Immobili nel reddito di lavoro autonomo, ecco la guida dei commercialisti

Le regole per la deducibilità degli immobili nel reddito di lavoro autonomo: ammortamenti e canoni di locazione; spese ammodernamento, ristrutturazione, manutenzione, plusvalenze e minusvalenze

Pubblicata la guida dei commercialisti alla gestione fiscale degli immobili utilizzati nell’esercizio delle attività.

Per la determinazione del reddito derivante dall’esercizio abituale di arti e professioni si fa riferimento all’art. 54 del TUIR che stabilisce, appunto, le modalità di determinazione del reddito derivante dall’esercizio abituale di arti e professioni, laddove il reddito è dato dalla differenza tra:

  • il totale dei compensi in natura o in natura percepiti nel periodo di imposta
  • il totale delle spese sostenute nel periodo stesso nell’esercizio delle attività.

Tuttavia, nel corso del tempo, la disciplina ha subito diverse modifiche, soprattutto finalizzate alla volontà di ridurre le differenze tra le regole di determinazione del reddito di lavoro autonomo e quelle del reddito di impresa.

Guida

La Fondazione nazionale dei commercialisti ha pubblicato al riguardo un’utile guida che intende fornire una panoramica della disciplina relativa al trattamento fiscale degli immobili per l’esercizio delle attività soffermandosi, in particolar modo, sulle differenze di trattamento a seconda che l’immobile sia di tipo strumentale o utilizzato in uso promiscuo, distinguendoli a loro volta tra quelli di proprietà o in leasing.

Il documento fornisce, quindi, le regole per la deducibilità di:

  • ammortamenti e canoni di locazione
  • spese di ammodernamento, ristrutturazione e manutenzione
  • plusvalenze e minusvalenze

Ammortamenti e canoni di locazione

Nella guida è dettagliata la disciplina e le modifiche subite nel corso del tempo in relazione alla deducibilità degli ammortamenti e dei canoni di locazione degli immobili sia strumentali che adibiti ad uso promiscui utilizzati nelle attività di lavoro autonomo, ossia:

  • immobili strumentali, utilizzati direttamente dal lavoretto autonomo per l’esercizio esclusivo dell’attività, considerando a loro volta se sono
    • immobili di proprietà del lavoratore autonomo
    • immobili in leasing
  • immobili a d uso promiscuo, destinati in parte all’attività professionale ed in parte a finalità, considerando a loro volta se sono
    • immobili di proprietà del lavoratore autonomo
    • immobili in leasing

Le spese di ammodernamento, ristrutturazione e manutenzione

Il documento analizza, poi, le regole per la deducibilità delle spese di:

  • ammodernamento
  • ristrutturazione
  • manutenzione

sostenute sugli immobili strumentali.

Chiarito, inoltre, che tale deducibilità dipende dalla natura delle spese stesse.

Le plusvalenze e le minusvalenze

Il documento chiude con l’analizzare le plusvalenze e le minusvalenze derivanti dal realizzo degli immobili nell’ambito del reddito di lavoro autonomo.

Le plusvalenze relative a beni strumentali concorrono a formare reddito di lavoro autonomo, e quindi deducibili, se:

  • realizzate mediante cessione a titolo oneroso
  • realizzate mediante risarcimento, anche in forma di assicurazione, per la perdita o il danneggiamento dei beni
  • i beni sono destinati al consumo personale o familiare dell’esercente l’arte o la professione o a finalità estranee all’esercizio dell’attività di lavoro autonomo

Le minusvalenze, sempre relative ai beni strumentali, sono deducibili solo se realizzate mediante:

  • cessione a titolo oneroso
  • risarcimento, anche in forma di assicurazione, per la perdita o il danneggiamento dei beni

 

Clicca qui per scaricare la guida

 

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