Le nuove regole per la progettazione negli appalti pubblici

Il decreto Sblocca cantieri prevede importanti novità nella fase di progettazione delle opere pubbliche: addio al progetto esecutivo per gli interventi di manutenzione

Il dl n. 32/2019 (cosiddetto “Sblocca cantieri”), pubblicato il 18 aprile in Gazzetta Ufficiale, al Capo 1 “Norme in materia di contratti pubblici, di accelerazione degli interventi infrastrutturali, e di rigenerazione urbana“, all’art. 1 prevede modifiche importanti al Codice appalti.

In particolare, i primi 5 commi dell’art. 1 del nuovo decreto modificano l’art. 23 del dlgs n. 50/2016, relativo ai livelli della progettazione per gli appalti, per le concessioni di lavori nonché per i servizi.

Comma 1 – ritorno al regolamento appalti

Il dl Sblocca cantieri prevede molte modifiche al Codice appalti, tra cui la sostituzione delle linee guida e dei decreti attuativi già varati, o in corso di emanazione, con un nuovo regolamento predisposto dal Ministero delle infrastrutture (art. 216, comma 27-octies).

Si stabilisce che il nuovo regolamento dovrà essere varato entro 180 giorni dall’entrata in vigore del dl e cioè entro il 16 ottobre 2019.

Comma 2 – lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria

Il vecchio comma 3-bis, dell’art. 23, è sostituito dal seguente:

3-bis. I contratti di lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria, ad esclusione degli interventi di manutenzione straordinaria che prevedono il rinnovo o la sostituzione di parti strutturali delle opere o di impianti, possono essere affidati, nel rispetto delle procedure di scelta del contraente previste dal presente codice, sulla base del progetto definitivo costituito almeno da una relazione generale, dall’elenco dei prezzi unitari delle lavorazioni previste, dal computo metrico-estimativo, dal piano di sicurezza e di coordinamento con l’individuazione analitica dei costi della sicurezza da non assoggettare a ribasso. L’esecuzione dei predetti lavori può prescindere dall’avvenuta redazione e approvazione del progetto esecutivo.

In pratica, tutti i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria (che non prevedono interventi strutturali e/o impiantistici) potranno essere effettuati con la sola progettazione definitiva; salta quindi l’obbligo di redigere il progetto esecutivo per tali lavori.

Il progetto definitivo dovrà contenere “almeno”:

  1. una relazione generale
  2. l’elenco dei prezzi unitari delle lavorazioni previste
  3. il computo metrico-estimativo
  4. il piano di sicurezza e di coordinamento con l’individuazione analitica dei costi della sicurezza da non assoggettare a ribasso.

Comma 3 – progetto di fattibilità tecnica

Viene sostituito il vecchio comma 5, dell’art. 23, con un nuovo testo che recita:

Il progetto di fattibilità tecnica ed economica individua, tra più soluzioni, quella che presenta il miglior rapporto tra costi e benefici per la collettività, in relazione alle specifiche esigenze da soddisfare e prestazioni da fornire.

Il progetto di fattibilità tecnica è preceduto dal documento di fattibilità delle alternative progettuali in caso di:

  • lavori pubblici di importo pari o superiore alla soglia di rilevanza comunitaria (all’art. 35 del Codice)
  • concorsi di progettazione e di idee (art. 152 del Codice)
  • espletamento delle procedure di dibattito pubblico, di cui (art. 22 del Codice)

Nel progetto di fattibilità tecnica ed economica, nel rispetto del quadro esigenziale, il progettista sviluppa:

  • tutte le indagini e gli studi necessari per la definizione degli aspetti di cui al comma 1
  • gli elaborati grafici per l’individuazione delle caratteristiche dimensionali, volumetriche, tipologiche, funzionali e tecnologiche dei lavori da realizzare
  • le relative stime economiche, ivi compresa la scelta in merito alla possibile suddivisione in lotti funzionali.

Il progetto di fattibilità tecnica ed economica deve consentire, ove necessario, l’avvio della procedura espropriativa.

Comma 4 – studi di fattibilità ambientale

Il nuovo comma 4 prevede che agli “studi preliminari sull’impatto ambientale” vengano sostituiti gli “studi di fattibilità ambientale e paesaggistica“.

Si abbandonano “le esigenze di compensazioni e di mitigazione dell’impatto ambientale” e si chiede “la descrizione delle misure di compensazioni e di mitigazione dell’impatto ambientale“.

Comma 5 – spese tecniche e strumentali

Viene modificato il comma 11 dell’art. 23 con l’inserimento degli articoli:

  • 11-bis. Tra le spese tecniche da prevedere nel quadro economico di ciascun intervento sono comprese le spese di carattere strumentale sostenute dalle amministrazioni aggiudicatrici in relazione all’intervento.
  • 11-ter. Le spese strumentali, incluse quelle per sopralluoghi, riguardanti le attività finalizzate alla stesura del Piano generale degli interventi del sistema accentrato delle manutenzioni di cui all’articolo 12 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111 sono a carico delle risorse iscritte sui pertinenti capitoli dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze trasferite all’Agenzia del demanio.

 

Clicca qui per scaricare il decreto Sblocca cantieri

 


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