Laboratori per prove e controlli sui materiali da costruzione: la circolare del CSLP

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Dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici chiarimenti sui criteri per il rilascio dell’autorizzazione ai Laboratori per prove e controlli sui materiali da costruzione su strutture e costruzioni esistenti

A seguito dell’entrata in vigore della Legge Sblocca cantieri (Legge n. 55/2019 di conversione del dl n. 32/2019) il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici (CSLP) ha pubblicato la circolare n. 633/STC  del 3 dicembre.

La circolare ha come oggetto: “Criteri per il rilascio dell’autorizzazione ai Laboratori per prove e controlli sui materiali da costruzione su strutture e costruzioni esistenti di cui all’art. 59, comma 2, del D.P.R. n. 380/2001”.

Le modifiche richieste a seguito dello Sblocca cantieri

Ricordiamo che la Legge n. 55/2019 ha modificato l’art. 59 del dPR n. 380/2001, Testo Unico in materia edilizia, introducendo la possibilità, da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, di autorizzare con proprio decreto, anche Laboratori per prove e controlli sui materiali da costruzione su strutture e costruzioni esistenti.

Tale campo di autorizzazione, di nuova introduzione, si affianca ai campi già precedentemente attivi inerenti i laboratori per l’effettuazione:

  • delle prove sui materiali da costruzione;
  • delle prove su terre e rocce;

tali campi di attività sono già da tempo regolati, rispettivamente, dalle Circolari 7617/STC e 7618/STC del 8 settembre 2010.

La stessa Legge (articolo 3, comma 1-bis) ha inoltre stabilito che:

Al fine di dare attuazione all’articolo 59, comma 2, lettera c-bis ), del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, come introdotta dal comma l, lettera a), del presente articolo, il Consiglio superiore dei lavori pubblici, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, adotta specifici provvedimenti.

La circolare CSLP

L’autorizzazione disciplinata dalla Circolare riguarda i seguenti settori di prova e certificazione:

  • Settore A: prove su strutture in calcestruzzo armato normale, precompresso e muratura;
  • Settore B: prove su strutture metalliche e strutture composte. La richiesta di autorizzazione per un laboratorio può riguardare uno o entrambi i settori di applicazione sopra indicati. Il laboratorio potrà, inoltre, facoltativamente chiedere l’estensione dell’autorizzazione alle singole prove o all’intero.
  • Settore C: prove dinamiche sulle strutture.

Prove obbligatorie e facoltative

I laboratori autorizzati per lo svolgimento e la certificazione devono essere in grado di effettuare, documentare e certificare almeno le prove:

Settore A – Prove su strutture in calcestruzzo armato normale, precompresso e muratura

  1. prova magnetometrica;
  2. prova sclerometrica;
  3. prova di estrazione – metodo Pull Out;
  4. prova ultrasonica;
  5. prelievo in opera di calcestruzzo;
  6. prelievo in opera di provini di acciaio;
  7. analisi chimica;
  8. prove con martinetti piatti singoli e doppi;
  9. prove di carico statiche.

Oltre alle prove obbligatorie sopra elencate, nell’ambito del Settore “A”, il laboratorio potrà inoltre richiedere l’autorizzazione a svolgere e certificare le seguenti prove facoltative:

  1. prova penetrometrica – metodo Windsor;
  2. prova di adesione a strappo – metodo Pull Off;
  3. analisi elettrochimica per la misura del potenziale e della velocità di corrosione;
  4. prove di carico statiche a compressione diagonale sulle murature;
  5. monitoraggio delle strutture;
  6. termografia ad infrarossi;
  7. indagini endoscopiche;
  8. indagini georadar;
  9. caratterizzazione meccanica delle malte per murature;
  10. misura di umidità del legno;
  11. prova penetrometrica nel legno.

Settore B – Prove su strutture metalliche e strutture composte.

  1. prova magnetoscopica;
  2. liquidi penetranti;
  3. ultrasuoni;
  4. prova di durezza Brinell in situ;
  5. prova di durezza Vickers in situ;
  6. prova di durezza Rockwell in situ;
  7. prova di durezza Lebb in situ;
  8. spessometria in situ;
  9. misura delle coppie di serraggio;
  10. prelievo di bulloni e di campioni di carpenteria.

Oltre alle prove obbligatorie sopra elencate, nell’ambito del Settore “B”, il laboratorio potrà, inoltre, richiedere l’autorizzazione a svolgere e certificare le seguenti prove facoltative:

  1. estensimetria;
  2. indagine spettrometrica in situ;
  3. monitoraggio delle strutture.

I laboratori autorizzati per il Settore “A” o “B” potranno, inoltre, richiedere l’estensione dell’autorizzazione a svolgere e certificare le prove dinamiche relative al Settore facoltativo “C”, o alle singole prove sottoelencate.

Settore C: Prove dinamiche sulle strutture.

  1. prove dinamiche sulle strutture di elevazione;
  2. prove di tensionamento su catene e tiranti.

Gestore del laboratorio

Il soggetto gestore del laboratorio può essere una ditta individuale, una società o un ente pubblico.

Sono escluse le ditte individuali e le società i cui soci, i rappresentanti legali o altre figure equivalenti, siano direttamente interessati in attività imprenditoriali di esecuzione di opere di ingegneria civile, nonché in attività di produzione, rappresentanza, commercializzazione, messa in opera di prodotti o materiali destinati alle opere di ingegneria civile, che necessitano di certificazioni ufficiali ai sensi delle disposizioni normative vigenti.

Garanzia di Qualità

Il laboratorio deve operare in regime di garanzia di qualità dotandosi di un Sistema di Gestione della Qualità (SGQ) che sovraintenda all’attività del laboratorio, conforme con la norma UNI EN ISO 9001 in corso di validità, nonché coerente con la norma EN 17025 per quanto attiene l’organizzazione generale e la gestione della struttura.

La conformità del SGQ alla norma UNI EN ISO 9001 deve essere certificata da parte di un organismo terzo indipendente ed accreditato.

 

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