In vigore dal 20 ottobre il nuovo Codice prevenzione incendi

Nuovo Codice prevenzione incendi: dal prossimo ottobre l’eliminazione del doppio binario per la progettazione antincendio per le ex attività non normate

Al fine di continuare l’azione di semplificazione e razionalizzazione dell’attuale corpo normativo relativo alla prevenzione degli incendi, mediante l’utilizzo di un nuovo approccio metodologico più aderente al progresso tecnologico e agli standard internazionali, sono state approvate delle modifiche al Codice prevenzione incendi con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale n. 95/2019 del decreto del 12 aprile 2019, con oggetto:

Modifiche al decreto 3 agosto 2015, recante l’approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi, ai sensi dell’articolo 15 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139

Si tratta del decreto che apporta modifiche al dm 3 agosto 2015 e sancisce, in parte, l’eliminazione del cosiddetto “doppio binario per la progettazione antincendio delle ex attività non normate, ossia soggette al controllo da parte dei Vigili del Fuoco, come evidenziato dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri nella recenti:

Tale norma entrerà in vigore il 20 ottobre 2019, 180 giorni dopo la pubblicazione del decreto in Gazzetta, ponendo fine al periodo transitorio (durato circa quattro anni) di applicazione volontaria del Codice di prevenzione incendi per la sola progettazione delle attività che non erano dotate di specifica regola tecnica.

Le modifiche introdotte dal decreto

Le modifiche riguardano 41 attività, comprese nell’Allegato 1 del dpr n. 151/2011; per tali attività (ex non normate), la Regola Tecnica Orizzontale (RTO) del Codice diventerà l’unico riferimento progettuale.

L’obbligo riguarderà sia le attività di nuova realizzazione sia le modifiche, anche parziali, alle attività esistenti qualora le misure di sicurezza antincendio presenti nella parte di attività non interessata dall’intervento siano compatibili con gli interventi da realizzare.

Le nuove modifiche precisano altresì che le disposizioni contenute nel Codice possono costituire utile riferimento sia per le attività non soggette, che per le attività soggette non rientranti nei limiti di assoggettabilità dell’Allegato 1 al DPR n. 151/2011.

Invece saranno per ora escluse, così come riportato all’art. 3 del decreto, da tale obbligo le RTV attuali:

  • 66 strutture turistico-ricettive all’aria aperta e dei rifugi alpini
  • 67 asili nido
  • 69 attività commerciali ove sia prevista la vendita e l’esposizione di beni
  • 71
  • 75 depositi di mezzi rotabili e dei locali adibiti al ricovero di natanti ed aeromobili

per le quali l’uso del Codice resterà un’opzione volontaria, in alternativa alle vecchie regole tecniche prescrittive.

Con il decreto pubblicato vengono introdotti due elementi:

1-  l’ampliamento del campo di applicazione del dm 3 agosto 2015 e s.m.i. ad alcune attività (da 19 a 26, 69, 72 e 73 dell ‘allegato I al DPR n. 151/2011). Si sottolineano in particolare:

  • l’introduzione dell’attività 69: l’emanazione della RTV8 ha fornito le disposizioni per i locali adibiti ad esposizione e vendita, limitando a questi l’applicazione del Codice
  • l’introduzione dell’attività 72, legata all’RTV edifici destinati a musei, gallerie, biblioteche ecc.
  • l’introduzione dell’attività 73

2 – l’obbligatorietà dell’utilizzo del Codice per la progettazione delle attività tradizionalmente “non normate”, in sostituzione dei “criteri tecnici di prevenzione incendi“. Il decreto di modifica interviene sulla modalità dì applicazione del codice, prima facoltativa, rendendo lo cogente in alcune situazioni:

  1. il Codice si applica obbligatoriamente a tutte le attività incluse nel campo di applicazione e non dotate di RTV “di nuova realizzazione
  2. il Codice si applica agli interventi dì modifica di attività esistenti, a condizione che le misure dì sicurezza antincendio esistenti nella parte di attività non interessata dall’intervento siano compatibili con gli interventi da realizzare
  3. per gli interventi di modifica non rientranti nel caso b), rimane la possibilità dì continuare ad applicare i criteri generali dì prevenzione incendi, fatta salva la possibilità di applicare il codice all’intera attività
  4. il Codice può essere dì riferimento per le attività non soggette (sia per quelle al di sotto delle soglie dell’allegato I, sia per quelle non ricadenti nell’allegato I)
  5. per le attività dotate dì RTV rimane la possibilità di scegliere tra la re gola tecnica tradizionale e il Codice.

Tabella CNI

Nella circolare 378/2019 del CNI (che integra la circolare 361 di marzo) è presente, inoltre, l’utile tabella di sintesi delle modalità di utilizzo del Codice per le attività rientranti nel suo campo di applicazione.

Tipologia di attività Progettazione di 
nuove attività 
Progettazione di modifiche / ampliamenti di attività esistenti
Attività soggette

(DPR 151/2011)

Senza RTV Obbligatorio il Codice Il progettista sceglie tra:

  • applicazione del Codice alla sola modifica e/o ampliamento
  • applicazione del Codice all’intera attività
  • se il Codice non è compatibile con
    l’esistente, applicazione dei criteri generali di prevenzione incendi (metodo tradizionale)
Con RTV Il progettista sceglie tra:
• Codice
• regole tecniche prescrittive tradizionali
Attività sotto soglia di assoggettabilità o non elencate in allegato 1 del DPR 151/2011 Il Codice può essere applicato come riferimento, in alternativa alle regole tecniche tradizionali

 

Al fine di illustrare le potenzialità del Codice e fornire adeguati strumenti esplicativi, con esempi pratici di progettazione, rimandiamo alla guida Inail in collaborazione con i Vigili del Fuoco: La progettazione antincendio Applicazioni pratiche nell’ambito del d.m. 3 agosto 2015 e s.m.i.

 

Clicca qui per scaricare il decreto del 12 aprile 2019

 

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