La nota della RPT sul decreto semplificazioni

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La Rete delle Professioni Tecniche commenta le misure sul recupero del patrimonio edilizio esistente contenute nel decreto semplificazioni

A seguito della pubblicazione del decreto semplificazioni la Rete delle Professioni Tecniche ha pubblicato una nota di commento alle misure relative al recupero del patrimonio edilizio.

Ricordiamo che l’associazione, che rappresenta gli ordini professionali, aveva partecipato il 19 giugno agli stati generali dell’economia organizzati dal Governo.

La nota RPT al dl semplificazioni

L’attenzione dei professionisti si è concentrata sulle norme del dl semplificazioni relative al recupero del patrimonio edilizio esistente “impedito il più delle volte da modeste difformità dall’assentito e purtroppo solo in parte risolto dall’accertamento di conformità”.

Ricordiamo che gli articoli 36 e 37 del dpr n. 380/2001 allo stato attuale prevedono la “doppia conformità” alla normativa urbanistico-edilizia, sia nel momento della realizzazione che della presentazione dell’istanza; ciò, nella maggioranza dei casi delle pratiche sospese, di fatto blocca la regolarizzazione di molte costruzioni non in regola.

Secondo la RPT “tali difformità, se presenti, pongono gli edifici esistenti in un limbo di incertezza che ne impedisce la manutenzione e la ristrutturazione con interventi di adeguamento sismico ed impiantistico, di efficientamento energetico, aumentandone lo stato di fatiscenza e degrado con rischio di perdita di vite umane e di danni gravi non solo nel caso di eventi catastrofici, purtroppo frequenti in questo Paese”.

Pertanto, i professionisti accolgono con favore il rafforzamento degli incentivi fiscali in materia edilizia previsti nel decreto Rilancio e le proposte di modifica del Testo Unico dell’edilizia previste dall’art.10 decreto Semplificazioni.

Le modifiche al Testo Unico edilizia contenute nel dl semplificazioni

L’art. 10 del dl consente la regolarizzazione di modeste difformità sugli edifici, difformità che si rivelino, tuttavia, conformi alle norme urbanistiche attualmente vigenti.

Tale principio si limita semplicemente ad affermare che se la normativa urbanistica successiva (frutto delle scelte degli Organi istituzionalmente competenti e cioè frutto delle autonome scelte dei Consigli Comunali) ha ritenuto ammissibili tali interventi, gli stessi possono essere “accertati” come “conformi” e non occorre il previo ripristino dello “stato legittimo”, con la demolizione o la rimozione di quanto potrebbe essere rifatto tale e quale.

Inoltre, riferisce la RPT, tale principio è contenuto, proprio perché ritenuto indispensabile, nel nuovo Testo Unico delle Costruzioni (art. dal 38 al 40), la cui bozza è stata elaborata dall’apposita Commissione presso il MIT, con la presenza di tutte le componenti interessate alle procedure in urbanistica ed edilizia, in attesa di approvazione.

L’affermazione di tale principio non può e non deve essere classificato alla stregua di un “condono edilizio” in quanto l’accertamento effettuato da un professionista abilitato si limiterà a riscontrare l’attuale conformità dell’opera alla normativa edilizia ed urbanistica vigente senza che ciò estingua i reati eventualmente già commessi (dei quali cessa unicamente la permanenza), assoggettando il titolo edilizio ad una più onerosa contribuzione pecuniaria e ai nulla osta previsti in caso di vincoli.

Per i professionisti si tratta, in sostanza, di una norma che consente di evitare i blocchi e gli arresti procedimentali che conseguono alla presenza di modeste difformità dall’assentito, talvolta risalenti nel tempo, derivanti anche da un quadro giuridico che non conosceva le attuali distinzioni tra variazioni essenziali e non, di variante in corso d’opera, introdotte da normative spesso successive al completamento dell’intervento.

Inoltre, i tecnici evidenziano quanto segue:

Ci si deve inoltre interrogare se risulti corretto, rispondente all’interesse pubblico, ragionevole e proporzionato demolire un manufatto che all’indomani potrebbe essere ricostruito tale e quale in ossequio alla normativa vigente.

 

Clicca qui per scaricare il testo completo della nota RPT

 

edificius

 

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