Fondo di garanzia per le infrastrutture idriche

Istituito il fondo di garanzia ARERA per le infrastrutture idriche. In arrivo investimenti per acquedotti, dighe, impianti fognari e di depurazione

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 168/2019 il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che istituisce il fondo di garanzia dello Stato per gli investimenti sulle infrastrutture idriche, che diventa quindi pienamente operativo.

Un provvedimento a lungo atteso, determinante per la realizzazione delle opere necessarie a contrastare i frequenti fenomeni di siccità che interessano vaste aree del territorio nazionale.

Il decreto crea uno specifico fondo di garanzia istituito presso ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) che supporterà, oltre agli investimenti per le infrastrutture del servizio idrico integrato, come le reti acquedottistiche o gli impianti fognari e di depurazione, anche quelli riguardanti le dighe, con priorità per quelle destinate all’uso potabile e plurimo.

Sono contemplati pure gli interventi previsti dal Piano nazionale nel settore idrico, sia della sezione “invasi” , già adottato lo scorso 17 aprile 2019, sia degli acquedotti, di prossima adozione.

La garanzia dello Stato è prevista anche per quelle opere destinate all’uso potabile che, pur non ricadendo nel Piano, rispondono ai criteri previsti dal decreto; quindi pure quelle non ancora finanziate e avviate, ma necessarie all’adeguamento delle infrastrutture idriche ai parametri di qualità tecnica fissati da ARERA.

Sarà, infatti, la stessa autorità a definire le modalità di accesso al fondo e, insieme ai Ministeri coinvolti nel processo (ovvero i Ministeri dell’Economia e finanze, Infrastrutture e trasporti, Ambiente e Sviluppo economico), a valutare il rischio delle proposte da ammettere al beneficio del credito.

Interventi finanziabili

Il Fondo è finalizzato al potenziamento delle infrastrutture idriche ed al superamento di deficit infrastrutturali attraverso la realizzazione degli interventi:

  1. interventi previsti nel Piano nazionale idrico
  2. interventi non ancora finanziati e avviati che si qualifichino come necessari all’adeguamento delle infrastrutture idriche ai parametri di qualità tecnica
  3. interventi riguardanti piccole dighe, non inseriti nel Piano nazionale

In merito al punto b) verrà data priorità alle infrastrutture idriche per l’uso potabile, per la realizzazione di:

  1. interventi da realizzare in via d’urgenza e funzionali all’adeguamento delle infrastrutture fognarie e depurative alle norme comunitarie e nazionali, in conseguenza della pendenza di procedure d’infrazione europea 
  2. interventi di carattere emergenziale, tra cui quelli resi necessari dal rilevamento di sostanze inquinanti nelle acque e funzionali al perseguimento degli obiettivi di qualità di cui alle direttive comunitarie
  3. interventi di carattere strategico, funzionali al conseguimento o miglioramento degli obiettivi di qualità del servizio idrico integrato, interventi volti al risanamento, ammodernamento o ampliamento delle reti idriche acquedottistiche anche ai fini del contenimento delle perdite
  4. interventi funzionali al SII, necessari e urgenti, finalizzati al recupero della capacità di invaso delle grandi dighe, al recupero della tenuta idraulica delle grandi dighe, alla messa in sicurezza sismica e idraulica delle grandi dighe, al completamento o adeguamento sia delle grandi dighe sia delle infrastrutture di adduzione e derivazione

Modalità di finanziamento

Il Fondo sostiene la finanziabilità degli investimenti attraverso la concessione di garanzie a favore del gestore titolato del servizio idrico integrato o del gestore o concessionario per le grandi dighe e le connesse opere di adduzione e derivazione nonché per le piccole dighe.

Il Fondo opera anche attraverso la concessione di garanzie dirette nei confronti di soggetti finanziatori o degli investitori secondo le modalità previste nel decreto e nei provvedimenti attuativi adottati dalla Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (ARERA).

 

Clicca qui per scaricare il decreto

 


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