Addio climatizzazione, in arrivo il calcecanapulo

Calcecanapulo: il biomattone a base di calce e scarto legnoso della canapa dalle elevate caratteristiche prestazionali, basso impatto ambientale ed alte prestazioni energetiche

Al fine di garantire prestazioni sempre più elevate in linea con i nuovi standard in materia di sostenibilità ambientale nelle costruzioni, si segnala il “calcecanapulo”, ossia il biomattone elaborato da ENEA e dal Politecnico di Milano (PoliMi).

Ricavato da una miscela di calce e canapulo (lo scarto legnoso della canapa), il materiale altamente innovativo è in grado di mantenere una temperatura media interna di 26° ed evitare, così, il ricorso alla climatizzazione, risparmiando fino al 50% di energia.

Le altre importanti caratteristiche prestazionali che il biomattone possiede, sono:

  • basso impatto ambientale;
  • alte prestazioni energetiche;
  • traspirabilità;
  • ottime capacità isolanti;
  • protezione dall’umidità;
  • comfort.

In pratica, i blocchi in calcecanapulo funzionano come un sistema in grado di sottrarre CO2 dall’atmosfera e tenerla bloccata per un tempo sufficientemente lungo.

Dai primi dati sperimentali risulta, infatti, una buona performance termoigrometrica della parete che, indipendentemente dalle oscillazioni di umidità e temperatura esterne, si assesta su valori interni constanti, senza l’utilizzo di condizionatori e per l’intero periodo di misura effettuato nei mesi più caldi.

Il progetto portato avanti dai ricercatori si sviluppa attraverso varie fasi che coniugano studio in laboratorio ed esperienza sul campo, quali:

  • la valutazione delle prestazioni ambientali del calcecanapulo mediante l’analisi del ciclo di vita (LCA), con prove in laboratorio in camera climatica a 23° e a 35°;
  • la valutazione delle prestazioni ambientali del calcecanapulo mediante prove in situ, con una serie di misurazioni su edifici costruiti con le stesse tecnologie in Sicilia e in Veneto;
  • la previsione del comportamento termoigrometrico di edifici in condizioni climatiche reali attraverso una serie di calcoli e modelli matematici;
  • il confronto tra i dati della sperimentazione e quelli ottenuti attraverso le simulazioni numeriche.

Come sottolineato dai ricercatori del Politecnico di Milano e del Centro Ricerche ENEA di Brindisi:

Lo studio ha evidenziato nel complesso un bilancio ambientale molto positivo per quanto riguarda l’impronta di carbonio: in pratica la parete in blocchi in calcecanapulo funziona come un sistema in grado di sottrarre CO2 dall’atmosfera e tenerla bloccata per un tempo sufficientemente lungo. Inoltre dai primi dati sperimentali emerge la buona performance termoigrometrica della parete che, indipendentemente dalle oscillazioni di umidità e temperatura esterne, si assesta su valori interni constanti, senza l’utilizzo di condizionatori e per l’intero periodo di misura effettuato nei mesi più caldi.

I risultati di questa ricerca sono stati recentemente presentati al convegno internazionale “Resilient Built Environment for Sustainable Mediterranean Countries (SBE 2019)” organizzato dal Politecnico di Milano in collaborazione con altre organizzazioni internazionali (International Council for Research and Innovation in Building and Construction, International Initiative for a Sustainable Built Environment, United Nations Environment Programme e International Federation of Consulting Engineers).

 

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