Oculus Go: arriva in Italia il visore per la realtà virtuale stand alone

Dal 1° maggio è distribuito anche in Italia Oculus Go, il nuovo visore stand alone di VR che non ha bisogno di smartphone né di console né di PC per funzionare

Arriva in Italia Oculus Go, il nuovo visore della società acquistata quattro anni fa da Facebook che ha come obiettivo quello di rendere accessibile al grande pubblico la realtà virtuale.

In effetti Oculus Go promette un’esperienza di realtà virtuale accessibile ed economica proponendosi a prezzi concorrenziali per essere un visore all inclusive: in vendita completo di controller con accelerometro, si può acquistare online al prezzo di 219 euro per la versione da 32 gb e di 269 per quella da 64, mentre nei negozi fisici arriverà quest’estate.

Oculus Go è un all-in-one: pesa circa mezzo chilo (467 grammi), niente fili, niente impedimenti, solo un comodo visore da indossare quanto serve.

oculus go

Non richiede uno smartphone, se non per la gestione dei contenuti e tutto quello che serve è nella scatola: controller wireless per navigare nei menu, cavo di ricarica, un distanziale da inserire per chi usa gli occhiali e un panno per pulire le due ottiche di eccellente qualità.

 

Con Oculus Go, Oculus ha inserito delle lenti Fresnel come per Rift ma di nuova generazione, ottimizzate per contrastare l’effetto “screen door” che l’ingrandimento genera, migliorando le prestazioni rispetto a Gear VR, riducendo il bagliore.

l’effetto screen door è la “bassa” risoluzione e la distanza tra lente d’ingrandimento e display porta a visualizzare spazi neri tra i pixel, percepibili anche su un monitor tradizionale se lo si guarda da vicino

Il discorso sarebbe in realtà più complesso perché l’effetto screen door non è solamente diretta conseguenza di risoluzione e distanza ma dipende dai subpixel, le unità che compongono un pixel. E’ facile capire che più subpixel ci sono, minore è questo fastidioso effetto e un display RGB con 3 sub-pixel per pixel a differenza dei display Pentile che ne hanno due.

Con l’LCD di Oculus Go, anche con la risoluzione di 2.560 x 1.440, la conta dei subpixel aumenta perché si moltiplica per tre. Lo svantaggio è che si perde qualcosa nel livello dei neri.

oculus go

L’audio è integrato, non è composto da cuffie ma da un sistema di altoparlanti nascosti nella scocca. Le casse fanno un ottimo lavoro: il suono emesso è corposo e sufficientemente ben distribuito da dare l’illusione di trovarsi al centro dell’azione, e al contempo non isola completamente dal mondo esterno chi indossa il visore. Chi invece vuole un’immersione totale a rischio di non riuscire a sentire il telefono che squilla può usare il classico slot per jack audio da 3,5 millimetri.

Un visore semplice, ben costruito (il produttore è Xiaomi), con materiali di qualità e un morbido tessuto che veste come un guanto. La maschera in tessuto è removibile, e questo permette di lavarla in lavatrice: un dettaglio importante per qualcosa che teniamo sul viso.

Il visore si può usare in piedi o seduti (magari su una comoda sedia girevole). Grazie una funzione per centrare la visuale in qualunque posizione, alcune app come il browser e Netflix possono essere utilizzate anche a pancia in su, completamente spaparanzati sul letto.

Il telefono da associare ad Oculus Go serve solo per l’impostazione iniziale e come metodo aggiuntivo per installare le app, il che fa venire voglia di prendere Go dalla scrivania e indossarlo molto più spesso di quanto non avvenga con ogni altra alternativa.

oculus go

Va detto tuttavia che non è possibile muoversi liberamente nello spazio; Oculus Go infatti non è dotato di alcuna tecnologia di posizionamento e riconosce solo l’inclinazione del volto sui tre assi.

Per fortuna il software presente sullo Store è tutto progettato per sopperire a questa mancanza: alcune app permettono di teletrasportarsi nelle varie direzioni puntando il controller nel luogo desiderato, altre utilizzano la direzione del volto come puntatore e via dicendo.

La conseguenza è che i giochi e le esperienze disponibili su Oculus Go risultano comunque convincenti, ma anche che non tutte le app pensate per il più sofisticato Rift si possono trasporre sul comodo Go. Il catalogo è abbastanza nutrito e comprende già più di mille titoli tra esperienze e giochi di vario genere. La maggioranza proviene dal serbatoio di Oculus Rift e Gear Vr ma circa 100 sono completamente originali o costituiscono aggiornamenti radicali di software già esistenti.

oculus go

 

Oculus Go è considerato dagli esperti un ottimo visore, che vale quello che costa: ben fatto, pratico, comodo da indossare e con una buonissima qualità. Un’ottima maniera per iniziare l’esperienza della realtà virtuale!

 

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