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Imposte sugli immobili, ecco il TUC!

Nel corso della discussione della Legge di Stabilità in Parlamento è stato presentato un emendamento che definisce un nuovo tributo che dovrebbe sostituire la Trise, il TUC .

Il settore delle imposte sulla casa, negli ultimi tempi, è in forte fermento.

Basti pensare alla Tares, la tassa sui rifiuti che ha sostituito Tarsu e Tia, che sta già per andare in pensione subito dopo la sua entrata in vigore. C’è pure qualche tributo che esce di scena ancor prima di fare la sua comparsa, la Trise, il tributo definito dalla Legge di Stabilità, che doveva accorpare la tassa per la gestione dei rifiuti solidi urbani e il tributo dovuto ai Comuni per i cosiddetti servizi comuni indivisibili.
Nel corso della discussione della Legge di Stabilità in Parlamento, infatti, è stato presentato un emendamento che definisce un nuovo tributo che dovrebbe sostituire la Trise, il TUC.
Vediamo in cosa consiste.

ll Tributo Unico Comunale è un’imposta che dovrebbe accorpare i tributi patrimoniali dovuti per il possesso di un immobile e quelli dovuti al comune per i servizi indivisibili.
Nella parte immobiliare andrebbe a sostituire la componente Irpef relativa al possesso di immobili e le sue addizionali, dovuta per gli immobili non locati, oltre all’Imposta Municipale Unica.
Per la restante parte, invece, servirebbe per pagare quei servizi che non vengono offerti su richiesta individuale, come l’illuminazione pubblica, la sicurezza, l’anagrafe e la manutenzione stradale, etc.
Quindi la componente relativa alla gestione dei rifiuti urbani dovrebbe risultarne esclusa, a differenza di quanto avveniva con la Trise; pertanto, analogamente a quanto è avvenuto fino ad ora con Imu e Tares, avremo un’imposta sulla casa e una sui rifiuti.
In caso di pluralità di possessori o detentori, essi sono tenuti in solido all’adempimento dell’unica obbligazione tributaria.

In base all’emendamento al disegno di Legge di Stabilità presentato in Commissione Bilancio del Senato, questo nuovo tributo non dovrebbe superare l’aliquota complessiva del 10,6 per mille del valore catastale.

L’aliquota sarebbe così composta:

  • 8,1 per mille a carico del proprietario e sarebbe dovuto per il possesso della casa. Da questo tributo sarebbero però esclusi prime case, terreni agricoli e fabbricati rurali;
  • 1,5 per mille, a carico di chi occupa l’immobile a qualunque titolo;
  • 1 per mille nel caso in cui proprietario ed utilizzatore coincidano. Anche in questo caso ne sarebbero esclusi prime case, terreni agricoli e fabbricati rurali.

E’ prevista la facoltà dei Comuni di prevedere delle esenzioni o delle riduzioni per gli immobili con un solo occupante, per le abitazioni adibite ad uso stagionale, per i fabbricati rurali ad uso abitativo e per gli immobili destinati alle attività turistico-ricettive.

Il pagamento dovrebbe essere suddiviso in 3 rate, da pagare entro le scadenze del 16 aprile, 16 agosto e 16 dicembre

Clicca qui per scaricare la bozza del Disegno di Legge di Stabilità 2014

 

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