I livelli di progettazione delle opere pubbliche e la discrezionalità del Responsabile del Procedimento: il parere dell’Autorità di Vigilanza

Il progetto di un’opera pubblica, alla luce dell’art. 16, comma 1, della Legge n. 109/1994 e s.m., si articola, di norma, secondo tre livelli di successivi approfondimenti tecnici: preliminare, definitivo ed esecutivo.

Il progetto di un’opera pubblica, alla luce dell’art. 16, comma 1, della Legge n. 109/1994 e s.m., si articola, di norma, secondo tre livelli di successivi approfondimenti tecnici: preliminare, definitivo ed esecutivo.
L’Autorità di Vigilanza, con la DETERMINAZIONE n. 9 del 22 novembre 2005, esamina tutti i possibili casi in cui sia consentito alla stazione appaltante derogare a tale norma.
Il citato art. 16, al comma 2, infatti, consente al R.U.P. (Responsabile Unico del Procedimento) di modificare i contenuti dei singoli livelli progettuali qualora li ritenga insufficienti od eccessivi .
In particolare, il R.U.P., nei casi di non elevata complessità dell’opera, può ridurre il numero dei livelli di progettazione attraverso l’unificazione di uno o più livelli.
In questo caso, il R.U.P. deve assicurare che il livello di progettazione successivo assorba i contenuti principali ed essenziali del livello precedente, nei limiti indicati dallo stesso R.U.P..
L’unificazione di più livelli di progettazione, comunque, non può comportare il ridimensionamento dei contenuti del progetto esecutivo o comunque, più in generale, dei contenuti dell’ultimo livello di progettazione posto a base di gara.

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DETERMINAZIONE n. 9 del 22 novembre 2005 267 Kb ACCAreader

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