Indennità di 600 euro per ingegneri e architetti: rinnovato per aprile e maggio

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Il decreto Rilancio rinnova per il mese di aprile e maggio il bonus erogato da Inarcassa destinato ai professionisti

Il decreto Rilancio ha previsto il rinnovo per i mesi di aprile e maggio del bonus erogato dalle Casse previdenziali privatizzate, tra cui Inarcassa.

Inarcassa al riguardo comunica che:“L’importo dei bonus, i requisiti di accesso, così come le modalità operative per inoltrare le richieste, dovranno essere regolamentati da un nuovo Decreto attuativo interministeriale, e non sono ancora stati resi noti. Ogni informazione sarà disponibile non appena verrà emanato il Decreto”.

Come avvenuto per il contributo del mese di marzo, si attende infatti la pubblicazione di un decreto interministeriale con i dettagli sul bonus.

Il bonus introdotto dal CuraItalia

Ricordiamo che il decreto #CuraItalia (dl 18/2020) ha previsto con l’art. 27 un’indennità di 600 euro per il mese di marzo, per i professionisti che hanno accesso alla gestione separata Inps. Lo stesso decreto istituisce all’art. 44 un fondo per il risarcimento dei danni subiti dall’emergenza per i lavoratori dipendenti e autonomi (il decreto non prevedeva né importi né i dettagli per accedere al fondo) .

A seguito delle istanze giunte dal mondo delle professioni è stato deciso di garantire anche ai professionisti iscritti alle Casse previdenziali (Inarcassa e altre casse previdenziali) l’indennità di 600 euro per il mese di marzo.

A tal scopo è stato firmato il decreto interministeriale del Ministero del Lavoro e del Ministero delle Finanze del 28 marzo.

L’indennità di 600 euro per i ingegneri e architetti per il mese di marzo

Per usufruire del bonus l’iscritto ha presentato esclusivamente nell’area riservata di Inarcassa On Line la richiesta.

In merito all’ammissibilità delle istanze, sono state ritenute accettabili le domande di:

  • di ingegneri e architetti non titolari di pensione;
  • per professionisti con reddito complessivo percepito nell’anno di imposta 2018 non superiore a 35.000 euro.

Le domande sono state presentate anche da coloro che abbiano percepito nell’anno di imposta 2018 un reddito complessivo compreso tra 35.000 euro e 50.000 euro a condizione di aver chiuso la partita IVA dal 23 febbraio al 31 marzo 2020 o di aver subito una riduzione di almeno un terzo del reddito nel primo trimestre 2020 rispetto al primo trimestre 2019.

Infine, secondo quanto previsto dal decreto, all’istanza deve essere allegata un’autodichiarazione circa il rispetto dei requisiti di ammissibilità, la copia fotostatica del documento d’identità in corso di validità e del codice fiscale, nonché le coordinate bancarie o postali per l’accreditamento dell’importo relativo al beneficio.

 

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compensus

 

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