Sismabonus anche in caso di contratto di permuta?

I chiarimenti delle Entrate: ok al sismabonus anche per l’acquisto di un’unità immobiliare da un’impresa di costruzione tramite contratto di permuta

La detrazione prevista per l’acquisto di case antisismiche dalle imprese, il cosiddetto sismabonus, spetta anche se l’unità immobiliare è acquistata mediante un contratto di permuta; esclusa, invece, la possibilità che il contribuente possa acquisire i crediti di imposta corrispondenti alle detrazione di altri familiari, anche se in linea diretta.

Questi i chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate nella riposta all’interpello n. 354/2019.

Ricordiamo che l’agevolazione riguarda gli acquirenti di immobili ubicati in edifici che sono stati interamente demoliti e ricostruiti dalle imprese nelle zone a rischio sismico 1, 2 e 3, in base alla quale possono fruire della detrazione fiscale del 75% o 85% del prezzo di acquisto della singola unità immobiliare.

Quesito

Il proprietario di un immobile, in comproprietà con i propri familiari, ha ceduto in permuta ad un’impresa edile l’immobile per ottenere in cambio, dopo la demolizione e la ricostruzione, due nuove abitazioni.

Al riguardo chiede:

  • se la detrazione di cui all’articolo 16, comma 1- septies, del dl n. 63 del 4 giugno 2013 possa essere fruita anche nell’ipotesi di acquisizione dell’unità immobiliare da un’impresa di costruzione tramite un contratto di permuta
  • se, in caso positivo, possa acquistare il credito d’imposta della madre, titolare di pensione minima, alla quale una delle sue sorelle, disoccupata, cederebbe, al tempo stesso, la propria quota di credito.

Risposta AE

Riguardo al primo quesito, l’Agenzia delle Entrate chiarisce che il contratto di permuta dà diritto alla detrazione legata al sismabonus in base all’analogia tra le due discipline: la permuta e la vendita.

In particolare, ai sensi dell’art. 1552 del Codice civile, la permuta è definita come il:

contratto che ha per oggetto il reciproco trasferimento della proprietà di cose, o di altri diritti, da un contraente all’altro.

Il Fisco, inoltre, nella risoluzione n. 320/2007 aveva già assimilato (anche se per altre circostanze) la disciplina della permuta con quella della vendita, comunque rimarcando la differenza tra i due contratti:

con la vendita si scambiano cose o diritti con denaro, nella permuta si scambiano cose e diritti con altre cose e diritti.

Riguardo al secondo quesito, l’Agenzia nega possibilità per l’istante di acquisire dalla madre incapiente, comproprietaria delle unità immobiliari ottenute per effetto del contratto di permuta, il credito d’imposta corrispondente alla detrazione a lei spettante, che a sua volta non potrà acquisire il credito corrispondente alla detrazione spettante alla figlia; tali crediti, invece, potranno essere ceduti alle imprese che hanno effettuato gli interventi, con la facoltà di successiva cessione.

Infatti, ai sensi dell’art. 16, comma 1-septies del dl n. 63/2013, è prevista la facoltà per i soggetti beneficiari di:

optare, in luogo della detrazione, per la cessione del corrispondente credito alle imprese che hanno effettuato gli interventi ovvero ad altri soggetti privati, con la facoltà di successiva cessione del credito. Rimane esclusa la cessione a istituti di credito e intermediari finanziari.

Tuttavia con le 2 circolari nn. 11/E/2018 e 17/E/2018, l’Agenzia ha specificato che per “soggetti privati cessionari” devono intendersi i soggetti “diversi dai fornitori”, benché collegati al rapporto che ha dato origine alla detrazione; tale rapporto non è ravvisabile nel mero rapporto di parentela tra chi ha sostenuto la spesa e il cessionario, anche nel caso in cui la detrazione venga ceduta ad un parente in linea retta.

Nel caso di specie, si ritiene, pertanto, che il collegamento con il rapporto che ha dato origine alla detrazione, necessario ai fini della cedibilità del credito corrispondente alla detrazione medesima, non possa ravvisarvi nel mero rapporto di parentela tra il soggetto che ha sostenuto la spesa ed il cessionario.

 

Clicca qui per scaricare l’interpello n. 354/2019

 

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