Restauratori beni culturali: pubblicato il decreto per l’esame abilitante

Decreto restauratori beni culturali: novità per la prova di selezione, la composizione della commissione di valutazione e limitazione a due dei settori in cui abilitarsi

Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 242/2019 il decreto n. 112/2019 del Ministero dei Beni Culturali (MIBAC) avente oggetto:

regolamento recante la disciplina delle modalità per lo svolgimento della prova di idoneità, con valore di esame di Stato abilitante, finalizzata al conseguimento della qualifica di restauratore di beni culturali.

Ricordiamo che ai sensi dell’art. 182, del codice dei beni culturali e del paesaggio (dlgs n. 42/2004), si può acquisire la qualifica di restauratore, solo previo superamento di prove di idoneità con valore di Esame di Stato abilitante.

Il regolamento MIBAC

Il regolamento disciplina, quindi, le modalità di riconoscimento della professione di restauratore per quanti abbiano ottenuto la qualifica di “collaboratore restauratore di beni culturali” in base a requisiti maturati prima del 2012.

Nel documento vengono indicati:

  • requisiti di ammissione
  • domanda di partecipazione e svolgimento delle prove di idoneità
  • prove di esame
  • composizione della Commissione
  • compiti della Commissione
  • svolgimento delle prove di esame
  • acquisizione della qualifica di restauratore dei beni culturali.

La prova abilitante

Le prove di idoneità consistono in una verifica delle competenze teoriche, pratiche e progettuali in materia di lavori di restauro, a seconda dei settori di competenza scelti, valutate in centesimi.

Le prove di idoneità si articolano in due prove:

  • la prova teorica consisterà in un test articolato in 60 quesiti a risposta multipla su materie specifiche e sulla legislazione dei beni culturali
  • la prova tecnico-pratica si articolerà in relazione ai 12 diversi ambiti di competenza e prevede la progettazione dettagliata, in materiali e metodi, di un intervento di restauro avente ad oggetto un manufatto, un complesso di manufatti o un bene architettonico decorato.

La valutazione della progettazione come atto critico dovrà verificare la formazione e competenza interdisciplinare del restauratore.

La traccia per l’elaborato progettuale su un manufatto è proposta dall’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro, dall’Opificio delle Pietre Dure e dall’Istituto Centrale per il Restauro e Conservazione del Patrimonio Archivistico e Librario; quella per la prova teorica è proposta dalle Università, dalle Scuole di alta formazione del Ministero dei Beni culturali e dalle Accademie accreditate per la classe LMR/02.

La qualifica di restauratore: chi può acquisirla

Possono acquisire la qualifica di restauratore, ai sensi dell’art. 182 del Codice dei beni culturali, previo superamento di prove di idoneità con valore di esame di Stato abilitante:

  1. coloro i quali abbiano acquisito la qualifica di collaboratore restauratore di beni culturali e abbiano superato una prova preselettiva
  2. coloro i quali abbiano conseguito (i soggetti di cui alla presente lettera sono ammessi direttamente alla distinta prova di idoneità):
    • una laurea della classe 41 (Tecnologie per la conservazione e il restauro dei beni culturali)
    • una laurea della classe L-43 (Tecnologie per la conservazione e il restauro dei beni culturali)
    • una laurea specialistica della classe 12/S (Conservazione e restauro del patrimonio storicoartistico)
    • una laurea magistrale della classe LM-11 (Conservazione e restauro dei beni culturali)
    • un diploma accademico di primo e di secondo livello sperimentali in restauro rilasciati dalle Accademie di belle arti, attraverso un percorso di studi della durata complessiva di almeno cinque anni, nonché i diplomi in restauro delle accademie di durata quadriennale equiparati ai diplomi accademici di II livello dalla legge finanziaria del 2013.

Clicca qui per scaricare il decreto MIBAC

 


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