Linee guida Anac motivi di esclusione dalle gare: il Cds allarga il campo degli illeciti professionali

Linee guida Anac motivi di esclusione dalle gare: il Cds fornisce parere favorevole al documento post-correttivo ma allarga il campo degli illeciti professionali

A seguito dell’approvazione del correttivo Appalti dlgs 19 aprile 2017, n. 56 e delle richieste di chiarimenti pervenute, l’Anac ha ritenuto aggiornare alcune linee guida e le ha sottoposte a consultazione pubblica.

Tra le linee guida aggiornate ci sono anche le linee guida n. 6, recanti: indicazione dei mezzi di prova adeguati e delle carenze nell’esecuzione di un precedente contratto di appalto che possano considerarsi significative per la dimostrazione delle circostanze di esclusione di cui all’art. 80, comma 5, lett. c).

A seguito della richiesta dell’Anac, il Consiglio di Stato ha esercitato le proprie funzioni consultive in relazione al testo aggiornato delle suddette linee guida.

Motivi di esclusione dalle gare d’appalto

L’art. 80 del dlgs n. 50/2016, rubricato “motivi di esclusione”, reca l’elenco dei requisiti di carattere generale (o di idoneità morale) che devono possedere sia i concorrenti che i subappaltatori.

Tra essi, viene qui in rilievo la causa di esclusione di cui all’art. 80, comma 5, lett. c), consistente nel “grave illecito professionale”. In particolare, è testualmente previsto che la stazione appaltante esclude l’operatore economico quando essa “dimostri con mezzi adeguati che l’operatore economico si è reso colpevole di gravi illeciti professionali, tali da rendere dubbia la sua integrità o affidabilità.

Tra questi rientrano:

  • le significative carenze nell’esecuzione di un precedente contratto di appalto o di concessione che ne hanno causato la risoluzione anticipata, non contestata in giudizio, ovvero confermata all’esito di un giudizio, ovvero hanno dato luogo ad una condanna al risarcimento del danno o ad altre sanzioni
  • il tentativo di influenzare indebitamente il processo decisionale della stazione appaltante o di ottenere informazioni riservate ai fini di proprio vantaggio
  • il fornire, anche per negligenza, informazioni false o fuorvianti suscettibili di influenzare le decisioni sull’esclusione, la selezione o l’aggiudicazione
  • ovvero l’omettere le informazioni dovute ai fini del corretto svolgimento della procedura di selezione

Il parere del Consiglio di Stato

Di particolare rilievo è il giudizio che fornisce il Consiglio di Stato sull’ipotesi di esclusione per grave illecito professionale.

Lo schema di linee guida, l’ANAC rileva come gli “illeciti professionali gravi”  devono essere valutati dalle stazioni appaltanti ai fini dell’esclusione dalle gare.

Secondo i giudici di Palazzo Spada la stazione appaltante non può compiere alcuna autonoma valutazione, ma deve senz’altro procedere all’esclusione ai sensi della lett. b) del richiamato primo comma dell’art. 80; ritiene quindi sia opportuno specificare che la condanna non definitiva possa acquisire rilevanza quale “illecito professionale grave” e, quindi essere motivo di esclusione ai sensi ai sensi dell’art. 80, comma 5, lett. c).

Nell’ipotesi di condanna non definitiva, la stazione appaltante, in assenza dell’automatismo esistente ove la condanna sia definitiva, deve valutare se il fatto sia tale da rendere dubbia l’integrità o affidabilità dell’operatore economico e, in ragione di tale valutazione, deve motivare adeguatamente l’eventuale esclusione dalla gara.

Pertanto,i giudici suggeriscono di aggiungere il seguente capoverso:

Rileva, altresì, quale illecito professionale grave, che la stazione appaltante deve valutare ai sensi dell’art. 80, comma 5, lett. c), del codice, la condanna non definitiva per taluno dei reati di cui agli artt. 353, 353 bis, 354, 355 e 356 c.p., fermo restando che le condanne definitive per tali delitti costituiscono motivo di automatica esclusione ai sensi dell’art. 80, comma 1, lett. b), del codice

 

In definitiva il Consiglio di Stato rilascia parere favorevole con osservazioni della Commissione speciale.

 

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