Lo stress da lavoro ed il Testo Unico della Sicurezza

L’art. 28, oltre ai rischi più “tradizionali” per la sicurezza e la salute dei lavoratori  fa espressamente riferimento ai rischi collegati allo stress lavoro-correlato.

Il 15 maggio 2008 è entrato in vigore il D.Lgs. 81/08 “Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro”.
Come indicato nella newsletter n. 119, le disposizioni del nuovo provvedimento relative all’analisi dei rischi e alla conseguente elaborazione del documento di valutazione [art.17, comma 1, lett. a) e art. 28] diventano efficaci decorsi novanta giorni dalla data di pubblicazione; fino a tale data continuano a trovare applicazione le disposizioni previgenti.
Quali sono le novità introdotte dalle suddette disposizioni in vigore il prossimo 29 luglio?
L’art. 28, oltre ai rischi più “tradizionali” per la sicurezza e la salute dei lavoratori (attrezzature di lavoro, sostanze chimiche, etc.) fa espressamente riferimento ai rischi collegati allo stress lavoro-correlato, nonché a quelli connessi alle differenze di genere, all’età e alla provenienza da altri paesi.
Tralasciando per il momento gli altri, soffermiamoci sul rischio da stress da lavoro per il quale l’art. 28 richiama espressamente l’ACCORDO europeo dell’8 ottobre 2004.
Tale accodo è stato siglato a Bruxelles dal Sindacato Europeo CES, dall’Associazione Europea delle Piccole e Medie Imprese (UEAPME) e dall’Associazione europea delle imprese partecipate dal pubblico (CEEP).
L’accordo riconosce che lo stress, potenzialmente, può colpire in qualunque luogo di lavoro e qualunque lavoratore, indipendentemente dal settore di attività, dal tipo di rapporto di lavoro e dalle dimensioni dell’azienda.
Lo stress si manifesta attraverso malessere e disfunzioni fisiche, psicologiche e sociali e può essere causato da vari fattori quali il contenuto e l’organizzazione del lavoro, l’ambiente di lavoro e una scarsa comunicazione interna.
L’individuazione e la valutazione di tale elemento di rischio, pertanto, necessita di un’approfondita analisi di fattori quali:

  • organizzazione e processi di lavoro (pianificazione, ripartizione del carico di lavoro, orario di lavoro, etc.);
  • ambiente di lavoro (esposizione a rumore, temperature ed umidità troppo alte o basse, etc.)
  • comunicazione interna.

La responsabilità di attuare misure di prevenzione, finalizzate all’eliminazione o riduzione dei rischi da stress da lavoro, ricade sul Datore di Lavoro; il mancato adempimento è sanzionato penalmente con l’arresto da 2 a 4 mesi o l’ammenda da 500 a 2.500 euro.
L’Agenzia Europea per la Salute e la Sicurezza (European Agency for Safety and Health at Work) da tempo si occupa di tale problematica; segnaliamo la pubblicazione “Prevention of work-related stress in the education sector” (http://osha.europa.eu).

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ACCORDO EUROPEO DELL’8 OTTROBRE 27 Kb PDF
“Prevention of work-related stress in the education sector” 126 Kb PDF
 

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