Ecco le prime immagini degli edifici danneggiati dal sisma e i meccanismi di collasso

Ecco le prime immagini degli edifici danneggiati a seguito del sisma del 24 agosto, raccolti nel documento ReLUIS, con l’indicazione dei meccanismi di collasso

Il sisma del 24 agosto 2016 di magnitudo 6.0, che ha interessato le province di Rieti, Ascoli Piceno e Perugia, ha provocato ingenti danni ai fabbricati, con numerosi morti e feriti.

Continuano le attività ReLUIS (Consorzio della Rete dei Laboratori Universitari di Ingegneria Sismica) dell’Università di Napoli, sotto il coordinamento del Dipartimento della Protezione Civile Nazionale. Le squadre ReLUIS hanno effettuato verifiche di agibilità su una serie di scuole ed edifici pubblici nei Comuni di:

  • Recanati
  • Macerata
  • Cingoli
  • Colledara
  • Montorio al Vomano
  • Cittareale
  • Leonessa
  • Tolentino
  • San Ginesio
  • Norcia
  • Arquata del Tronto
  • Montegallo
  • Recanati
  • Posta
  • Ascoli Piceno

In questo articolo proponiamo il documento appena pubblicato da ReLUIS contenente le immagini degli edifici danneggiati dal sisma.

Per ogni struttura fotografata è descritto sinteticamente il meccanismo di rottura, come ad esempio:

  • fessurazione diagonale per crisi a taglio di maschi murari
  • fessurazione orizzontale in corrispondenza di giunzione del tetto di un edificio in muratura
  • meccanismo incipiente di ribaltamento di una facciata di un edificio in muratura
  • distacco della tamponatura in laterizio dal telaio in c.a.
  • ribaltamento fuori dal piano di una tamponatura in laterizio in corrispondenza di una trave a ginocchio
  • lesione verticale con meccanismo di ribaltamento fuori dal piano di un maschio murario

 

Di seguito proponiamo una galleria con alcune immagini degli edifici colpiti dal sisma.

 

 

 

Clicca qui per scaricare il report fotografico ReLUIS

 

Vuoi rimanere aggiornato su questo argomento e sulle principali novità legate al mondo dell'edilizia?

Iscriviti GRATIS alla Newsletter

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *