Compositi fibrorinforzati: rinvio di 12 mesi per i controlli di accettazione in cantiere

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Compositi fibrorinforzati: prorogato di 12 mesi il periodo transitorio relativo ai controlli obbligatori di accettazione in cantiere ed alle prove sui campioni

Il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici (CSLP), con il decreto n. 625 del 3 dicembre 2019, ha prolungato di ulteriori 12 mesi il periodo transitorio relativo ai controlli di accettazione in cantiere degli FRCM.

Ricordiamo che le Norme Tecniche per le Costruzioni, NTC 2018, approvate con dm del 17 gennaio 2018 prescrivono, al § 11.1, che tutti i materiali ed i prodotti da costruzione da impiegare per uso strutturale devono essere in possesso di specifica qualificazione all’uso previsto, nonché essere oggetto di controllo in fase di accettazione da parte del direttore dei lavori.

Conseguentemente il CSLP, con il decreto del 8 gennaio 2019, n. 1, ha approvato la:

Linea Guida per la identificazione, la qualificazione ed il controllo di accettazione di compositi fibrorinforzati a matrice inorganica (FRCM) da utilizzarsi per il consolidamento strutturale di costruzioni esistenti.

FRCM, cosa sono

Gli FRCM (Fiber Reinforced Cementitious Matrix) sono compositi fibrorinforzati a matrice inorganica impiegati per il consolidamento strutturale di opere in c.a. o in muratura; in pratica sono costituiti da una rete di rinforzo fissata al supporto con una malta a matrice cementizia, non resine, e quindi fondamentalmente inorganica.

Tali compositi FRCM hanno in genere uno spessore compreso, nel caso di una singola rete, tra 5 e 15 mm, al netto del livellamento del supporto; nel caso di più reti lo spessore massimo non può essere superiore a 30 mm, sulla base di modalità definite dal fabbricante.

Sistemi di rinforzo FRCM

I compositi sono utilizzabili per realizzare “sistemi di rinforzo” esterni di strutture esistenti in muratura o in conglomerato cementizio armato.

I sistemi sono, infatti, costituiti esclusivamente da:

  • matrice inorganica;
  • rinforzo;
  • eventuali connettori;
  • dispositivi di ancoraggio;
  • elementi angolari;
  • eventuali additivi ed eventuali adesivi (da aggiungere secondo le istruzioni del manuale di preparazione e nel manuale di installazione).

Il rinforzo può essere costituito da una rete, ovvero, da elementi monodirezionali organizzati su un supporto a rete, e costituita dalle seguenti tipologie di materiali:

  • acciaio ad alta resistenza;
  • arammide;
  • basalto;
  • carbonio;
  • poliparafenilenbenzobisoxazolo;
  • vetro AR.

Si classificano come sistemi di rinforzo FRCM:

  • una singola rete di rinforzo annegata in uno spessore definito di malta,

oppure

  • più reti in un unico spessore di malta, che in questo caso può raggiungere i 30 mm.

Il sistema di rinforzo FRCM è realizzato in situ applicando alla struttura da consolidare il composito ed eventuali dispositivi di ancoraggio e/o speciali adesivi atti ad impedire il distacco prematuro del composito dal supporto.

Detti sistemi di rinforzo FRCM rientrano nel campo di applicazione delle linee guida.

Linee guida

Le linee guida forniscono le procedure da seguire per l’identificazione, la qualificazione ed il controllo dei FRCM; ossia, per grandi linee, la procedura per la richiesta e l’ottenimento del Certificato di Valutazione Tecnica (CVT) richiesto per i FRCM, nonché le prove iniziali di caratterizzazione da effettuare.

Esse costituiscono generalmente un semplice documento di indirizzo tecnico, tuttavia, solo per i seguenti attori, sono un atto normativo vincolante:

  • l’Amministrazione che rilascia le certificazioni;
  • i fabbricanti che devono commercializzare;
  • i progettisti.

Obblighi per professionista e direttore dei lavori

In particolare, le linee guida, definiscono le procedure per i controlli di accettazione in cantiere per professionista e direttore dei lavori:

  • il professionista dovrà avere coscienza, già in fase progettuale, che i compositi che prevede in un progetto di consolidamento dovranno essere qualificati e dovrà quindi tenere conto delle caratteristiche meccaniche di resistenza e deformazione riportate nei CVT rilasciati;
  • il direttore dei lavori dovrà tenere conto dell’obbligo di impiegare solo sistemi in possesso di CVT e, inoltre, prevedere obbligatoriamente i controlli di accettazione obbligatori, come indicati nelle linee guida.

Controlli

Tali controlli, a cura e sotto la responsabilità del direttore dei lavori, devono essere:

  • effettuati realizzando campioni contestualmente alla messa in opera del sistema di rinforzo dell’elemento strutturale da consolidare e nelle stesse condizioni ambientali;
  • eseguiti su campioni del rinforzo realizzati, o ricavati, in cantiere con la procedura di installazione prescritta dal fabbricante, impiegando gli stessi addetti del cantiere ed utilizzando i medesimi materiali;
  • effettuati realizzando campioni contestualmente alla messa in opera del sistema di rinforzo dell’elemento strutturale da consolidare e nelle stesse condizioni ambientali.

Campioni

I campioni devono essere in numero di 6 per ognuno dei tipi di sistemi di rinforzo da installare, tenendo anche conto dell’eventuale diversa natura delle fasi (in particolare della grammatura del rinforzo e del numero di strati di quest’ultimo).

Tali campioni devono essere inviati dal direttore dei lavori ad un laboratorio (indicati nell’art. 59 del dpr n. 380/2001) e sottoposti alle seguenti prove:

  • su tre campioni, la prova di trazione, con determinazione del valore medio della tensione ultima;
  • sugli altri tre, la prova di distacco dal supporto standard, con la determinazione del valore medio della massima forza che può essere trasferita al supporto.

 

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Clicca qui per scaricare le linee guida

 

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