Montella, Bagnoli Irpino e Cassano, tre meravigliosi “borghi” ricchi di storia che circondano la nuova sede di ACCA software

Montella, Bagnoli Irpino e Cassano, alla scoperta di questi fantastici Comuni di Avellino al centro dei quali sorge la nuova sede di ACCA software

In quest’ultimo appuntamento sui Borghi d’Italia parliamo di tre paesi irpini, non propriamente appartenenti all’associazione “I borghi più belli d’Italia”, ma ricchi di fascino, cultura, storia e arte.

Ciò che accomuna questi tre meravigliosi luoghi è la nuova sede di ACCA software, che sorge proprio al loro centro, in particolare nel Comune di Bagnoli Irpino.

Ecco i tre Borghi fotografati direttamente dalla copertura della nuova sede di ACCA software.

 

 

 

Montella (AV), il paese della “Castagna IGP”

Coordinate 40°51′N 15°01′E
Altitudine 634 m s.l.m.
Superficie 93,87 km²
Abitanti 7.860
Densità 83,73 ab./km²
Frazioni Fondana, San Giovanni, Piazza, Sorbo, Laurini, Torre, Serra, Corso, Folloni, Libera, Tagliabosco
Comuni confinanti Giffoni Valle Piana (SA), Acerno (SA), Serino, Volturara Irpina, Montemarano, Nusco, Bagnoli Irpino, Cassano Irpino

Nato come villaggio sannita nel I millennio a.C. su una zona già abitata nel periodo neolitico, il paese diventa municipio romano nel periodo del 91-89 a.C.

In epoca longobarda Montella fu sede di un importante gastaldato, data la sua collocazione strategica tra il Principato di Benevento e il Principato di Salerno. Un notevole posto di guardia dell’epoca medievale era il Castello del Monte.

Durante la dominazione Normanna e Sveva Montella, diventata contea, fu feudo dei signori De Tivilla e poi dei d’Aquino (dal 1174 al 1293), sotto il dominio dei quali nacque Rinaldo d’Aquino, poeta esponente della scuola siciliana.

Tommaso II d’Aquino era signore del feudo quando – nel 1222 – frate Francesco d’Assisi, durante il suo viaggio di ritorno dal Santuario di S. Michele Arcangelo del Gargano, si fermò nei pressi di Montella, nel bosco di Folloni.

Francesco decise di lasciare in quel luogo alcuni frati affinché edificassero un dormitorio e convertissero con la loro missione i ladri che infestavano il bosco. Sorse così il monastero di San Francesco a Folloni che tutt’oggi partecipa in maniera attiva alla vita della comunità.

Testimonianza di quel passaggio è l’affresco di Giotto nella Basilica superiore di Assisi che raffigura il miracolo de “la morta di Montemarano“, paese confinante con Montella.

Sotto il dominio angioino, il Castello del Monte divenne proprietà dei Principi di Taranto.

Carlo II d’Angiò fece del castello un suo luogo di ritiro, abbellendo il parco con fontane e piante.

Con l’arrivo degli Aragonesi, Montella passò sotto il dominio dei conti Cavaniglia, venuti nel Regno di Napoli dalla Spagna al seguito di Alfonso V.

Il paese conobbe un periodo di splendore. Nel 1445 il castello del Monte ospitò una memorabile battuta di caccia cui prese parte il Re Alfonso il Magnanimo. Durante la signoria di Troiano I Cavaniglia, il Palazzo di Corte fu frequentato dagli accademici pontaniani, oltre che da pittori e intellettuali provenienti da diverse parti del Regno.

A Montella si narra che Jacopo Sannazzaro abbia scritto, ospite di Troiano I Cavaniglia, la sua Arcadia, ispirato dai monti Picentini.

Delle numerose testimonianze rimaste della signoria dei Cavaniglia la più importante è sicuramente il mausoleo di Don Diego I Cavaniglia, glorioso capitano, ferito a morte durante la battaglia contro i Turchi ad Otranto, opera di Jacopo della Pila.

 

 

Ecco un video sul Convento di San Francesco a Folloni.

Specialità del posto

Montella è nota per la produzione della “Castagna di Montella“, cui è riconosciuto il marchio IGP.

Tra i piatti tipici di Montella:

  • la zuppa di castagne
  • il panzarotto di castagne, dolce ripieno di crema di castagne
  • la “pizza con le ghiete“, pizza ripiena di bietola
  • la “sopersata“, salame tipico
  • il caciocavallo podolico (la podolica è una razza bovina caratterizzata da un mantello di colore grigio, con tendenza al grigio scuro sul collo, sulla coscia, sull’orlatura dell’occhio e dell’orecchio nel maschio, mentre nella femmina è più chiaro, fino al bianco.
  • la “ielatina re puorco“, gelatina

 

 

Eventi 

Tra i principali eventi segnaliamo la Sagra della Castagna di Montella IGP, che si tiene ogni anno nel primo fine settimana del mese di novembre.

[Fonte: Wikipedia]

Bagnoli Irpino (AV), le meraviglie del lago Laceno

Coordinate 40°50′03″N 15°04′24″E
Altitudine 654 m s.l.m.
Superficie 68,81 km²
Abitanti 7.860
Densità 46,75 ab./km²
Frazioni Laceno
Comuni confinanti Acerno (SA), Calabritto, Caposele, Lioni, Montella, Nusco

Il comune fa parte della regione storica del Sannio Hirpino, quando intorno all’anno 1000 a.C. i Sanniti Hirpini giunsero alle sorgenti del Calore sotto la guida dell’Hirpus (Lupo).

Con la conquista del Sannio da parte dei romani e il suo smembramento, il paese rinasce nasce sotto il dominio dei Longobardi e del loro castello intorno all’anno 870.

Nel 1450 l’arrivo dei Cavaniglia, che comperano la contea di Montella, dà nuovo impulso al paese non solo nell’artigianato, famosa la seta di Bagnoli, ma anche nelle arti.

Oggi Bagnoli è noto per il lago Laceno e per la produzione del Tartufo Nero di Bagnoli Irpino.

Molto nota la “sagra del tartufo e della castagna” che avviene l’ultimo sabato e domenica di ottobre.

 

Chiesa Madre Collegiata Santa Maria Assunta

La chiesa Madre Collegiata Santa Maria Assunta si trova nel centro storico del paese. E’ stata costruita intorno al 900, con l’arrivo dei Longobardi, ed è a croce latina con tre navate.

Un incendio avvenuto nel 1651 distrusse il vecchio impianto. Fu quindi ricostruita.

All’interno vi sono opere di rilievo, come il coro ligneo raffiguranti scene dell’Antico e Nuovo Testamento, ed opere di artisti locali pregiate, il maggiore Domenico Venuta.

 

 

Complesso monumentale di San Domenico

La chiesa è databile intorno al 1458, mentre il complesso del convento con studentato è del Seicento, voluto da padre Ambrogio Salvio, confessore di papa Carlo V.

Lo studentato fu molto importante per il comune per il suo sviluppo e cultura. Presenta un campanile alto 30 metri e all’interno vi sono opere di Marco dal Pino da Siena, tra cui Madonna col Bambino e Madonna del Rosario.

 

 

Il castello

Nel paese è presente un castello di origine normanna, uno dei pochi esistenti in Europa, datato tra il 1050 e il 1100.

Oggi restano mura ben visibili e ben conservate (anche oggetto di restauro).

 

 

Palazzo della Tenta

Il palazzo Tenta è un palazzo storico, del Cinquecento, che ospitava la sede del Comune fino a qualche anno fa. Il palazzo fu eretto per ospitare alcune fabbriche tessili del tempo, data il fiorente allevamento del baco. Il nome, infatti, deriva dalla “tenta”, ovvero la tingitura. Attualmente è sede di alcune associazioni culturali, della Pinacoteca comunale in cui sono custoditi molte opere dei pittori Michele Lenzi e Achille Martelli.

Fontana del Gavitone e Torre dell’orologio

La fontana del Gavitone è una fontana del 1400 circa, costruita al centro della città. Con il passare degli anni, sopra la fontana fu edificata una torre con orologio, presumibilmente intorno al 1600, modificata poi nell’Ottocento. A metà del Novecento, la torre fu arricchita con quattro quadranti ed influenzata per stile dal Razionalismo Italiano. Recentemente, in questi anni, la torre ha subito un ulteriore restauro ed ammodernamento, con una copertura di cristallo ex novo e il rifacimento delle vecchie paraste ed ornamenti dell’Ottocento.


Convento dell’Ordine di Santa Caterina

Il convento fu eretto nel 1600, dalle monache dell’Ordine di Santa Caterina. Nel corso degli anni ha ospitato un educandato, un orfanotrofio, ed infine, dopo il restauro avvenuto in seguito al terremoto del 1980, oggi ospita la sede del Comune.

Chiesa di Santa Margherita

La chiesa si trova nella piazza principale. Edificata verso la fine del secolo XVI, prese il nome della pia Contessa Margherita Orsini, madre del Conte Troiano Cavaniglia. Venne poi ingrandita nel secolo successivo e completata alla fine del secolo XVIII. In principio fu sede dei Parlamenti pubblici, divenne in seguito la sede della congrega dei morti e di recente ha svolto la funzione di Cappella funebre dove venivano celebrati i funerali. Negli ultimi anni ha subito dei restauri ed è stata riaperta, ospita esposizioni culturali e mostre.

Altopiano del Laceno

E’ situato a circa 1000 m.s.l., a circa 8 km da Bagnoli Irpino, circondato dalla splendida natura del Parco Regionale dei Monti Picentini.
Il lago, che prende il nome dalla località, è alimentato dal torrente Tronola, sorge dall’inizio del pianoro e si spande attorno all’abitato. Inoltre è circondato da boschi, pascoli e zone dedicate all’agricoltura. Nella zona del Laceno si trovano le bellissime grotte del Caliendo, che sono oggetto di studio degli speleologi e degli appassionati.

E’ in atto un progetto per l’apertura delle grotte al pubblico non esperto. La zona delle strutture ricettive si concentra per lo più nei pressi della stazione sciistica, che contribuisce notevolmente a fare del luogo una meta turistica molto frequentata nel periodo invernale. Ad ogni modo, ogni stagione, sul Laceno, ha proposte interessanti.

Tutto l’anno Laceno propone relax, divertimento, sport, cultura e gastronomia.

Le attività sportive, oltre allo sci e ad altri sport invernali, vanno dal trekking all’equitazione, dal tiro con l’arco alla mountain-bike, inoltre, è possibile effettuare escursioni guidate.

Il luogo è ideale anche per gite scolastiche, poiché, oltre a poter prendere contatto con una dimensione più naturale, i ragazzi possono approfondire le loro conoscenze attraverso visite guidate al vivaio della Forestale. Non mancano, per loro, anche i parchi dei divertimenti, con gonfiabili, piste ed altre attrezzature.

A Laceno vengono allestite anche sagre dei prodotti locali.

 

[Fonte: Wikipedia]

Ecco un video su Bagnoli Irpino e Lago Laceno.

 

Specialità del posto

Bagnoli Irpino è nota per la produzione di Castagne, ma soprattutto per il Tartufo nero di Bagnoli.

Tra i piatti tipici di Bagnoli Irpino segnaliamo:

  • li mugliatielli“, involtini di interiora e frattaglie di agnello lattante, avvolti con l’intestino; è uno degli esempi di piatti composti da cibi poveri ma nutrienti, che prima davano forza sufficiente ai contadini per potere lavorare
  • ravioli al tartufo, pasta all’uovo ripiena di ricotta e tartufo nero di Bagnoli.
  • provolone impiccato, caciovallo arrostito sulla brace e spalmato sul pane tostato
  • piatti con funghi porcini

 

 

Eventi 

Tra i principali eventi segnaliamo la sagra della Castagna e del Tartufo / Mostra Mercato del Tartufo nero di Bagnoli Irpino.
Ogni anno, nell’ultimo fine settimana di ottobre si svolge La sagra della Castagna e del Tartufo / Mostra Mercato del Tartufo nero di Bagnoli Irpino. Si consolida a livello nazionale come un appuntamento gastronomico imperdibile, ottenendo consensi anche all’estero con presenze di svizzeri, tedeschi, americani. Nei tre/quattro giorni dell’evento si registrano affluenze sull’ordine dei 150.000 visitatori, con più di 200 stands, spettacoli e mostre di artigianato.

Cassano Irpino, il Borgo delle sorgenti

Coordinate 40°52′17″N 15°01′36″E
Altitudine 510 m s.l.m.
Superficie 13,07 km²
Abitanti 996
Densità 76,21 ab
Comuni confinanti Montella, Montemarano, Nusco

Il centro abitato è situato tra la catena montuosa dei monti Picentini ed il fiume Calore Irpino, il quale è alimentato dalle diverse sorgenti che sorgono proprio nello stesso territorio comunale, aggiungendosi a quelle più alte provenienti da Montella.

I terreni sono a coltivazione mista: seminativi, vigneti, ed ortaggi.

Il prodotto agricolo d’eccellenza è senz’altro la Castagna di Montella, infatti con i comuni di Bagnoli Irpino e Montella è tra i maggiori produttori della zona.

Tipica è la sagra delle Castagne, momento per festeggiare ogni anno il raccolto.

Il Comune di Cassano è particolarmente rinomato per l’apparato sorgentizio che alimenta l’acquedotto pugliese.

Il territorio di Cassano Irpino godeva di un certo fermento già in epoca romana, questo grazie alla testimonianza di numerosi rinvenimenti archeologici, come lapidi, edicole funerarie, conservate oggi per la maggior parte al Museo Irpino di Avellino.

 

Il Forum Felix

Di questo centro delle attività commerciali oggi ci rimane la sola testimonianza di alcuni scritti e alcuni reperti ritrovati in quell’area, come la lapide che riporta i nomi di 6 magistri mercuriales , ufficiali addetti al controllo dei prezzi delle merci, che costruirono:

  • tre tabernae, le quali erano le botteghe dove si depositavano e si esponevano le merci e dove era anche possibile rifocillarsi;
  • un vestibolo, che era un portico con quattro aperture, frequentato dai mercanti per le operazioni di compravendita;
  • un’edicola, costruita al centro del mercato (forum), come consuetudine di buon auspicio. L’edicola era dedicata a Giano, il dio bifronte che, simbolicamente, “apriva” e “chiudeva” la giornata delle attività commerciali.

L’appellativo felix di questa zona e del centro commerciale si può ricercare ai tempi di Silla, che alla fine della Guerra Sociale (90-88 a. C.), inviò dei coloni nell’ ager hirpinus, che si estendeva tra i territori di Avellino, Eclano e Conza.

La zona in questione, probabilmente, fu chiamata “felice”, sia per la sua fertilità e l’abbondanza di pascoli, sia perché il dittatore, dopo la Guerra Sociale, volle attribuirsi l’appellativo di “felice”.

 

Il Castello

A Cassano è presente il Castello (Palazzo Baronale), sorto probabilmente, in epoca longobarda, come fortilizio isolato, a difesa ed a controllo del territorio, il castello subì nei secoli successivi, trasformazioni ed ampliamenti.

Infatti alcuni secoli più tardi, il castello divenne la sede del feudatario ed intorno ad esso si andò formando il primo nucleo del borgo medievale, che darà vita all’attuale centro abitato. Le antiche denominazioni di vicoli e piazzette della Cassano medioevale sono tuttora in uso.
A partire dal 1445, quando Re Alfonso d’Aragona vendette al nobile Garcia I Cavaniglia i feudi di Montella, di Bagnoli Irpino e di Cassano Irpino, il castello prese il nome di Palazzo Baronale.

 

Sorgenti Di Cassano

Il gruppo sorgentizio di Cassano Irpino è alimentato dal vasto bacino idrogeologico dei Monti Picentini. Esso comprende le sorgenti:

  • Pollentina
  • Peschiera
  • Acqua del Prete
  • Bagno della Regina

Agli inizi degli anni ’60 vennero costruite delle opere di captazione, di protezione e di sollevamento delle acque, a cura dell’Ente Acquedotto Pugliese e dell’Azienda Alto Calore.

L’impianto di captazione fu realizzato per convogliare 1800 litri circa di acqua al secondo nella galleria di Valico, lunga 17 km, la quale si allaccia all’acquedotto pugliese, presso Caposele.  Contribuisce ad approvvigionare le popolazioni di tre regioni: Campania, Puglia, Basilicata e di sei centri abitati della provincia di Campobasso.

La purezza delle acque viene preservata attraverso alcune coperture tra cui una a forma di cupola, il cui paesaggio interno risulta molto suggestivo.

L’Ente Acquedotto Pugliese, permette alle scuole di visitare l’interno della cupola, per sensibilizzare e far capire ai giovani quanto sia prezioso e importante questo bene che è l’acqua.

L’acqua raccolta sotto la cupola sgorga pura e ricca di ossigeno, tanto che si possono vedere le polle di ossigeno puro salire in superficie e formare un suggestivo spettacolo di forme geometriche.

 

 

 

Chiese 

Nel paese sono presenti ben 7 chiese.

Le principali sono:

  • la chiesa madre di San Bartolomeo Apostolo
  • Santa Maria delle Grazie
  • San Rocco
  • Santa Maria La Longa
  • Madonna del Carmine
  • San Pasquale

 

 

Piatti tipici di Cassano Irpino

I piatti tipici di cassano sono i seguenti:

  • maccaronara, un particolare tipo di pasta fatta in casa con grano duro, dalla forma allungata e a sezione quadrata, tagliato a mano con un particolare strumento, detto “lo maccaronaro“, che può essere di ottone o di legno
  • laene e fasuli/ laene e ciciri, formato di pasta fatta in casa con grano duro arrotolata e tagliata a coltello, con fagioli o ceci
  • carne re puorco e peparuoli, carne di maiale tagliata a cubetti, con l’aggiunta di peperoni sottaceto o dolci, preparata in un particolare tipo di padella detta “sertania

 

 

Il tiglio plurisecolare

Adiacente alla chiesa di S. Maria La Longa si trova un altro “monumento”, questa volta non per opera dell’uomo, ma della natura: il tiglio plurisecolare. La leggenda vuole che risalga all’epoca della costruzione della chiesa (anno 1080).

Il fusto di questo antico essere vivente misura circa sei metri di circonferenza, quasi tutto cavo, presenta delle aperture longitudinali, che, ad intervalli di 30-40 anni, si allargano fino a consentirne il passaggio.

 

Eventi

Tra gli eventi principali ricordiamo:

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