No agli incentivi per le funzioni tecniche per le locazioni finanziarie

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La Corte dei Conti esclude gli incentivi per funzioni tecniche nel caso della locazione finanziaria di un’opera pubblica

Con la delibera n. 20/2020 la Corte dei Conti, Sezione di Controllo del Veneto, esprime un parere sull’applicabilità degli incentivi per funzioni tecniche di cui all’art. 113 del Codice appalti svolte dal personale dipendente nel caso della locazione finanziaria per la realizzazione di un’opera pubblica.

I fatti in breve

Il sindaco di un Comune veneto ha chiesto un parere chiedendo se sia possibile riconoscere gli incentivi per funzioni tecniche, qualora:

  1. nel quadro economico del progetto esecutivo dedotto nel contratto di locazione finanziaria risulti allocata anche la quota per gli incentivi per funzioni tecniche, quantificata, nel rispetto dell’apposito regolamento dell’Ente, sull’importo dei lavori affidati al soggetto realizzatore;
  2. tale quota, a fronte dello svolgimento da parte del personale comunale delle funzioni tecniche previste dall’art. 113 (verifica e validazione del progetto, funzioni di RUP, direzione lavori, ecc.) venga poi effettivamente trasferita al Comune da parte del soggetto finanziatore;
  3. sia rispettata la condizione prevista dall’ art. 187, comma l, ultima parte, del Codice dei contratti pubblici, ossia che i lavori non abbiano un carattere meramente accessorio rispetto all’oggetto del contratto principale.

Gli incentivi per le funzioni tecniche

Gli incentivi per funzioni tecniche, disciplinati dall’art. 113 del dlgs n. 50/2016 (Codice dei contratti pubblici), sono compensi previsti in favore dei dipendenti delle amministrazioni aggiudicatrici, a fronte dello svolgimento di determinate attività finalizzate alla conclusione di appalti di lavori, servizi e forniture, che operano in deroga al principio di onnicomprensività della retribuzione enunciato all’art. 24, comma 3, del dlgs n. 165/2001 (Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche).

Secondo la Corte dei Conti la ratio della norma era quella di destinare una quota di risorse pubbliche “a incentivare prestazioni poste in essere per la progettazione di opere pubbliche, in quanto in tal caso si tratta all’evidenza di risorse correlate allo svolgimento di prestazioni professionali specialistiche offerte da personale qualificato in servizio presso l’Amministrazione pubblica”.

Quanto alle funzioni incentivatili, l’art. 113 co. 2 del Codice dei contratti pubblici contiene un elenco tassativo, che comprende:

  • la programmazione della spesa per investimenti;
  • la valutazione preventiva dei progetti;
  • la predisposizione e di controllo delle procedure di gara e di esecuzione dei contratti pubblici;
  • le funzioni di RUP;
  • la direzione dei lavori ovvero direzione dell’esecuzione e di collaudo tecnico amministrativo ovvero di verifica di conformità;
  • le funzioni di collaudatore statico ove necessario per consentire l’esecuzione del contratto nel rispetto dei documenti a base di gara, del progetto, dei tempi e costi prestabiliti.

Il parere della Corte dei Conti

Secondo i giudici contabili l’art. 113 del Codice, menzionando unicamente gli “appalti di lavori, servizi e forniture”, sembrerebbe escludere gli altri contratti pubblici.

La locazione finanziaria di opere pubbliche o di pubblica utilità è disciplinata dall’art. 187 del Codice, il quale si colloca, invece, nella parte IV dedicata ai contratti di Partenariato pubblico privato e contraente generale. I Giudici analizzando poi il Codice appalti ed altre delibere contabili (tra cui la più rilevante è la 15/SEZAUT/2019/PAR) chiariscono che per tale tipologia di contratti, così come per le concessioni, non sono applicabili le norme contenute nel titolo V della Parte II, ivi compreso l’art. 113.

I giudici aggiungono che:

La prospettazione proposta dal Sindaco, che sembra subordinare il riconoscimento degli incentivi al successivo trasferimento al Comune da parte del soggetto finanziatore, non solo non risolve il problema della aleatorietà della copertura, ma rende evidente come non si possa affermare che in tal caso le risorse eventualmente destinabili alla copertura dell’onere troverebbero capienza in uno stanziamento specificamente previsto a tal fine.

In conclusioni la Corte ribadisce che:

Il quadro normativo attualmente vigente non consente di riconoscere legittimamente detti incentivi per funzioni tecniche svolte dal personale del Comune per la realizzazione di un contratto di locazione finanziaria per opere pubbliche o di pubblica utilità, neppure sotto le condizioni generali ed astratte rappresentate dall’odierno richiedente.

 

primus

Clicca qui per scaricare il parere della Corte dei Conti

 

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