Interventi edilizi in parziale o totale difformità: multa o demolizione?

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Il Consiglio di Stato ribadisce che gli interventi edilizi in parziale o totale difformità vanno sanzionati, rispettivamente, con una multa e con la demolizione

A volte i tanti casi che si prospettano in materia di abusi edilizi, ognuno con le proprie peculiarità, costituiscono un labirinto di mitologica memoria in cui il filo di Arianna, costituito dal Testo unico dell’edilizia, pare non bastare a dipanare dubbi e incertezze che forniscono a loro volta terreno fertile a tanti dibattimenti e contenziosi nelle aule dei tribunali.

In questo articolo, un orientamento utile ce lo offre il Consiglio di Stato con la sentenza n. 5453/2020:  quest’ultima affronta un duplice caso di abuso edilizio in parziale e totale difformità.

Il caso

La proprietaria di un immobile decideva di impugnare presso il Tar il permesso di costruire in sanatoria concesso dal Comune al proprio vicino.

Il vicino, una società, aveva realizzato due palazzine autorizzate da un regolare permesso di costruire.

Successivamente, la stessa società aveva richiesto un permesso di costruire in sanatoria per alcuni interventi edilizi realizzati in difformità.

Il permesso in sanatoria era rilasciato dall’amministrazione comunale con l’applicazione della sanzione pecuniaria come previsto dall’art. 34 (Interventi eseguiti in parziale difformità dal permesso di costruire), comma 2 del dpr n. 380/2001 (Testo unico dell’edilizia):

Quando la demolizione non può avvenire senza pregiudizio della parte eseguita in conformità, il dirigente o il responsabile dell’ufficio applica una sanzione pari al doppio del costo di produzione, stabilito in base alla legge 27 luglio 1978, n. 392, della parte dell’opera realizzata in difformità dal permesso di costruire, se ad uso residenziale, e pari al doppio del valore venale, determinato a cura della agenzia del territorio, per le opere adibite ad usi diversi da quello residenziale.

Gli interventi di cui al permesso in sanatoria erano costituiti principalmente da:

  • aumento della volumetria del sottotetto già recuperato ai fini abitativi, pari a m³ 216,16;
  • altezza totale del fabbricato riferita alla gronda pari a m. 8,08 nel fabbricato B e m 8,06 nel fabbricato A rispetto a m 8,00 previsti negli elaborati di progetto approvati.

La vicina lamentava, sostanzialmente, l’errata misurazione delle altezze e quindi la valutazione di un abuso edilizio meno consistente del reale, ma il Tar le dava torto, per cui la vicenda finiva presso il Consiglio di Stato.

La sentenza del Consiglio di Stato

I giudici valutano la vicenda attraverso l’aiuto di una perizia CTU (consulenza tecnica d’ufficio).

La perizia accerta:

  • un lieve scostamento dei fabbricati dalle altezze ammissibili pari a 8 cm su 8 m consentiti;
  • una volumetria complessiva realizzata in eccedenza per 242 m³ in più rispetto al piano attuativo, non corrispondente a quella dichiarata di 216,16 m³.

Per i giudici, il lieve scostamento delle altezze può ricondursi nel novero delle tolleranze costruttive di cui all’art. 34 del dpr n. 380/2001 (cioè entro il 2% delle misure previste) e può rientrare tra gli interventi in parziale difformità, contemplato dal permesso di costruire in sanatoria concesso dal Comune con ammenda pecuniaria.

Il ricorso, invece, deve essere accolto per quel che riguarda l’aumento della volumetria (questo costituisce variazione essenziale con il conseguente annullamento del permesso di costruire in sanatoria ed il ripristino dello stato dei luoghi).

La legge semplificazioni e le modifiche all’art. 34 del Testo unico dell’edilizia

Ricordiamo che la legge 120/2020 (semplificazioni) ha apportato varie modifiche al Testo unico dell’edilizia: alcune novità riguardano appunto l’art. 34 (Interventi eseguiti in parziale difformità dal permesso di costruire).

Le modifiche apportate all’art. 34 del dpr 380/2001, riguardano il comma 2 ter sostituito dall’art. 34-bis (Tolleranze costruttive).

 

In merito all’art. 34-bis si rimanda all’articolo di approfondimento dedicato di BibLus-net: “Legge semplificazioni e testo unico edilizia: ampliato il concetto di tolleranze costruttive

 

Clicca qui per scaricare la sentenza del CdS

Clicca qui per scaricare il Testo unico sull’edilizia aggiornato alla legge semplificazioni

 

praticus-ta

 

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