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IFC, cos’è e a che serve? Qual è il legame con il BIM?

L’IFC è un formato di dati che ha lo scopo di consentire l’interscambio di un modello informativo senza perdita o distorsione di dati o informazioni. Ecco caratteristiche, vantaggi e legame con il BIM

Il BIM (Building Information Modeling) è una delle tecnologie più innovative e promettenti del settore delle costruzioni.

Il BIM può essere definito come un processo di programmazione, progettazione, realizzazione e manutenzione di una costruzione che utilizza un modello informativo di un edificio che contiene tutte le informazioni che riguardano il suo intero ciclo di vita.

Grazie al BIM è possibile ricreare un modello virtuale di edificio che non è una semplice rappresentazione 3D, ma un modello dinamico che contiene tutta una serie di informazioni su:

  • geometria
  • materiali
  • struttura portante
  • caratteristiche termiche e prestazioni energetiche
  • impianti
  • costi
  • sicurezza
  • manutenzione
  • ciclo di vita
  • etc.

Per conoscere tutti i dettagli e i vantaggi del BIM, si rimanda a un precedente articolo “Cos’è il BIM (Building Information Modeling)?“.

BIM e interoperabilità

Il progetto e la realizzazione di un edificio coinvolgono varie figure che operano ciascuna all’interno della propria area di interesse. Assume dunque importanza strategica per i vari attori coinvolti la possibilità di scambiare informazioni al fine di collaborare efficacemente alla realizzazione di un progetto condiviso.

Ed ecco quindi la necessità di un formato standard, che consenta l’interoperabilità e l’interscambio dei dati in modo sicuro, senza errori e/o perdita di informazioni. E’ proprio questo lo scopo del formato IFC.

Interoperabilità BIM

Interoperabilità BIM

Cos’è IFC

L’IFC, Industry Foundation Classes, è un particolare formato di dati che ha lo scopo di consentire l’interscambio di un modello informativo senza perdita o distorsione di dati o informazioni.

Si tratta di un formato file aperto, neutrale, non controllato da singoli produttori software, nato per facilitare l’interoperabilità tra i vari operatori.

L’IFC è stato progettato per elaborare tutte le informazioni dell’edificio, attraverso l’intero suo ciclo di vita, dall’analisi di fattibilità fino alla sua realizzazione e manutenzione, passando per le varie fasi di progettazione e pianificazione.

La storia dell’IFC

L’iniziativa IFC nasce nel 1994, quando un consorzio industriale investì nella realizzazione di un apposito codice informatico (insieme di classi C++) in grado di supportare lo sviluppo di applicazioni integrate; dodici società statunitensi aderirono al consorzio, che prese il nome di “Industry Alliance for Interoperability”.

Nel settembre 1995 l’Alleanza aprì l’adesione a tutte le parti interessate e nel 1997 cambiò il suo nome in “International Alliance for Interoperability”.

La nuova Alleanza fu ricostituita come organizzazione no profit, con l’obiettivo di sviluppare e promuovere l’Industry Foundation Classes (IFC) come modello di dati neutro, utile a raccogliere informazioni relative a tutto il ciclo di vita di un edificio e dei suoi impianti.

Dal 2005 l’Alleanza porta avanti le proprie attività tramite buildingSMART.

BuildingSMART è oggi un’alleanza a livello mondiale che guida lo sviluppo di uno standard internazionale di strumenti e formazione per sostenere l’ampio uso del BIM.

Come funziona l’IFC

 

L’architettura IFC basa la propria struttura su:

  • semantica
  • relazioni
  • proprietà

Gli elementi sono pensati per descrivere i componenti di un edificio, come ad esempio impianti, spazi, zone, arredo, elementi strutturali (pilastri, travi, pareti, solai, etc.), includendo le proprietà specifiche di ogni oggetto. Grazie a questa suddivisione ad ogni oggetto è possibile associare determinate grandezze come ad esempio:

  • forma
  • costo
  • richiesta di manutenzione
  • posizione
  • prestazione energetica
  • connessioni con altri oggetti
  • sicurezza
  • caratteristiche fisiche e meccaniche

Tutti questi dati sono in genere codificati su uno dei tre formati disponibili:

  • .ifc: formato di file predefinito basato sullo standard ISO-STEP
  • .ifcxml: codifica basata sul linguaggio XML
  • .ifczip: archivio compresso di uno di questi formati, che possono contenere anche materiale aggiuntivo, come PDF o immagini

architettura_IFC

Secondo buildingSMART, il formato IFC è lo strumento principale per la realizzazione dell’Open BIM, “il quale rappresenta un approccio universale alla collaborazione per la progettazione e la costruzione degli edifici basati su standard e flussi di lavoro aperti”.

Quali sono i vantaggi dell’IFC

Il principale vantaggio offerto dal formato IFC è la possibilità di consentire la collaborazione tra le varie figure coinvolte nel processo di costruzione, permettendo loro di scambiare informazioni attraverso un formato standard.

Questo comporta maggiore qualità, riduzione degli errori, abbattimento dei costi e risparmio dei tempi, con dati e informazioni coerenti in fase di progetto, realizzazione e manutenzione.

Certificazione IFC

La buildingSMART International ha definito un processo di certificazione che assicura la correttezza dell’importazione ed esportazione dei propri dati IFC, con la garanzia di conformità agli standard.

Tutti i software certificati IFC sono in grado di leggere, scrivere e scambiare informazioni con altri programmi. Secondo i dati forniti dalla buildingSMART, lo standard IFC è supportato da più di 140 piattaforme software.

Edificius, il software ACCA per la progettazione architettonica BIM, possiede la certificazione IFC  CV2.0 (Coordination View 2.0).

 

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