Liquidità per imprese e professionisti durante l’emergenza: in Gazzetta il decreto salva-imprese

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Pubblicato il decreto salva-imprese che darà liquidità ad imprese e professionisti durante l’emergenza: garanzie per i prestiti, sospensione dei pagamenti, continuità delle aziende

E’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.94, del 8 aprile 2020, il decreto legge n. 23/2020 contenente una serie di misure urgenti per l’emergenza Covid-19, dedicate ad imprese, professionisti, ai settori strategici, alla giustizia ed alla scuola.

Il decreto introduce misure straordinarie in materia di accesso al credito e rinvio di adempimenti per le imprese, nonché di poteri speciali nei settori di rilevanza strategica.

Le misure per imprese e professionisti previste dal dl n. 23/2020

Il decreto interviene a sostegno delle imprese in difficoltà con misure specifiche su 5 principali ambiti:

  1. accesso al credito e sostegno alla liquidità (Capo I, art.1); supporto all’esportazione, all’internazionalizzazione e agli investimenti (Capo I, art.2);
  2. misure per garantire la continuità delle aziende (Capo II) ;
  3. rafforzamento dei poteri speciali nei settori di rilevanza strategica e degli obblighi di trasparenza in materia finanziaria (Capo III);
  4. misure fiscali e contabili (Capo IV);
  5. disposizioni per il settore della Giustizia (Capo V) e la salute (Capo VI).

Accesso al credito e sostegno alla liquidità delle imprese

Le misure adottate prevedono garanzie da parte dello Stato, per un totale circa di 200 miliardi di euro, concesse attraverso il gruppo Cassa Depositi e Prestiti, in favore di banche che effettuino finanziamenti alle imprese sotto qualsiasi forma.

Possono beneficiare di tale misura anche i liberi professionisti titolari di partita IVA ed i lavoratori autonomi.

In particolare, la garanzia coprirà tra il 70% e il 90% dell’importo finanziato, a seconda delle dimensioni dell’impresa, ed è subordinata ad una serie di condizioni tra cui:

  • l’impossibilità di distribuzione dei dividendi da parte dell’impresa beneficiaria per i successivi 12 mesi
  • la necessaria destinazione del finanziamento per sostenere spese ad attività produttive localizzate in Italia.

Nello specifico:

  • le imprese con meno di 5.000 dipendenti in Italia ed un fatturato inferiore a 1,5 miliardi di euro ottengono una copertura pari al 90% dell’importo del finanziamento richiesto e per queste è prevista una procedura semplificata per l’accesso alla garanzia;
  • l’importo della garanzia non potrà superare il 25% del fatturato registrato nel 2019 o il doppio del costo del personale sostenuto dall’azienda;
  • per le piccole e medie imprese, anche individuali o partite Iva, sono riservati 30 miliardi e l’accesso alla garanzia sarà gratuito ma subordinato alla condizione che le stesse abbiano esaurito la loro capacità di utilizzo del credito rilasciato dal Fondo Centrale di Garanzia.

Potenziamento del Fondo di Garanzia per pmi e professionisti

Il decreto inoltre potenzia ulteriormente il Fondo di Garanzia per le pmi, già ampliato dal CuraItalia, aumentandone sia la dotazione finanziaria sia la capacità di generare liquidità anche per le aziende fino a 499 dipendenti e i professionisti.

È, inoltre, previsto un forte snellimento delle procedure burocratiche per accedere alle garanzie concesse dal Fondo.

Misure per garantire la continuità delle aziende

Il decreto prevede una serie di misure finalizzate ad assicurare la continuità delle imprese nella fase dell’emergenza, con particolare riguardo a quelle che prima della crisi erano in equilibrio e presentavano una regolare prospettiva di continuità aziendale.

Tale intervento avviene:

  • in sede di redazione del bilancio in corso, valutando i criteri di prudenza e di continuità alla luce della situazione emergente dall’ultimo bilancio chiuso;
  • disattivando le cause di scioglimento societario per riduzione o perdita del capitale sociale.

Rinvio di adempimenti fiscali e tributari

Per lavoratori ed imprese si prevede la sospensione dei versamenti di Iva, ritenute e contributi per i mesi di aprile e maggio, in aggiunta a quelle già previste con il “Cura Italia”.

Nel dettaglio:

  • IVA, ritenute e contributi sospesi per soggetti con calo di fatturato di almeno il 33% per ricavi/compensi sotto i 50 milioni e di almeno il 50% sopra tale soglia;
  • sono sospesi in ogni caso i detti versamenti per i soggetti che hanno iniziato ad operare dal 1° aprile 2019;
  • per i residenti delle 5 province più colpite (Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi, Piacenza), sospensione versamento IVA se calo del fatturato di almeno il 33% a prescindere dalla soglia di fatturato dei 50 milioni;
  • ripresa dei versamenti a giugno, con la possibilità di rateizzazione in 5 rate.

La sospensione delle ritenute d’acconto sui redditi da lavoro autonomo prevista dal decreto “Cura Italia” viene estesa anche alle scadenze di aprile e maggio.

 

Clicca qui per scaricare il decreto legge n.23/2020

 

primus

 

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