Gli immobili degradati (unità collabenti) sono quasi mezzo milione. In testa alla classifica Frosinone

Immobili degradati: quasi mezzo milione di immobili in dissesto, parzialmente o totalmente inutilizzabili. Ecco i dati sulle varie città d’Italia e le opportunità di riqualificazione

Il Centro studi Unimpresa, in collaborazione con l’Agenzia delle Entrate, ha presentato un’indagine statistica sullo stato degli immobili in Italia: oltre 450 mila costruzioni sono classificate come degradate, secondo i parametri catastali.

Il rapporto rispetto agli edifici sani (che in totale sono circa 63 milioni) è pari allo 0,72%.

Unimpresa sottolinea come, oltre una fonte di preoccupazione, questa situazione potrebbe rivelarsi anche un’occasione per il mercato dell’edilizia e per tutto l’indotto, dall’arredamento agli accessori.

Immobili degradati in Italia: i dati

Frosinone si posiziona in testa alla classifica sia per il numero assoluto di immobili degradati sia per il rapporto tra immobili degradati e quelli in buone condizioni.

Seguono Cosenza, Cuneo, Benevento e Foggia.

Nella tabella seguente forniamo i dati relativi allo studio di Unimpresa.

Città Immobili degradati Altri immobili Rapporto immobili degradati/altri immobili
Frosinone 28.596 410.813 6,96 %
Cosenza 15.188 798.600 1,90 %
Cuneo 12.003 870.155 1,38 %
Benevento 10.942 259.589 4,22 %
Foggia 9.996 679.060 1,47 %
Aosta 7.783 270.043 2,88 %
Siracusa 7.123 379.960 1,87 %
Piacenza 5.054 370.657 1,36 %
Verbanio Cusio 5.046 253.702 1,99 %
Vibo Valentia 4.822 175.901 2,74 %
Altre province 345.848 58.393.439 0,59 %
Totale generale 452.401 62.861.919 0,72 %

Immobili degradati e Imu

In Catasto sono individuate con la categoria F/2 (unità collabenti) le unità immobiliari che, prese nello stato in cui si trovano, non sono in grado di produrre reddito: unità immobiliari fatiscenti o inagibili e unità immobiliari parzialmente demolite .

Il cospicuo aumento del numero di fabbricati degradati, +70% rispetto al 2011 (anno di introduzione dell’Imu), potrebbe ricondursi proprio alla possibilità di esenzione dall’imposta municipale unica. Infatti, ai fini del versamento dell’Imu, tali fabbricati non dovrebbero essere assoggettati al tributo, per assenza della rendita catastale.

Tuttavia (come precisato da una sentenza di Cassazione, n. 5166/2013), nel caso di un fabbricato collabente, il tributo è dovuto sul valore dell’area edificabile corrispondente, anche se il suolo su cui lo stesso insiste ha una destinazione agricola.

Di fatto un’area può essere edificabile:

  • di diritto, vale a dire quando è identificata come tale dagli strumenti urbanistici generali
  • di fatto, in quanto avente una vocazione edificatoria pur se non prevista negli strumenti urbanistici, poiché dotata di caratteristiche tali da farla ritenere di probabile edificazione

 

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