Riforma appalti

Nuovo codice appalti, ecco le novità principali

Nuovo codice appalti: il Senato ha approvato il disegno di legge per la delega al Governo. Novità sui criteri di aggiudicazione, varianti, qualificazioni imprese e stazioni appaltanti

Il Senato ha finalmente approvato il disegno di legge per la riforma degli appalti, recante delega al Governo per l’attuazione delle direttive europee in tema di lavori pubblici:

  1. direttiva 2014/23/UE sull’aggiudicazione dei contratti di concessione
  2. direttiva 2014/24/UE sugli appalti pubblici, che abroga la direttiva 2004/18/CE
  3. direttiva 2014/25/UE sulle procedure d’appalto degli enti erogatori nei settori dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e dei servizi postali e che abroga la direttiva 2004/17/CE

Nuovo codice appalti, delega al Governo entro  il 18 febbraio 2016

La delega al Governo dovrà essere attuata entro il 18 febbraio 2016 per il recepimento delle tre direttive. E’ prevista la redazione di un nuovo Codice degli appalti pubblici.

Nuovo codice appalti, criteri direttivi

Il ddl introduce quali criteri della delega:

  • il divieto di introdurre, o di mantenere negli atti di recepimento, livelli di regolazione superiori a quelli minimi richiesti dalle direttive europee
  • la razionalizzazione del quadro normativo in materia di appalti pubblici e di concessioni, finalizzata a un maggior livello di certezza del diritto e di semplificazione dei procedimenti
  • la trasparenza e pubblicità delle procedure di gara
  • la riduzione degli oneri documentali a carico dei soggetti partecipanti e la semplificazione delle procedure di verifica da parte delle stazioni appaltanti
  • il contenimento dei tempi e la piena verificabilità dei flussi finanziari, anche attraverso adeguate forme di centralizzazione delle committenze e di riduzione del numero delle stazioni appaltanti
  • la razionalizzazione ed estensione delle forme di partenariato pubblico privato
  • la revisione del sistema vigente di qualificazione degli operatori economici
  • la razionalizzazione dei metodi di risoluzione delle controversie alternativi al rimedio giurisdizionale, anche in materia di esecuzione del contratto
  • il miglioramento delle condizioni di accesso, per le piccole e medie imprese e le imprese di nuova costituzione, al mercato degli appalti pubblici e delle concessioni
  • l’individuazione, per le procedure di affidamento, di modalità volte a garantire i livelli minimi di concorrenzialità, trasparenza e parità di trattamento
  • la trasparenza, nella eventuale partecipazione dei portatori qualificati di interessi ai processi decisionali finalizzati alla programmazione e all’aggiudicazione di appalti pubblici e concessioni

Nuovo codice appalti, le principali novità

Maggiori poteri all’Anac (Autorità anticorruzione)

Sono concessi maggiori poteri di intervento all’Autorità anticorruzione (Anac), che potrà emanare atti di indirizzo vincolanti verso le amministrazioni. Gli atti prodotti dell’Anac saranno vincolanti per le stazioni appaltanti, compresi i bandi tipo e le linee guida. Inoltre, all’Autorità sarà dato il potere di imporre lo stop alle gare irregolari in corso e anche annullare in autotutela quelle sospettate di essere oggetto di corruzione.
Anche le imprese interessate da fatti di corruzione saranno soggette ai poteri di azione dell’Anac: prima di provvedere al rinnovo degli organi sociali dell’azienda coinvolta oppure di subentrare temporaneamente nella sua gestione, l’Autorità guidata da Cantone potrà prescrivere alla stazione appaltante di valutare se si può procedere a una nuova gara o se un altro concorrente della gara iniziale è disponibile a subentrare agli stessi prezzi, patti e condizioni dell’aggiudicatario corrotto.

Inoltre, l’Anac viene inclusa tra i soggetti da consultare prima dell’emanazione dei decreti delegati.

Stop con le deroghe

Annullata la possibilità di ricorrere alle deroghe per le normali procedure negoziali per l’affidamento dei lavori pubblici. Il ddl prevede deroghe solo per lavori connessi a calamità naturali.

Stop alle varianti

Come per le deroghe, anche per le varianti in corso d’opera è prevista una forte stretta. L’inserimento di varianti dovrà in ogni caso garantire la qualità progettuale e la responsabilità del progettista in caso di errori di progettazione.

Pagamento dei subappaltatori

E’ previsto il pagamento diretto dei subappaltatori da parte della stazione appaltante in caso di inadempimento dell’appaltatore, come richiesto da diversi operatori di settore.

Qualificazione delle imprese

La partecipazione alle gare sarà più facile per le imprese virtuose: viene introdotta la valutazione dei costruttori attraverso un rating reputazionale che si basa sul comportamento tenuto nello svolgimento dei lavori eseguiti.

Stop al criterio del prezzo

Il nuovo codice Appalti individuerà come criterio di aggiudicazione da prediligere quello dell’offerta economicamnete più vantaggiosa; il criterio del prezzo più basso non potrà più essere l’unico valutabile nel caso delle gare di progettazione. Saranno individuati espressamente i casi e le soglie di importo entro le quali è consentito il ricorso al solo criterio del prezzo o del costo.

Restrizione al ricorso all’appalto integrato

Arriva anche una restrizione al ricorso all’appalto integrato che prevede sia la progettazione che la realizzazione dei lavori. L’appalto integrato potrà essere utilizzato solo in caso di interventi ad alto tasso di tecnologia.

Albo dei commissari

Stop agli affidamenti effettuati dai general contractor che, come insegna il Caso Incalza, non ha portato a risultati entusiasmanti. Sarà l’ANAC a tenere un apposito registro dei commissari di gara, che saranno sorteggiati per la valutazione delle offerte. Ancora in fase di definizione i criteri per l’iscrizione all’albo e i requisiti di competenza e professionalità, che saranno individuate dall’Autorità di Cantone.

Albo nazionale dei commissari di gara

Viene introdotto l’albo nazionale dei commissari di gara, gestito dall’ANAC. I componenti delle commissioni dovranno essere estratti a sorte sulla base di un elenco di professionisti inviato alle stazioni appaltanti. Ancora in fase di definizione i criteri per l’iscrizione all’albo e i requisiti di competenza e professionalità, che saranno individuate dall’Autorità di anticorruzione.

Costi standard per lavori, servizi e forniture

Previsti costi standard per lavori, servizi e forniture al fine di contenere la spesa per le opere pubbliche.

Riduzione delle stazioni appaltanti

Per gli affidamenti di importo superiore alle soglie comunitarie è previsto un livello di aggregazione almeno regionale o di provincia autonoma. Per gli affidamenti di importo superiore a 100.000 euro, ma inferiore alle soglie comunitarie, sono previsti livelli di aggregazione subprovinciali.

 

Di seguito il testo approvato dal Senato, con la relazione e il dossier.

 

Clicca qui per scaricare il ddl sul nuovo codice appalti

 

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