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Ingegneri, architetti e geometri: quanto costa dotarsi di un POS? Come evitare sanzioni

Un professionista o un’impresa che si dota del POS può spendere da un minimo di 25-60 Euro ad un massimo di 120-180 Euro annui a seconda delle apparecchiature scelte.

Un professionista o un’impresa che si dota del POS può spendere da un minimo di 25-60 Euro ad un massimo di 120-180 Euro annui a seconda delle apparecchiature scelte.
È questa la sintesi delle prime due giornate di lavoro del tavolo tecnico avviato dal Ministero dello Sviluppo Economico con il Ministero delle Finanze e la Banca d’Italia, a seguito dell’entrata in vigore dell’obbligo di accettare pagamenti elettronici per gli importi superiori a 30 Euro.

In particolare, per dotarsi di POS occorre sostenere:

  • costi fissi, che servono a coprire la disponibilità dell’apparecchiatura POS e dipendono dalle diverse funzionalità che il terminale può offrire e dal tipo di tecnologia utilizzata per il collegamento
  • costi variabili, che sono, invece, legati al numero e all’ammontare delle transazioni effettuate e dal tipo di circuito utilizzato

Ricordiamo ai lettori che il CNAPPC prima e il CNI dopo hanno fornito i chiarimenti su come tutelarsi in merito all’obbligo di dotarsi di POS a partire dal 30 giugno 2014.
In estrema sintesi, per evitare contenziosi o il rischio di incappare in sanzioni (che in verità non sono mai state indicate), sarebbe opportuno indicare nel contratto scritto con la committenza che il “pagamento dei compensi professionali sarà effettuato a mezzo di bonifico elettronico, addebito diretto, bonifico bancario oppure mediante assegno“.

Clicca qui per scaricare la Circolare CNAPPC 21 maggio 2014, n. 79
Clicca qui per scaricare la Circolare CNI 10 giugno 2014, n. 382

 

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