Pubblicate le linee guida per il consolidamento strutturale con FRCM

FRCM: le indicazioni per i professionisti e il direttore dei lavori circa i controlli obbligatori di accettazione in cantieri e le prove sui campioni

Le Norme Tecniche per le Costruzioni, NTC 2018, approvate con dm del 17 gennaio 2018 prescrivono, al § 11.1, che tutti i materiali ed i prodotti da costruzione da impiegare per uso strutturale devono essere in possesso di specifica qualificazione all’uso previsto, nonché essere oggetto di controllo in fase di accettazione da parte del direttore dei lavori:

I materiali non tradizionali o non trattati nelle presenti norme tecniche potranno essere utilizzati per la realizzazione di elementi strutturali od opere, previa autorizzazione del Servizio Tecnico Centrale su parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, autorizzazione che riguarderà l’utilizzo del materiale nelle specifiche tipologie strutturali proposte sulla base di procedure definite dal Servizio Tecnico Centrale

Il Consiglio Superiore dei lavori pubblici, con decreto del dell’8 gennaio 2019, n. 1, ha approvato le Linea Guida per la identificazione, la qualificazione ed il controllo di accettazione di compositi fibrorinforzati a matrice inorganica (FRCM) da utilizzarsi per il consolidamento strutturale di costruzioni esistenti.

FRCM, cosa sono

Gli FRCM (Fiber Reinforced Cementitious Matrix) sono compositi fibrorinforzati a matrice inorganica impiegati per il consolidamento strutturale di opere in c.a. o in muratura; in pratica sono costituiti da una rete di rinforzo fissata al supporto con una malta a matrice cementizia, non resine, e quindi fondamentalmente inorganica.

Tali compositi FRCM hanno in genere uno spessore compreso, nel caso di una singola rete, tra 5 e 15 mm, al netto del livellamento del supporto; nel caso di più reti lo spessore massimo non può essere superiore a 30 mm, sulla base di modalità definite dal fabbricante.

Sistemi di rinforzo FRCM

I compositi sono utilizzabili per realizzare “sistemi di rinforzo” esterni di strutture esistenti in muratura o in conglomerato cementizio armato.

I sistemi sono, infatti, costituiti esclusivamente da:

  • matrice inorganica
  • rinforzo
  • eventuali connettori
  • dispositivi di ancoraggio
  • elementi angolari
  • eventuali additivi ed eventuali adesivi (da aggiungere secondo le istruzioni del manuale di preparazione e nel manuale di installazione)

Il rinforzo può essere costituito da una rete ovvero da elementi monodirezionali organizzati su un supporto a rete e costituita dalle seguenti tipologie di materiali:

  • acciaio ad alta resistenza
  • arammide
  • basalto
  • carbonio
  • poliparafenilenbenzobisoxazolo
  • vetro AR

Si classificano come sistemi di rinforzo FRCM:

  • una singola rete di rinforzo annegata in uno spessore definito di malta

oppure

  • più reti in un unico spessore di malta, che in questo caso può raggiungere i 30 mm

Il sistema di rinforzo FRCM è realizzato in situ applicando alla struttura da consolidare il composito ed eventuali dispositivi di ancoraggio e/o speciali adesivi atti ad impedire il distacco prematuro del composito dal supporto.

Detti sistemi di rinforzo FRCM rientrano nel campo di applicazione delle linee guida.

Linee guida

Le linee guida forniscono le procedure da seguire per l’identificazione, la qualificazione ed il controllo dei FRCM; ossia, per grandi linee, la procedura per la richiesta e l’ottenimento del Certificato di Valutazione Tecnica (CVT) richiesto per i FRCM, nonché le prove iniziali di caratterizzazione da effettuare.

Esse costituiscono un semplice documento di indirizzo tecnico che diventa, di fatto, un atto normativo nel momento in cui devono seguire le indicazioni contenute i seguenti:

  • l’Amministrazione che rilascia le certificazioni
  • i fabbricanti che devono commercializzare,
  • i progettisti

Contenuti delle linee guida

I contenuti riguardano:

  • Scopo e campo di applicazione
  • Caratteristiche del composto e dei relativi componenti
  • Qualificazione del sistema
  • Procedura di qualificazione
  • Procedura di accettazione in cantiere
  • Installazione
  • Riferimenti normativi

Chiudono il documento i seguenti 3 allegati:

  • Prove di trazione
  • Prova di distacco dal supporto
  • Scheda tecnica tipo per sistema per ogni diverso numero di reti e per ogni tipo di supporto convenzionale

Obblighi per professionista e direttore dei lavori

In particolare, le linee guida, definiscono le procedure per i controlli di accettazione in cantiere per professionista e direttore dei lavori:

  • il professionista dovrà avere coscienza, già in fase progettuale, che i compositi che prevede in un progetto di consolidamento dovranno essere qualificati e dovrà quindi tenere conto delle caratteristiche meccaniche di resistenza e deformazione riportate nei CVT rilasciati;
  • il direttore dei lavori dovrà tenere conto dell’obbligo di impiegare solo sistemi in possesso di CVT e, inoltre, prevedere obbligatoriamente i controlli di accettazione obbligatori,come indicati nelle linee guida

Controlli

Tali controlli, a cura e sotto la responsabilità del direttore dei lavori, devono essere:

  • effettuati realizzando campioni contestualmente alla messa in opera del sistema di rinforzo dell’elemento strutturale da consolidare e nelle stesse condizioni ambientali
  • eseguiti su campioni del rinforzo realizzati, o ricavati, in cantiere con la procedura di installazione prescritta dal fabbricante, impiegando gli stessi addetti del cantiere ed utilizzando i medesimi materiali
  • effettuati realizzando campioni contestualmente alla messa in opera del sistema di rinforzo dell’elemento strutturale da consolidare e nelle stesse condizioni ambientali

Campioni

I campioni devono essere in numero di 6 per ognuno dei tipi di sistemi di rinforzo da installare, tenendo anche conto dell’eventuale diversa natura delle fasi (in particolare della grammatura del rinforzo e del numero di strati di quest’ultimo).

Tali campioni devono essere inviati dal direttore dei lavori ad un laboratorio (indicati nell’art. 59 del dpr n. 380/2001) e sottoposti alle seguenti prove:

  • su tre campioni, la prova di trazione, con determinazione del valore medio della tensione ultima
  • sugli altri tre, la prova di distacco dal supporto standard, con la determinazione del valore medio della massima forza che può essere trasferita al supporto

 

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