Carichi ambientali e minimizzazione dei rifiuti da costruzione e demolizione

Minimizzazione dei rifiuti da costruzione e demolizione: strategie progettuali e tecnologie di riferimento per il riciclo e la separabilità dei materiali al fine di ridurre i carichi ambientali


Un intervento di edilizia sostenibile deve garantire il controllo dell’incidenza dei carichi ambientali, al fine di ridurre i consumi di risorse naturali e la produzioni di rifiuti.

Ricordiamo che si definisce “carico ambientale” l’insieme delle pressioni esercitate dai fattori presenti in un’area sul complesso delle risorse ambientali.

Dopo aver preso in considerazione alcuni dei fattori inquinanti, quali le emissioni inquinanti in atmosfera (Vedi art. “Edilizia sostenibile, il controllo delle emissioni inquinanti in atmosfera“) e i rifiuti liquidi (Vedi gli art. “Come contenere i rifiuti liquidi per l’abbattimento dei carichi ambientali” e “Contenimento dei rifiuti liquidi: il recupero delle acque grigie“), in questo articolo analizziamo i rifiuti provenienti dalle attività di costruzione e demolizione.

Parleremo, quindi, della minimizzazione dei rifiuti da costruzione e demolizione in fase di dismissione, ossia l’uso razionale e disciplinato delle materie disponibili e l’incentivazione del recupero dei rifiuti prodotti.

Minimizzazione dei rifiuti da costruzione e demolizione in fase di dismissione

L’importanza di un adeguato recupero funzionale delle macerie edilizie negli ultimi anni ha conquistato una dimensione di primo piano, attraverso numerose iniziative nell’ambito della ricerca scientifica e professionale, tese ad accrescere le potenzialità ed il riciclo dei materiali impiegati in edilizia.

Sono, infatti, numerose le attività, attualmente in corso, orientate a sviluppare sistemi e tecniche in grado di facilitare le operazioni di assemblaggio e demolizione selettiva degli elementi tecnici.
Un esempio, in tal senso, è fornito dalla recente comunicazione inerente il “Sesto programma d’azione a favore dell’ambiente” (art. 7, com 4) dell’Unione Europea che ha, di fatto, individuato l’esigenza di sviluppare metodi e strumenti di gestione ambientale delle attività di costruzione e demolizione, come area prioritaria d’azione delle politiche comunitarie. In particolare, nell’ambito delle attività svolte da un gruppo di lavoro costituito da membri della Commissione Europea e da rappresentanti dell’industria delle costruzioni e della ricerca scientifica è stata messa a punto una raccolta di raccomandazioni ( Agenda per l’Edilizia Sostenibile, maggio 2001) finalizzate:

  • alla promozione di strategie di riduzione delle quantità di rifiuti inerti prodotti nelle diverse fasi del ciclo di vita di un edificio
  • alla formazione ed informazione di enti pubblici ed imprese operanti nel settore
  • all’elaborazione di codici di pratica approvati a livello nazionale
  • ad incoraggiare progettisti e imprese all’impiego di materiali riciclati o riutilizzabili
  • allo sviluppo, da parte delle autorità di governo nazionale, di un piano di gestione dei rifiuti da costruzione e demolizione (Waste Management Plan) indirizzato al monitoraggio delle attività di riciclaggio e di deposito in discarica
  • ad incentivare le pubbliche autorità a richiedere, in allegato alle domande di concessione per attività di demolizione e di scavo, indicazioni relative all’organizzazione delle attività di cantiere riportanti informazioni in merito alla quantità di rifiuti prodotti, dismissione finale

Il quadro di obiettivi proposti impone di operare in differenti direzioni coinvolgendo numerosi attori, afferenti ad ambiti multidisciplinari.

In tale contesto operativo, le competenze di chi è responsabile di pianificare il processo progettuale sono commisurate alla considerazione di tre ordini di fattori, connessi alla selezione dei materiali costituenti un elemento tecnico da avviare ai processi di riciclaggio o potenzialmente tali, relativi a:

  • le caratteristiche prestazionali del prodotto in uscita dal processo di riciclaggio
  • la compatibilità reciproca tra i differenti componenti a livello stratigrafico
  • la separabilità dei componenti

Le caratteristiche prestazionali di un prodotto derivato da un processo di riciclaggio sono valutate in relazione alle potenzialità per il prodotto stesso di recuperare una funzionalità pressoché identica a quella dei materiali in entrata nel processo.

Minimizzazione dei rifiuti da costruzione e demolizione: valutazione delle potenzialità di riciclo dei materiali

L’efficacia delle operazioni di riciclaggio dipende dalla capacità di trasformare l’energia in lavoro: maggiore è questa capacità, migliori saranno le prestazioni del prodotto riciclato.
Con il termine compatibilità reciproca tra i differenti componenti a livello stratigrafico si intendono le eventuali difficoltà derivanti dall’accoppiamento di materiali eterogenei in uno stesso elemento tecnico. Ciò può comportare la necessità di operare attraverso processi supplementari di trattamento, nell’ambito delle attività di riciclaggio, allo scopo di prevenire eventuali inefficienze produttive.

In generale, tanto più il materiale derivato dalla selezione degli scarti edilizi è omogeneo, tanto migliori saranno le prestazioni meccaniche e la qualità delle materie prime seconde.

Scheda riepilogativa del riciclo dei materiali

Valutazione delle potenzialità di riciclo dei materiali
Obiettivo Valorizzare i processi di riciclaggio e di riuso favorendo la rivalutazione degli elementi tecnici una volta dismessi.
Requisito qualitativo Valutazione dei materiali che potenzialmente possono essere avviati al riciclo.
Determinare la percentuale in termini di quantità (kg) o di superficie (m2) di materiale impiegato nell’elemento tecnico in relazione all’unità funzionale assunta.
Requisito quantitativo
Strategie e tecnologie di riferimento Selezione dei materiali che costituiscono l’elemento
tecnico.Tecniche costruttive.Tabelle di inventario.
Indicatori di controllo Calcolo della percentuale di materiali da avviare ai processi di riciclaggio.
Riferimenti normativi Testo unico ambientale n°152/ 2006 e ss. mm.
unità di misura % (kg/kg)

 

Strategie progettuali e tecnologie di riferimento

Le principali strategie da adottare sono:

  • selezione dei materiali che costituiscono l’elemento tecnico
  • tecniche costruttive
  • tabelle di inventario

Selezione dei materiali che costituiscono l’elemento tecnico
Gli elementi tecnici devono essere caratterizzati da un’alta percentuale di scarti riciclabili al termine della vita utile dell’edificio, minimizzando, in questo modo, i rifiuti destinati al conferimento in discarica. In particolare è opportuno:

  • privilegiare materiali in grado di recuperare le caratteristiche prestazionali d’origine
  • selezionare materiali che non comportino processi di trattamento particolarmente inquinanti o ad alto consumo energetico
  • evitare i materiali, contenuti all’interno dello stesso elemento tecnico, che possono risultare tra loro incompatibili in termini di riciclaggio

La scelta dei materiali deve tenere conto della loro potenziale smaltibilità in termini di elevata inerzia chimica o in termini di biodegrabilità. La smaltibilità è direttamente correlata al contenuto di sostanze chimiche nocive nel processo di produzione di un materiale ed alla loro emissività durante la fase di esercizio del manufatto edilizio.

Ciò comporta che maggiore è la smaltibilità di un materiale, minore è il complesso di emissioni in aria, acqua e suolo durante l’intero ciclo di esistenza di un prodotto edilizio. In particolare è opportuno selezionare prodotti caratterizzati da un marchio ecologico in quanto, normalmente, questa scelta è garanzia di una corretta valutazione dell’impatto del prodotto stesso sull’ambiente durante l’intero ciclo di vita, secondo metodologie consolidate e riconosciute da enti, organizzazioni, etc.

Tecniche costruttive
Durante l’esecuzione del progetto è utile indicare le modalità tecniche esecutive necessarie per avviare materiali ed elementi tecnici alle operazioni di riutilizzo o recupero.

Tabelle di inventario
La redazione di una tabella di inventario dovrebbe contenere l’elenco di tutti i materiali utilizzati espressi in percentuale rispetto all’ammontare totale, sul quale è possibile calcolare le quote che possono essere recuperate e avviate ai processi di riciclaggio e di riuso e le quantità che dovranno essere destinate alla discarica.

È opportuno un livello di dettaglio che sia il più possibile approfondito e correlabile alle tabelle di quantificazione dei flussi di materiali in entrata e in uscita, sistema input e output dei processi, ottenuta dagli ecobilanci effettuati ed al computo metrico delle opere.

Minimizzazione dei rifiuti da costruzione e demolizione: separabilità dei componenti

Per quanto attiene, infine, agli aspetti di separabilità tra i componenti che costituiscono l’elemento tecnico è opportuno sottolineare che la valorizzazione materica o energetica di un processo di riciclaggio è strettamente correlata alla possibilità di suddividere e raccogliere con facilità percentuali omogenee di materiali.

In un edificio, progettato secondo tecniche tradizionali, componenti e sistemi sono intimamente connessi e la loro separazione, nell’ambito delle attività di demolizione, è estremamente difficile.
Una facile separazione dei materiali, invece, comporta un loro più semplice isolamento e, di conseguenza, una maggiore quantità di materia da inviare alle operazioni di recupero, senza contare che, “progettare per il disassemblaggio” significa facilitare le operazioni di manutenzione, riparazione e sostituzione, nonché rendere più semplice la rimozione delle componenti tossico nocive impiegate nel sistema edilizio.
L’edificio, in questo modo, non è costruito, ma “assemblato in sito” utilizzando materiali e componenti che sono frutto di processi industriali controllati, garantendo un’adeguata corrispondenza tra progetto esecutivo e processo costruttivo.

Scheda riepilogativa della separabilità dei componenti

Valutazione della separabilità dei componenti
Obiettivo Facilitare le operazioni di disassemblaggio e
demolizione selettiva, agevolando la separabilità dei componenti e dei materiali.
Requisito qualitativo Le possibilità di recuperare i materiali da costruzione alla fine del ciclo di vita dell’edificio dipendono dalle caratteristiche costruttive dell’edificio stesso.
E’ richiesto che siano adottati sistemi costruttivi in grado di facilitare la separabilità dei componenti che costituiscono gli elementi tecnici durante i processi di demolizione e recupero.
Requisito quantitativo
Strategie e tecnologie di riferimento Tecniche costruttive.
Indicatori di controllo Verifica della separabilità dei componenti secondo il
principio assenza/presenza per i principali elementi tecnici costituenti il manufatto edilizio.
Riferimenti normativi Testo unico ambientale n°152/ 2006 e ss. mm.
Indicatori di prestazione Percentuale dei materiali separabili dei componenti
utilizzati nell’intervento.
Unità di misura % (kg/kg)

Strategie progettuali e tecnologie di riferimento

Le principali strategie da adottare sono:

  • tecniche costruttive

Tecniche costruttive
È opportuno che siano adottate soluzione tecnologiche in grado di garantire lo smontaggio differenziato degli elementi tecnici e una facile accessibilità alle connessioni. Tale approccio consente di sostituire gli elementi soggetti a degrado durante il processo di manutenzione e rende più efficienti le future operazioni di demolizione selettiva.
Si tratta di progettare secondo forme standardizzate concependo le componenti di un edificio come parti indipendenti che lavorano in modo funzionalmente integrato e specializzato.
L’edificio, in questo modo, non risulta semplicemente costruito, ma “assemblato” utilizzando materiali ed elementi tecnici che sono frutto di processi industriali controllati, che garantiscono un’alta corrispondenza tra progetto esecutivo e processo costruttivo, che consentono di rimuovere in fase di manutenzione e demolizione preliminarmente i materiali classificati come pericolosi e tossico-nocivi e che permettono di rendere prioritariamente disponibili i materiali con un più alto grado di riciclabilità. In particolare:

  • nelle strutture di elevazione verticali, orizzontali ed inclinate adottare sistemi costruttivi prefabbricati e/o direttamente posabili in opera
  • nelle chiusure perimetrali verticali progettare sistemi indipendenti rispetto alle strutture, privilegiando sistemi assemblati a secco costituiti da strati di materiali indipendenti in grado di svolgere funzioni di isolamento termico ed acustico e adottando tecnologie caratterizzate da rivestimenti a cappotto o facciate ventilate
  • nelle coperture privilegiare i sistemi ventilati, realizzati secondo stratigrafie a secco o parzialmente a secco caratterizzate da materiali isolanti, a taglio acustico ed impermeabilizzanti
  • nelle partizioni interne verticali privilegiare sistemi costituiti da pannelli da posare direttamente in opera (es. pannelli in gesso rivestito su supporto di acciaio)
  • nelle partizioni interne orizzontali privilegiare sistemi a secco o con getto di calcestruzzo collaborante costituiti da strati di materiali a taglio acustico e termoisolanti
  • nelle partizioni interne inclinate privilegiare sistemi strutturalmente indipendenti
  • nelle partizioni esterne ed interne, verticali ed orizzontali, impiegare giunti meccanici (tipo fastner) e colle reversibili
  • nei diversi impianti di fornitura dei servizi (climatizzazione, idrosanitari, di smaltimento), posizionamento degli stessi in canaline ispezionabili ed esterne

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