Nomina del Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza, i chiarimenti Anac

Precisazioni circa la nomina del Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza (RPCT) negli ordini e nei collegi professionali


Nell’ambito dell’attività di vigilanza, l’Autorità anticorruzione (Anac) ha riscontrato la non corretta individuazione del soggetto cui affidare i compiti di RPCT all’interno degli ordini/collegi professionali.

RPCT

Il Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza (RPCT) è una persona fisica, individuato da ciascun consiglio nazionale, ordine e collegio professionale (sia a livello centrale sia a livello locale) in un dirigente interno, a conoscenza delle dinamiche e dell’organizzazione dell’Ente di cui fa parte e che pertanto può svolgere al meglio le funzioni e i compiti previsti dalla normativa vigente.

Comunicato del 28 novembre 2019

Con il comunicato del 28 novembre 2019, l’Anac ha fornito alcune precisazioni nell’individuazione del Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza da parte di ordini e collegi professionali.

In particolare, viene chiarito che:

  • qualora l’ordine/collegio si veda costretto, a causa del numero limitato, ad individuare quale RPCT uno dei propri dirigenti, è necessario dare la preferenza a quelli cui sono assegnati i compiti gestionali più compatibili con il ruolo di RPCT
  • in caso di assenza di personale dirigenziale, sarà possibile individuare quale RPCT un profilo non dirigenziale, ferma restando la scelta di personale interno all’Ente
  • è da considerarsi un’assoluta eccezione la nomina di un dirigente esterno
  • il RPCT potrà coincidere con un consigliere dell’Ente, purché privo di deleghe gestionali, solo in via residuale e con atto motivato (dovranno essere escluse le figure di Presidente, Consigliere segretario o Consigliere tesoriere)
  • è da escludersi che possa essere individuato quale RPCT un consigliere eletto presso altra circoscrizione territoriale del medesimo consiglio/ordine o un consulente esterno.

Compiti assegnati al RPCT

Il RPCT ha i compito di:

  • elaborare/aggiornare la proposta di PTPC da sottoporre all’approvazione del CdA entro i termini previsti dalla normativa vigente; tale proposta di Piano è elaborata sulla base delle informazioni e notizie rese dai Referenti per l’anticorruzione e per la trasparenza/Focal Points, così come individuati nel PTPC, oltre che in stretto coordinamento con il Modello di organizzazione e gestione ex D.lgs. 231/2001 (di seguito Modello);
  • definire il Piano di formazione previsto nel PTPC, unitamente alla Direzione Risorse Umane, Organizzazione e all’Organismo di Vigilanza nominato ai sensi del D. Lgs. 231/2001 (di seguito OdV) per quanto di interesse, individuando le diverse tipologie di formazione ed il personale interessato;
  • verificare l’efficace attuazione del PTPC sulla base del Piano dei Controlli ex L. 190/12, definito annualmente dal RPCT, e del Piano Integrato dei Controlli;
  • riferire periodicamente al CdA, con cadenza almeno semestrale;
  • redigere e pubblicare la Relazione annuale recante i risultati dell’attività svolta, entro i termini previsti dalla normativa vigente o comunicati da ANAC;
  • ricevere le segnalazioni – ed effettuare la relativa istruttoria – di cui al sistema di whistleblowing;
  • vigilare sul rispetto delle disposizioni di cui al d.lgs. 39/2013 – gestire il procedimento di accertamento e gli atti conseguenti di competenza, in ottemperanza alle Linee guida Anac in materia;
  • promuovere ed effettuare incontri periodici con l’OdV al fine di coordinare le rispettive attività (ad es. in materia di piani formativi, azioni di miglioramento sul sistema dei controlli, attività di verifica e monitoraggio, ecc.);
  • effettuare incontri periodici (almeno annuali) con il Collegio Sindacale;
  • elaborare/aggiornare la sezione del PTPC contenente l’indicazione dei responsabili della trasmissione e della pubblicazione dei documenti, delle informazioni e dei dati, che costituisce parte integrante del PTPC;
  • effettuare attività di controllo sull’adempimento, da parte della Società, degli obblighi di pubblicazione previsti dalla normativa vigente;
  • segnalare al CdA e/o all’AD e/o all’OdV e/o al Collegio sindacale le disfunzioni inerenti l’attuazione delle misure in materia di prevenzione della corruzione e della trasparenza e di trasparenza;
  • ai sensi dell’art. 43 del d.lgs. 33/13, segnalare, ai fini dell’eventuale attivazione delle azioni più opportune e/o del procedimento disciplinare, i casi di mancato o ritardato adempimento/adempimento parziale degli obblighi di pubblicazione, a seconda della gravità, all’ANAC, al CdA, all’organismo con funzioni analoghe all’OIV, alla Direzione Risorse Umane e Organizzazione, informando, se ritenuto necessario l’ANAC – in particolare, la richiesta di accesso civico comporta, da parte del RPCT, l’obbligo di segnalazione di cui al comma 5 del citato articolo 43;
  • indicare al CdA e/o all’AD e/o alla Direzione Risorse Umane e Organizzazione, per l’eventuale attivazione del procedimento disciplinare, i nominativi dei dipendenti che non hanno attuato correttamente le misure in materia di prevenzione della corruzione e di trasparenza;
  • controllare e garantire la regolare attuazione dell’accesso civico in base di quanto stabilito dalla normativa vigente;
  • gestire le richieste di riesame di cui all’art. 5, comma 7, d.lgs. 33/2013, decidendo con provvedimento motivato;
  • Le funzioni attribuite al RPCT non sono delegabili se non in caso di straordinarie e motivate necessità, riconducibili a situazioni eccezionali.

 

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Clicca qui per scaricare il comunicato del 28 novembre 2019

 


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