Domicilio digitale e cittadinanza digitale: cosa cambia per cittadini, professionisti e imprese

Il 27 gennaio gennaio entra in vigore il nuovo Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD): ognuno di noi avrà domicilio digitale e cittadinanza digitale


Entrerà in vigore il 27 gennaio 2018 il nuovo Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD 2018).

Introdotto nel nostro ordinamento nel 2005, il Codice dell’Amministrazione Digitale è stato aggiornato dal recente dlgs 13 dicembre 2017, n. 217, con il quale sono state emanate le disposizioni integrative e correttive al dlgs.26 agosto 2016, n. 179, che a sua volta aveva disposto modifiche ed integrazioni al Codice.

L’obiettivo principale del CAD 2018 è di dotare cittadini, imprese e rappresentanti della Pubblica Amministrazione di strumenti idonei per rendere effettivi i diritti di cittadinanza digitale.

Con la nuova revisione sono stare introdotte ulteriori semplificazioni che tengono conto anche delle innovazioni tecnologiche degli ultimi dieci anni. Del resto, il testo originario (dlgs 82/2005) ha subito nel tempo diverse modifiche:

  • dlgs 4 aprile 2006, n. 159
  • legge 24 dicembre 2007, n. 244
  • legge 28 gennaio 2009 n. 2
  • legge 18 giugno 2009, n. 69
  • legge 3 agosto 2009, n. 102
  • dlgs 30 dicembre 2010, n. 235
  • legge n. 221/2012 (recante i principi dell’Agenda Digitale)
  • legge n. 98/2013 (decreto del fare)
  • dlgs n. 179 del 26 agosto 2016 (riforma Madia)
  • dlgs 13 dicembre 2017, n. 217

Vediamo in sintesi cosa prevede il CAD 2018.

 

Domicilio digitale

Con l’entrata in vigore del nuovo Codice dell’Amministrazione Digitale, i cittadini potranno, non obbligatoriamente, scegliere di eleggere un domicilio digitale, che corrisponderà al loro indirizzo di posta elettronica certificata.

Il domicilio digitale sarà la destinazione di ogni comunicazione avente valore legale dalla PA e dai privati, comprese multe e sanzioni.

Per avere un domicilio digitale l’utente dovrà avere una PEC (Posta Elettronica Certificata) e un’identità Spid (Sistema Pubblico di Identità Digitale). Non sarà necessario comunicare il proprio domicilio digitale perché entro il 2019 sarà creato un unico database di tutte le PEC dei cittadini italiani (analogo all’elenco INI-PEC di professionisti e aziende) dal quale gli enti della Pubblica Amministrazione andranno poi a pescare per inviare tutte le comunicazioni del caso.

Per i professionisti iscritti in albi ed elenchi, il domicilio digitale è l’indirizzo inserito nell’elenco INI-PEC.

Dal momento in cui un cittadino, un professionista o un’impresa sceglierà di eleggere un domicilio digitale, la ricezione di una contestazione via PEC da parte della pubblica amministrazione equivarrà alla notifica fatta dal postino o da un messo incaricato.

Il CAD 2018 prevede comunque la possibilità di cancellazione del domicilio digitale e il divieto di utilizzo, senza il consenso del titolare, per scopi diversi da quelli dell’invio di comunicazioni delle PA.

Cittadinanza digitale

Cittadini, professionisti e aziende avranno un proprio spazio personalizzato su una piattaforma digitale per:

  • fruire di servizi digitali offerti dalla Pubblica Amministrazione
  • gestire tutti i rapporti intercorsi con la Pubblica Amministrazione
  • ricevere promemoria su scadenze fiscali ed ogni tipo di adempimento vincolante in avvicinamento e prossime alla scadenza
  • consultare comunicazioni ufficiali come risultati di concorsi e molto altro ancora

Nelle intenzioni del legislatore la cittadinanza digitale dovrebbe concretizzarsi in una sorta di “dashboard centrale”  o “personal page” dove ogni cittadino, professionista e impresa potrà gestire il proprio rapporto con la Pubblica Amministrazione e avere sempre uno “storico” dei rapporti intercorsi.

Fisco e pagamenti

Il Codice dell’Amministrazione Digitale varrà anche per gli atti tributari e di riscossione.

Pertanto, le comunicazioni inviate dall’Agenzia delle Entrate via posta elettronica certificata, come accertamenti e solleciti di pagamento, avranno valore legale e saranno trattate alla stregua di una notifica “postale”.

Le nuove norme si applicano a tutti gli atti di liquidazione, rettifica, accertamento e irrogazione delle sanzioni di natura tributaria. Il CAD 2018, inoltre, impone alla PA di accettare pagamenti digitali per qualunque tipologia di servizio erogato: dalla mensa alle multe.
Tra le forme di pagamento consentite ci sono anche i micropagamenti con smartphone con accredito diretto sul credito residuo.

 

Clicca qui per scaricare il dlgs 217/2017 (aggiornamento CAD)

 

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