Impianti Fotovoltaici: regole più rigide per gli impianti a terra in Puglia ed Emilia Romagna

La Puglia approva le Linee Guida per le energie rinnovabili

Le Regioni Puglia ed Emilia Romagna sono in procinto di emanare provvedimenti finalizzati a individuare le aree idonee, o meglio, le aree non idonee all’installazione di impianti fotovoltaici “a terra”, cioè direttamente al suolo.

La Regione Puglia, con un comunicato stampa, ha fatto sapere che la Giunta ha approvato le “Linee Guida Regionali in Materia di Energia Rinnovabile“.
Tale provvedimento, ora all’esame delle commissioni regionali competenti, dovrebbe entrare in vigore il 1° gennaio 2011, dopo aver ottenuto il via libero definitivo dalla Giunta Regionale.
Le Linee Guida della Regione Puglia si compongono di circa 200 pagine e sono conformi alle disposizioni delle Linee Guida Nazionali.
Il documento predisposto dall’amministrazione guidata da Nichi Vendola, oltre a individuare le aree non idonee all’installazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili, prevede l’adozione di procedure informatizzate che dovrebbero consentire l’espressione del parere sulle istanze presentate entro 180 giorni.
La perimetrazione delle aree non idonee sarà consultabile sul sito http://www.cartografico.puglia.it.

Diverso il percorso seguito dalla Regione Emilia-Romagna che, nell’attesa dell’emanazione delle linee guida regionali, ha optato per un provvedimento di natura transitoria (una delibera) che disciplini le zone idonee (e non) all’installazione degli impianti fotovoltaici e la potenza degli impianti stessi.
In particolare, la delibera dell’Emilia Romagna approvata il 6 dicembre 2010:

  • privilegia l’installazione sugli edifici esistenti e nelle fasce di rispetto delle infrastrutture lineari (strade, autostrade, ferrovie, etc.);
  • introduce pesanti limitazioni per le aree sottoposte a tutela nelle quali sarebbe possibile installare impianti di potenza ridotta destinati esclusivamente all’autoconsumo;
  • include tra le aree non idonee anche quelle boschive che sono state colpite da incendi negli ultimi 10 anni (individuate in base alla legge quadro sugli incendi boschivi);
  • permette l’installazione degli impianti solari in aree di cava dismesse se compatibili con la destinazione finale della medesima cava;
  • non introduce limiti particolari per gli impianti collocati su edifici.

Per le aziende agricole è prevista la possibilità di installare impianti fotovoltaici che impegnino una superficie fino ad un massimo del 10% della superficie agricola disponibile.
Nel rispetto di tale limite la potenza installata (per ciascuna azienda) potrà essere pari a 200 kWp aumentata di 10 kW per ogni altro ettaro destinato all’agricoltura, fino ad un massimo di 1 MWp.
Tale limite coincide (non casualmente) con quello definito dall’Agenzia delle Entrate per poter considerare il reddito prodotto dall’impianto come reddito agrario (art. 32 T.U.I.R.).

Al riguardo si può consultare la Newsletter n. 213 di BibLus-net.

Clicca qui per scaricare il testo delle “Linee Guida per l’autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili”
Clicca qui per scaricare la sintesi della Delibera approvata dalla Regione Emilia Romagna

 

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