Geotermia, ecco le linee guida del Mise

Geotermia, dal Ministero dello sviluppo economico le linee guida sugli impianti geotermici a media ed alta entalpia

La possibilità di utilizzo dell’energia geotermica assume sempre più interesse, si tratta di una risorsa naturale rinnovabile che consente non solo di ricavare calore per riscaldamento, ma anche produrre energia elettrica.

Ulteriori vantaggi possono inoltre essere ottenuti in caso di produzione geotermoelettrica associata all’uso diretto del calore in cascata (produzione combinata di energia elettrica e termica).

Il ciclo geotermico tradizionale prevede l’utilizzo in superficie del fluido (vapore: impianti dry steam; acqua calda in pressione: impianti single flash, da cui si ottiene per flash il vapore) dal quale viene prelevata l’energia necessaria per azionare le turbine collegate ai generatori elettrici. Il vapore esausto viene raccolto allo scarico delle turbine e inviato in appositi condensatori.

In questi condensatori il vapore si miscela in controcorrente con l’acqua, che viene raffreddata dall’aria ambiente in apposite torri refrigeranti, provviste di vasche di raccolta dell’acqua di condensa.

Quest’ultima in parte viene utilizzata nel condensatore come sopra descritto e in parte è reiniettata nel serbatoio naturale profondo attraverso pozzi dedicati, mentre una parte rilevante del fluido viene emesso in atmosfera, miscelato con l’aria di raffreddamento delle torri refrigeranti.

Tale ciclo, apparentemente complesso, consente di utilizzare al meglio l’energia termodinamica del fluido naturale, massimizzando il rendimento.

Linee guida geotermia

Il Ministero dello Sviluppo economico ha pubblicato le linee guida sulla geotermia a media ed alta entalpia, in attuazione della risoluzione in materia di geotermia approvata dalle Commissioni riunite Ambiente e Attività produttive della Camera il 15 aprile 2015.

Le linee guida sono state elaborate da un gruppo di lavoro esteso, al quale hanno partecipato operatori di settore, università, amministrazioni regionali e altri Ministeri.

I contenuti delle linee guida sulla geotermia riferiscono sia alle attività ordinarie (di competenza regionale), con reimmissione parziale dei fluidi geotermici nelle formazioni di provenienza, sia agli impianti pilota sperimentali (di competenza statale), che prevedono emissioni di processo nulle e reiniezione totale dei fluidi geotermici.

Linee guida geotermia, i contenuti

Ecco la struttura del documento:

  • Introduzione
  • Studi geologici e idrogeologici, di sottosuolo e di superficie
    • Indagini geochimiche
    • Indagini geofisiche
    • Studio di pre-fattibilità
  • Perforazione
  • Perforazione di “slim holes” per l’esplorazione di sistemi geotermici
    • Perforazione dei pozzi geotermici
    • Fluido di perforazione
    • Cementazione
    • Verifiche dell’isolamento e dell’ integrità del casing
    • Misure per eliminare il rischio di potenziale contaminazione delle falde acquifere superficiali
    • causata dal fluido utilizzato durante la perforazione
    • Protezione del terreno che ospita la postazione di sonda e monitoraggi
    • Misure di prevenzione e gestione di “blow-out” del pozzo
    • Consumo di acque dolci per la perforazione
    • Prove di produzione
  • Studio di fattibilità
  • Tutela del suolo e della risorsa idrica
    • Misure di tutela
    • Monitoraggio del suolo
    • Controllo delle deposizioni atmosferiche
    • Monitoraggio chimico-fisico delle acque superficiali e di falda e del livello dell’acquifero freatico e della sua qualità
    • Monitoraggio chimico-fisico dell’acquifero freatico
    • Monitoraggio chimico-fisico delle altre acque superficiali e di falda
  •  Qualità dell’aria
    • Emissioni inquinanti
    • Emissioni dalle centrali geotermolettriche a reiniezione parziale
    • Disposizioni operative
    • Piano di monitoraggio e controllo (PMC)
  • Monitoraggio e controllo del campo geotermico, della microsismicità, della subsidenza e delle pressioni di poro
    • Introduzione
    • Caratterizzazione geologica, strutturale e sismotettonica
    • Dominio di rilevazione
    • Caratteristiche e scopo del monitoraggio sismico
    • Caratteristiche del monitoraggio delle deformazioni del suolo
    • Caratteristiche delle misurazioni delle pressioni di poro
    • Pubblicazione dei dati di monitoraggio e divulgazione delle informazioni
    • Conclusioni e raccomandazioni sul monitoraggio
  • Requisiti per il riconoscimento di impianto pilota sperimentale per la produzione di energia elettrica

 

Clicca qui per scaricare le linee guida

 

Vuoi rimanere aggiornato su questo argomento e sulle principali novità legate al mondo dell'edilizia?

Iscriviti GRATIS alla Newsletter

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *