Le modifiche al Codice dei Contratti illustrate dal Centro Studi del C.N.I.

Il Codice dei contratti (D.Lgs. n. 163/2006) è stato più volte oggetto di modifiche anche consistenti; le modifiche più recenti sono state apportate ad opera prima del D.Lgs. n. 152/2008 (c.d. "terzo correttivo") e, successivamente, della Legge n. 201/2008 e della Legge n. 2/2009 di conversione del Decreto Legge n. 185/2008 (c.d. anticrisi).

Il Codice dei contratti (D.Lgs. n. 163/2006) è stato più volte oggetto di modifiche anche consistenti; le modifiche più recenti sono state apportate ad opera prima del D.Lgs. n. 152/2008 (c.d. “terzo correttivo”) e, successivamente, della Legge n. 201/2008 e della Legge n. 2/2009 di conversione del Decreto Legge n. 185/2008 (c.d. anticrisi).
Nella pubblicazione “Le più recenti modifiche al Decreto Legislativo n. 163/2006 (Codice dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture)” il Centro studi del Consiglio Nazionale degli ingegneri analizza le modifiche apportate dai provvedimenti citati.
Il D. Lgs. n. 152/2008, modificando l’art. 92 del Codice, introduce un’innovazione particolarmente penalizzante per i professionisti che partecipano all’affidamento dei bandi di progettazione e degli altri servizi tecnici.
A seguito delle modifiche apportate dal D.Lgs. 152/2008, infatti, le Stazioni Appaltanti non sono più obbligate a definire gli importi da porre a base di gara per l’affidamento di incarichi di progettazione utilizzando come riferimento i corrispettivi definiti con apposito D.M. (art. 92, comma 2).
Il ricorso a tali corrispettivi per la determinazione degli importi da porre a base d’asta è ora possibile soltanto se essi saranno “motivatamente ritenuti adeguati” dalla stessa stazione appaltante.
Il D.Lgs. 152/2008 sancisce, di fatto, l’inutilità dei corrispettivi di cui ai commi 2 e 3 dell’art. 92 del Codice, in quanto non più vincolanti come “minimi” tariffari e nemmeno più necessari per la definizione degli importi da porre a base d’asta negli affidamenti di progettazione.

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