Lotto intercluso e permesso di costruire: sono necessari i piani attuativi?

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Il Tar Calabria chiarisce che ai fini del rilascio di un permesso di costruire in un lotto intercluso, i piani attuativi non sono necessari

Con la sentenza n. 672/2020 del Tar Calabria si ribadisce che nel caso di un lotto cosiddetto “intercluso” non sono necessari i piani attuativi (Piano Particolareggiato/Piano di Lottizzazione) per  il rilascio di un permesso di costruire.

Il caso

La proprietaria di un lotto intercluso in zona omogenea C (di espansione urbanistica) chiedeva al Comune il rilascio di un permesso di costruire relativo ad un fabbricato da adibire a B & B.

Il Comune opponeva un diniego al rilascio del titolo edilizio, dato che in quella zona territoriale non erano stati ancora approvati il Piano Particolareggiato (P.P.) e il Piano di Lottizzazione (P.L.).

La proprietaria del lotto intercluso faceva, quindi, ricorso al Tar.

La sentenza del Tar Calabria

Per i giudici:

la giurisprudenza ha precisato che lo strumento attuativo è inutile allorquando vi sia un lotto intercluso, cioè quando il lotto oggetto dell’intervento richiesto sia collocato in un’area già interamente compromessa sotto il profilo urbanistico ed edilizio, tanto da non derivare alcuna utilità dall’adozione dello strumento di attuazione.

I Giudici precisano che si verifica la condizione di un lotto intercluso edificabile anche in assenza degli strumenti attuativi previsti dal Piano Regolatore Generale, qualora:

  • l’area sia l’unica a non essere stata ancora edificata;
  • l’area ricada in una zona integralmente interessata da costruzioni;
  • l’area sia dotata di tutte le opere di urbanizzazione, primarie e secondarie, previste dagli strumenti urbanistici;
  • l’intervento, di cui il rilascio del titolo edilizio, sia conforme a quello derivante dall’attuazione del piano esecutivo.

Nel caso in esame, il lotto della ricorrente ricade in tale ipotesi.

Infatti esso risulta l’unico a non essere stato ancora edificato, a differenza dei lotti circostanti in cui i fabbricati sono stati realizzati nel rispetto delle distanze ed altezze previste per la zona C ed in virtù di giusti titoli, per come attestato nella perizia giurata.

Il ricorso è pertanto accolto.

 

Clicca qui per scaricare la sentenza del Tar Calabria

 

praticus-ta

 

1 commento
  1. CRESCENZO DI MAIO
    CRESCENZO DI MAIO dice:

    La esistenza di “LOTTI INTERCLUSI” nei nostri suoli è la triste conseguenza di un modo di gestire la “risorsa Territorio” che è tuttora criticabile in negativo: esempio di Sfruttamento-Non-Sostenibile. (assenza di programmazione degli eventi futuri causati dal compmento di azioni presenti) LE RAGIONI DI QUANTO DICO, VANNO SAGGIATE IN DETTAGLIATE TRATTAZIONI

    Rispondi

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