Isolamento acustico degli edifici

Isolamento acustico degli edifici: come eseguire la verifiche e controllare gli indici di progettazione previsti dalle norme. Esempio pratico con un software professionale

L’inquinamento da rumore e l’interferenza che si materializza in termini di disturbo da rumore sono parametri che influenzano la qualità ambientale. Da un punto di vista pratico la rumorosità in un’abitazione è un coefficiente riduttivo che può incidere (in negativo) sulla quotazione immobiliare.

Una delle condizioni previste dal testo unico dell’edilizia (dpr 380/2001) per il rilascio del certificato di agibilità è che i requisiti acustici passivi rientrino tra le condizioni di sicurezza, igiene, salubrità, risparmio energetico degli edifici e degli impianti in essi installati.

Secondo gli artt. 1490 e 1669 cc la carenza di requisiti acustici passivi negli edifici costituisce grave difetto e comporta responsabilità contrattuali o extracontrattuali degli appaltatori e dei venditori nei confronti degli acquirenti.

La valutazione preventiva delle prestazioni acustiche passive degli edifici si effettua ai sensi della legge 26 ottobre 1995, n. 447 “Legge quadro sull’inquinamento acustico” e del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 5 dicembre 1997 “Determinazione dei requisiti acustici passivi degli edifici”.

Per questo motivo è fondamentale la corretta applicazione del dpcm 5 dicembre 1997, che determina i requisiti acustici delle sorgenti sonore interne agli edifici ed i requisiti acustici passivi degli edifici e dei loro componenti in opera, al fine di ridurre l’esposizione umana al rumore.

Le grandezze di riferimento

Le grandezze che caratterizzano i requisiti acustici passivi degli edifici sono:

  1. il tempo di riverberazione (T), definito dalla norma UNI ISO 3382: 2012
  2. il potere fonoisolante apparente di elementi di separazione fra ambienti (R’w), definito dalla norma UNI EN ISO 16283: 2014
  3. l’isolamento acustico standardizzato di facciata (D2m,nT), definito da:

D2m,nT=D2m + 10 log T/To

dove:

  • D2m=L1,2m – L2 è la differenza di livello
  • L1,2m è il livello di pressione sonora esterno a 2 metri dalla facciata, prodotto da rumore da traffico se prevalente, o da altoparlante con incidenza del suono di 45 gradi sulla facciata
  • L2 è il livello di pressione sonora medio nell’ambiente ricevente, valutato a partire dai livelli misurati nell’ambiente ricevente mediante la seguente formula:

L2 = 10 log (1/n Σni=1 10 Li/10)

Le misure dei livelli Li devono essere eseguite in numero di n per ciascuna banda di terzi di ottava:

  • il numero n è il numero intero immediatamente superiore ad 1/10 del volume dell’ambiente
  • in ogni caso, il valore minimo di n è 5
  • T è il tempo di riverberazione nell’ambiente ricevente, in sec
  • To è il tempo di riverberazione di riferimento assunto, pari a 0,5 s

Ad ogni rumore corrisponde uno spettro sonoro, costruito per banda (raggruppamento di frequenze): per esempio banda di ottava e banda di terzi di ottava.

Le bande sono gruppi caratterizzati da ampiezza percentuale costante; denominata fc la frequenza centrale e f1 e f2 le frequenze inferiori e superiori, si ha per la banda di ottava:

{\displaystyle {\frac {f_{2}-f_{1}}{f_{c}}}={\frac {1}{\sqrt {2}}}}{\displaystyle {\frac {f_{2}}{f_{1}}}=2}

4. il livello di rumore di calpestio di solai normalizzato (Ln) definito dalla norma UNI EN ISO 16283: 2014

5. LA Smax: livello massimo di pressione sonora ponderata A con costante di tempo slow

6. LAeq: livello continuo equivalente di pressione sonora, ponderata A

Indici di valutazione

Gli indici di valutazione che caratterizzano i requisiti acustici passivi degli edifici sono:

  1. indice del potere fonoisolante apparente di partizioni fra ambienti (R’w) da calcolare secondo la norma UNI 12354:2017
  2. indice dell‘isolamento acustico standardizzato di facciata (D2m,nT,w) da calcolare secondo la norma UNI 12354:2017
  3. indice del livello di rumore di calpestio di solai, normalizzato (Ln,w) da calcolare secondo la norma UNI 12354:2017

Di seguito riportiamo uno schema esplicativo per la verifica dei requisiti acustici passivi degli ambienti di un edificio. Le valutazioni da effettuare dipendono dalla disposizione degli ambienti e dalla loro destinazione d’uso. La verifica si rende necessaria solo quando l’ambiente “ricevente” rientra fra quelli classificati nel DPCM 5/12/97.

Rumore prodotto dagli impianti tecnologici

La rumorosità prodotta dagli impianti tecnologici non deve superare i seguenti limiti:

  1. 35 dB(A) LAmax con costante di tempo slow per i servizi a funzionamento discontinuo
  2. 25 dB(A) LAeq per i servizi a funzionamento continuo

Le misure di livello sonoro devono essere eseguite nell’ambiente nel quale il livello di rumore è più elevato. Tale ambiente deve essere diverso da quello in cui il rumore si origina.

Gli impianti sono classificati, a seconda delle modalità temporali di funzionamento (DPCM 5-12-97), in:

  • Servizi a funzionamento discontinuo: impianti fissi il cui livello sonoro emesso non sia costante nel tempo e caratterizzato da brevi periodi di funzionamento rispetto al tempo di inattività durante l’arco di una giornata; rientrano in questa tipologia gli impianti sanitari (scarichi idraulici, bagni, servizi igienici, rubinetteria), gli ascensori, i montacarichi e le chiusure automatiche, il cui parametro di riferimento è LASmax, livello massimo di pressione sonora, ponderata A con costante di tempo slow
  • Servizi a funzionamento continuo: impianti fissi il cui livello sonoro emesso nel tempo sia essenzialmente costante; rientrano in questa tipologia gli impianti di riscaldamento, climatizzazione, ricambio d’aria, estrazione forzata, il cui parametro di riferimento è LAeq, livello continuo equivalente di pressione sonora, ponderata A

I valori limite di tali parametri cambiano in funzione della destinazione d’uso dell’edificio.

La misura è eseguita nell’ambiente con livello di rumore più elevato e diverso da quello in cui si trova la sorgente, infatti i limiti imposti dal DPCM non sono riferiti agli impianti, ma al rumore che propagano nell’edificio.

Requisiti acustici passivi degli edifici, dei loro componenti e degli impianti tecnologici

Nella seguente tabella si riportano i valori degli indici di valutazione per edifici e impianti in funzione degli ambienti abitativi:

Categorie Parametri
Rw*
D2m,nT,w
Ln,w
LASmax
LAeq

D 55 45 58 35 35
A, C 50 40 63 35 25
E 50 48 58 35 35
B, F, G 50 42 55 35 25

(*) Valori di Rw riferiti a elementi di separazione tra due distinte unità immobiliari.

La classificazione degli ambienti abitativi è la seguente:

  • categoria A: edifici adibiti a residenza o assimilabili
  • categoria B: edifici adibiti ad uffici e assimilabili
  • categoria C: edifici adibiti ad alberghi, pensioni ed attività assimilabili
  • categoria D: edifici adibiti ad ospedali, cliniche. case di cura e assimilabili
  • categoria E: edifici adibiti ad attività scolastiche a tutti i livelli e assimilabili
  • categoria F: edifici adibiti ad attività ricreative o di culto o assimilabili
  • categoria G: edifici adibiti ad attività commerciali o assimilabili

Esempio verifica dell’isolamento

Di seguito proponiamo un esempio di verifica dell’isolamento acustico di un complesso residenziale secondo il DPCM 5/12/1997, mediante il software SuoNus, che supporta:

  • la verifica della rispondenza dell’isolamento acustico di progetto alle prescrizioni del D.P.C.M. 5/12/1997 attraverso
    • gli indici di valutazione
    • l’analisi per frequenze centrali in bande di terzi di ottava

In particolare vengono eseguite le seguenti modifiche per i vari ambienti dell’appartamento:

  • Isolamento acustico per via aerea (adiacenti): Isolamento acustico per via aerea
  • Isolamento acustico al calpestio: Isolamento acustico al calpestio
  • Isolamento acustico di facciata: Isolamento acustico di facciata

 

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