell’Ordinanza 9 marzo 2005, n. 230.
Con tale provvedimento il Tribunale ha rigettato una domanda cautelare di sospensione dell`esecuzione di un ampliamento di impianto fognario a servizio di insediamenti abitativi esistenti, sottolineando che tali opere, sia per la modesta entità che “a motivo della loro collocazione sotterranea, non hanno alcun impatto sui valori del sito”.
BibLus-net ricorda comunque che, ai sensi dell`art. 149 del Codice dei Beni Culturali (e precedentemente ai sensi dell’art. 152 del D.Lgs. 490/1999) per gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, consolidamento statico e restauro conservativo che non alterino lo stato dei luoghi e l`aspetto esteriore degli edifici, non è richiesta l’autorizzazione paesaggistica.

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Ordinanza del TAR Puglia 9 marzo 2005, n. 230 87 Kb ACCAreader

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