Lectio magistralis sul BIM: il professore Charles Eastman inventore del metodo BIM a Pisa

Presso l’Università di Pisa si è tenuta la lectio magistralis del professor Charles Eastman per fare il punto della situazione sull’utilizzo del BIM

Giovedì 27 aprile 2017 il professor Charles Eastman, inventore e massimo esperto della metodologia BIM (Building Information Modeling), ha tenuto una lectio magistralis presso l’Università di Pisa.

Di seguito riportiamo alcuni dei passaggi più importanti, estratti dal suo intervento tenutosi presso il Polo di Porta Nuova, in cui fa il punto della situazione sull’utilizzo di tale metodo:

Ho iniziato a lavorare al progetto nel 1970, con la convinzione che entro una decina d’anni sarebbe stato adottato nella stragrande maggioranza dei paesi del mondo.

Mi sono dovuto ricredere: la resistenza al cambiamento è sempre troppo forte, occorre un ricambio generazionale perché si inizi a comprendere la funzionalità del BIM. 

In America il metodo è stato accolto già negli anni ottanta ed utilizzato prevalentemente nella costruzione di grandi complessi come i centri commerciali. Attualmente molti giovani architetti hanno deciso di abbracciare in toto l’innovazione, applicando il metodo anche alla costruzione di ville e case più piccole

Ricordiamo brevemente che grazie all’utilizzo della metodologia BIM è possibile organizzare, gestire e realizzare costruzioni in maniera virtuale con visualizzazione 3D interagendo direttamente sul modello architettonico.

I vantaggi di questo metodo sono molteplici:

  • riduzione del 30% dei costi di realizzazione di un intervento poiché si riducono gli sprechi
  • eliminazione di errori progettuali prima della fase di cantiere
  • riduzione dei tempi di esecuzione

In Italia il BIM arriva con diversi anni di ritardo, dietro suggerimento della Comunità Europea che nel 2014 ha imposto ai paesi Ue di dotarsi di tale metodologia.

In quest’ottica il nuovo Codice appalti dlgs n. 50/2016 all’art. 23 comma 13 ha definito le caratteristiche che devono avere gli strumenti elettronici specifici:

  • si deve trattare di piattaforme interoperabili
  • occorre utilizzare formati di file aperti e non proprietari

L’obiettivo è il controllo dei costi e dei tempi per la realizzazione di un progetto e quindi intervenire sulla gravosa questione della corruzione negli appalti pubblici; in tal modo tutti gli operatori, del settore e non, hanno la possibilità di controllare passo per passo l’andamento dei lavori.

Charles Eastman, chi è

Charles M. Eastman è professore presso l’Università di architettura e informatica all’Istituto di tecnologia di Georgia. È uno specialista nel settore della metodologia BIM, della modellazione solida e parametrica.

Charles Eastman

Charles Eastman (il secondo da sinistra) a Pisa

Eastman è un pioniere nel settore AEC e CAD, sviluppando sistemi di ricerca 3D e primi modelli solidi e parametrici per l’industria delle costruzioni a partire dalla metà degli anni ’70. Formatosi come architetto presso il CED di Berkeley, si è concentrato sullo sviluppo degli strumenti per i professionisti con il System Building Description e Building Product Modeling, successivamente rimarcato come BIM (Building Information Modeling).

Ha iniziato il programma di dottorato in Architettura presso l’Università di Carnegie Mellon e fondò ACADIA (il gruppo di conferenza per la modellazione accademica nordamericana). Ha sviluppato una start-up sulla modellazione parametrica (chiamata FORMTEK) nei primi anni 80 e poi ha lavorato all’Università della California, Los Angeles, dove è stato 8 anni prima di trasferirsi in Georgia.

Il suo gruppo di ricerca, presso la GA Tech, lavora con gruppi industriali per sviluppare strumenti di modellazione parametrica di nuova generazione e nuovi strumenti di integrazione e flussi di lavoro. Attualmente sta lavorando ad una serie di progetti con il Precast Concrete Institute e la Fondazione Charles Pankow, con la GSA, che lavora su strumenti BIM del tribunale, con l’American Institute of Steel Construction e con l’American Concrete Institute, definendo gli standard di scambio BIM per queste aree industriali.

Recentemente ha completato il lavoro con l’Istituto Nazionale di Standard e Tecnologia sul miglioramento del formato dati IFC.

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