In arrivo la Centrale per la progettazione delle opere pubbliche

Confermata nel ddl Bilancio 2019 l’istituzione, a partire dal 1° gennaio 2019, della Centrale per la progettazione delle opere pubbliche. Attività svolte, personale e reazioni delle categorie professionali

Prevista dal disegno di legge di Bilancio 2019 l’istituzione della Centrale per la progettazione delle opere pubbliche, confermata anche nell’ultima versione del testo licenziata dalla Camera dei Deputati l’8 dicembre scorso.

Le varie bozze che si sono succedute ne hanno modificato funzioni, ruolo e numero del personale, fino all’ultima che ha iniziato il suo iter di approvazione in Parlamento.

In particolare il comma 86, art. 1, stabilisce che:

 A decorrere dal 1° gennaio 2019, è istituita la « Centrale per la progettazione delle opere pubbliche », di seguito denominata « Centrale ».

Al comma 87 viene specificato che la Centrale opererà in autonomia amministrativa, organizzativa, funzionale e contabile, sotto la responsabilità di un coordinatore che ne dirige l’attività, la rappresenterà con indipendenza di giudizio nelle valutazioni tecniche, anche attivando opportune collaborazioni con gli altri organi dello Stato aventi competenze per le opere di cui trattasi.

Il comma 88 definisce le attività svolte dalla Centrale che si occupa della progettazione di opere pubbliche su richiesta delle amministrazioni centrali e degli enti territoriali interessati che ad essa possono rivolgersi, previa convenzione e senza oneri diretti di prestazioni professionali rese per gli enti territoriali richiedenti.

Inoltre, i commi dall’89 al 93 definiscono l’assunzione del personale, fino agli oneri connessi all’istituzione della Centrale.

Centrale, cos’è e le attività svolte

La Centrale è il nuovo “organo tecnico dotato di specifiche competenze e di elevata capacità professionale” a servizio delle amministrazioni centrali e degli enti territoriali a cui affidare la progettazione di opere pubbliche, previa stipula di apposita convenzione.

La Centrale svolgerà le seguenti attività:

  • progettazione di opere pubbliche e ogni altra prestazione relativa alla progettazione di fattibilità tecnica ed economica, definitiva ed esecutiva di lavori, collaudo, nonché, ove richiesta, direzione dei lavori e incarichi di supporto tecnico-amministrativo alle attività del responsabile del procedimento e del dirigente competente alla programmazione dei lavori pubblici;
  • gestione delle procedure di appalto in tema di progettazione per conto della stazione appaltante interessata;
  • predisposizione di modelli di progettazione per opere simili o con elevato grado di uniformità e ripetitività;
  • valutazione economica e finanziaria del singolo intervento;
  • assistenza tecnica alle amministrazioni coinvolte nel partenariato pubblico-privato.

Personale

Per consentire lo svolgimento di questi compiti il disegno di legge prevede l’assunzione, a tempo indeterminato a decorrere dal 2019, di un massimo di 300 unità di personale, di cui:

  • almeno il 70% con profilo tecnico
  • nei limiti del 5% con qualifica dirigenziale

oltre al coordinatore, con nomina triennale rinnovabile,equiparato a dirigente di prima fascia.

Assunzioni

Le assunzioni potranno avvenire anche per tranche, in momenti diversi.

Ci sarà un concorso pubblico svolto da una commissione permanente di valutazione, con presidente designato dal presidente del Consiglio dei ministri; le modalità
di svolgimento e i criteri per la selezione, sono stabiliti con decreto da emanare.

Tuttavia, al fin di garantire l’immediata operatività, in riferimento alle prime 50 unità di personale, nel testo viene specificato che è possibile procedere al reclutamento attingendo dal personale di ruolo della pubblica amministrazione, anche mediante assegnazione temporanea, con il consenso dell’interessato e sulla base di appositi protocolli d’intesa con le amministrazioni pubbliche coinvolte.

Infine, un ulteriore provvedimento, un dpr da emanare entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di Bilancio 2019, dovrà stabilire le modalità organizzative della Centrale e le misure per coordinare le attività di progettazione della stessa con quelle svolte dagli organi tecnici del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e dalla società Consip.

Le reazioni delle associazioni di categoria

La possibile istituzione di una Centrale per la progettazione delle opere pubbliche è una misura che ha scatenato il disappunto di associazioni di categoria.

Dura è la presa di posizione della Rete delle Professioni Tecniche (RPT) e dell’Associazione delle società di ingegneria e architettura aderente a Confindustria (OICE), vista come

una nuova Italstat, che non crea una netta distinzione tra controllori e controllati, a scapito della qualità.

Analogamente Inarsind, sindacato degli architetti e ingegneri liberi professionisti, sostiene che:

Ancora una volta si insiste sulla strada della non chiarezza e della commistione di ruoli, di coincidenza tra controllore e controllato.

Infine, le parole del presidente di Inarcassa

In un periodo in cui i liberi professionisti stanno coraggiosamente lottando per affrontare e superare la crisi del settore dei lavori pubblici accentrare tutti i compiti inerenti alla progettazione di un’opera pubblica in un soggetto creato dal nulla è una vera e propria retromarcia.

 

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Clicca qui per scaricare il ddl Bilancio 2019, testo approvato dalla Camera dei Deputati (8 dicembre 2018)

 


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1 commento
  1. ROCCO SICARI
    ROCCO SICARI dice:

    Naturalmente sarà una centrale di “tecnici predestinati”, e non sulle competenze. Come ingegnere non sono d’accordo, chi avrà un incarico tecnico da un Comune o da qualsiasi ente statale? nessuno! La cultura tecnica non è ben vista da tutti i politici, in particolari da quest’ultimi.

    Rispondi

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